<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-37127547</id><updated>2011-10-06T18:40:27.563+02:00</updated><title type='text'>AZIONE UMANA</title><subtitle type='html'>SE SAPESSI CHE QUALCUNO STA VENENDO A CASA MIA COL DELIBERATO INTENTO DI FARMI DEL BENE, ME LA DAREI A GAMBE.
[HENRY DAVID THOREAU]</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://azioneumana.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://azioneumana.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>H.I.M.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03325005079914510507</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_cq_MioufJ4c/R4kJaXS957I/AAAAAAAAAI8/KkZHF1IzVuI/S220/avatar9659_3.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>76</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37127547.post-3813733474089461168</id><published>2007-11-26T12:06:00.000+01:00</published><updated>2007-11-26T12:09:31.213+01:00</updated><title type='text'>#HIBERNATED</title><content type='html'>Questo blog chiude, se per sempre o temporaneamente non lo so.&lt;br /&gt;Grazie a tutti gli intervenuti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciao.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37127547-3813733474089461168?l=azioneumana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://azioneumana.blogspot.com/feeds/3813733474089461168/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37127547&amp;postID=3813733474089461168&amp;isPopup=true' title='58 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/3813733474089461168'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/3813733474089461168'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://azioneumana.blogspot.com/2007/11/hibernated.html' title='#HIBERNATED'/><author><name>H.I.M.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03325005079914510507</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_cq_MioufJ4c/R4kJaXS957I/AAAAAAAAAI8/KkZHF1IzVuI/S220/avatar9659_3.gif'/></author><thr:total>58</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37127547.post-44926422306149004</id><published>2007-10-14T19:08:00.000+02:00</published><updated>2007-10-14T19:14:27.517+02:00</updated><title type='text'>#PER L'ASTENSIONISMO</title><content type='html'>Riporto integralmente il &lt;a href="http://digilander.libero.it/cssc/liborg/enclave/articoli/37manifesto_astensionismo.htm"&gt;manifesto del non voto&lt;/a&gt; pubblicato sul sito &lt;a href="http://www.libertari.org"&gt;Libertari.org&lt;/a&gt; del grande Leonardo Facco e del Movimento Libertario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;Con questo manifesto si vuole portare all’attenzione degli elettori l’inutilità di quel gesto ammantato di “sacralità” che si chiama voto. Sarebbe facile fare demagogia sugli alti stipendi dei politici, sui benefici di cui godono, delle false promesse elettorali, degli sperperi compiuti con i nostri soldi di “cittadini – sudditi – contribuenti” e tutte le altre malefatte che quotidianamente gli organi di informazione portano alla nostra attenzione. Ma l’aspetto fondamentale è porsi la domanda: “perché votare?” &lt;br /&gt;Il voto è indissolubilmente legato al concetto di democrazia e quest’ultima all’idea di libertà; sembra che partecipando alle elezioni che si tengono periodicamente ci si possa sentire immancabilmente liberi. I nostri rappresentanti non perdono occasione per ricordarci che votare è un nostro diritto – dovere e che senza questo “rito pagano” non ci potrebbe essere una convivenza civile e saremmo costretti a vivere in una situazione di caos e di guerra perenne tra gli individui. Peccato che troppo spesso ci si dimentica che nella Germania nazista Adolf Hitler fu eletto democraticamente dal popolo sovrano e che tutte le dittature comuniste (passate e presenti) si definiscono “democratiche”. Solo questi esempi dovrebbero fare riflettere sul binomio democrazia uguale libertà. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché votare allora? Ogni volta che ci rechiamo ad un seggio elettorale ci sembra di partecipare alla vita pubblica e di essere fautori del destino della nazione ma le cose stanno veramente così? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Innanzi tutto il concetto di delega è completamente disatteso, in tutti gli ordinamenti giuridici esistono le figure del mandante e del mandatario, nel quale il secondo è obbligato a compiere degli atti giuridici ben definiti per conto del primo. I nostri rappresentanti si comportano secondo questi dettami? No, e si rifanno al dettato costituzionale, un’ottima scusa. La costituzione la rispettano solo quando interessa loro. Rispettano i limiti che gli vengono posti? Chi controlla che tali limiti vengano rispettati?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per qualunque politico lavorare significa emanare leggi ma tali leggi vengono rispettate da loro stessi? Il caso mele vi ricorda qualcosa? In che misura tali leggi sono di una qualche utilità per il resto della società? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un ulteriore aspetto da analizzare è quello dei burocrati statali: casta che rappresenta la continuità perenne tra il succedersi dei vari governi. In quale istituzione i lavoratori possono votare i loro datori di lavoro? Qualsiasi cittadino che non ha la “fortuna” di lavorare per lo Stato può scegliere il proprio capo? A quali conseguenze porta questa commistione di interessi? Il politico di turno sarà indipendente dal burocrate? Fino a che punto il burocrate influenzerà il “nostro” mandatario? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A tutte queste domande (e a molte altre che chiunque è in grado di porsi) ciascuno di noi darà le risposte che riterrà più opportune, ma sottrarsi a riflettere su questi argomenti significa arrendersi ad una sorta di karma che decide il nostro destino e soprattutto a perdere la propria dignità di persona in grado di esercitare le proprie facoltà di critica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per concludere è utile citare due aforismi che ben rappresentano quanto sopra esposto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“ Lo Stato è quella grande finzione in virtù della quale tutti cercano di vivere alle spalle di tutti” (F. Bastiat).“La politica è l’arte di cercare guai, trovarne anche se non ce ne sono, fare una diagnosi scorretta e praticare una cura sbagliata” (Sir E. Benn).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fate circolare il messaggio!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Movimento Libertario&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37127547-44926422306149004?l=azioneumana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://azioneumana.blogspot.com/feeds/44926422306149004/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37127547&amp;postID=44926422306149004&amp;isPopup=true' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/44926422306149004'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/44926422306149004'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://azioneumana.blogspot.com/2007/10/per-lastensionismo.html' title='#PER L&apos;ASTENSIONISMO'/><author><name>H.I.M.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03325005079914510507</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_cq_MioufJ4c/R4kJaXS957I/AAAAAAAAAI8/KkZHF1IzVuI/S220/avatar9659_3.gif'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37127547.post-7733992303813206413</id><published>2007-10-12T09:14:00.000+02:00</published><updated>2007-10-12T09:46:00.306+02:00</updated><title type='text'>#SENZA PAROLE</title><content type='html'>Uno legge e dice, &lt;i&gt;"vabbé, è uno scherzo"&lt;/i&gt;. Invece i contenui sono così dettagliati e seri che temo sia tutto "vero". &lt;br /&gt;Il professor Douglas J. Amy insegna scienze politiche al Mount Holyoke College ed è titolare di questo sito dal titolo &lt;b&gt;"Government is good"&lt;/b&gt;, sottotitolo &lt;b&gt;&lt;i&gt;"An Unapologetic Defense of a Vital Institution".&lt;/i&gt;&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.governmentisgood.com/"&gt;Leggere per credere&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riporto qui di seguito un breve passo dall'articolo &lt;a href="http://www.governmentisgood.com/articles.php?aid=1"&gt;"A Day in Your Life"&lt;/a&gt; di Amy:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;___________________________________&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;em&gt;&lt;b&gt;Nonostante di solito non  lo notiamo, i programmi governativi e le linee di condotta che ne derivano migliorano la nostra vita quotidiana in modi innumerevoli.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7:50 del mattino. Voi ed il vostro bambino attraversate il prato per dirigervi alla vostra auto e ci arrivate senza sporcarvi le scarpe di cacca di cane. Un piccolo ma significativo risultato ottenuto grazie ad una legge locale che impone alle persone di pulire a terra quando i loro animali sporcano. Anche il fatto che il vostro vicinato non sia tormentato da cani e gatti randagi dipende dal fatto che il funzionario del Controllo Animali lavora costantemente a questi problemi.&lt;/em&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37127547-7733992303813206413?l=azioneumana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://azioneumana.blogspot.com/feeds/7733992303813206413/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37127547&amp;postID=7733992303813206413&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/7733992303813206413'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/7733992303813206413'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://azioneumana.blogspot.com/2007/10/senza-parole.html' title='#SENZA PAROLE'/><author><name>H.I.M.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03325005079914510507</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_cq_MioufJ4c/R4kJaXS957I/AAAAAAAAAI8/KkZHF1IzVuI/S220/avatar9659_3.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37127547.post-3128606117386936041</id><published>2007-10-10T21:00:00.000+02:00</published><updated>2007-10-10T21:08:32.308+02:00</updated><title type='text'>#COMING SOON</title><content type='html'>Sarà un capolavoro, o una cacata immane. &lt;a href="http://microsites2.foxinternational.com/it/jumper/"&gt;Vedremo&lt;/a&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37127547-3128606117386936041?l=azioneumana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://azioneumana.blogspot.com/feeds/3128606117386936041/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37127547&amp;postID=3128606117386936041&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/3128606117386936041'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/3128606117386936041'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://azioneumana.blogspot.com/2007/10/coming-soon.html' title='#COMING SOON'/><author><name>H.I.M.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03325005079914510507</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_cq_MioufJ4c/R4kJaXS957I/AAAAAAAAAI8/KkZHF1IzVuI/S220/avatar9659_3.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37127547.post-6077779423573548991</id><published>2007-10-04T14:45:00.001+02:00</published><updated>2007-10-05T08:45:43.365+02:00</updated><title type='text'>#PARASSITI</title><content type='html'>Un vivaio cittadino, qualche anno fa, importò per conto della Provincia alcune centinaia di palme dall'Egitto per abbellire il lungomare e alcuni giardini pubblici.&lt;br /&gt;Purtroppo con esse venne introdotto anche un parassita che oggi sta uccidendo le numerose palme maschio piantate nelle proprietà private della zona.&lt;br /&gt;Anche la mia palma è stata attaccata dal parassita, sicché, trattandosi di una pianta di oltre 35 anni a cui sono particolarmente affezionato (con l’amaca là sotto pare di stare in un villaggio alle Seychelles), mi sono informato su cosa è possibile fare per salvarla. &lt;br /&gt;Il vivaista mi dice di andare in Comune e fare richiesta di bonifica perché, trattandosi ormai di una vera e propria epidemia, è stata attivata la Forestale, la quale, per 150 euro viene a casa, butta un veleno giù per il tronco che uccide i parassiti (ma anche la palma, nel caso non fosse ancora morta), taglia l'ombrello di foglie e poi te la lascia lì, imponendoti di farla eradicare entro 15gg per evitare la propagazione del contagio. Pena per il mancato adempimento, fino a 3000 euros di multa. &lt;br /&gt;In casi come il mio, in cui il giardino non è direttamente raggiungibile con mezzi adatti, significa trovare qualcuno che me la tagli a fette e poi la porti in qualche discarica. Spesa, circa 300-350 €. Non solo, ma, nello specifico, io sarei anche costretto a rompere la pavimentazione esterna (rifatta 2 anni fa) sotto la quale giace parte delle radici. Preventivo 1000-1500 euro.&lt;br /&gt;Una gran scocciatura. Decido quindi di tentare altre vie, prima di fare denuncia in comune ed avviare così la procedura che non solo mi farà sborsare un sacco di quattrini, ma non mi darà neppure la speranza di poter salvare il mio amato albero.&lt;br /&gt;Iddio ha voluto che esistano il mercato e gli amici biologi grazie ai quali trovo una società di Torino che mi spedirà a casa un kit contenente delle iniezioni da fare sul fusto della pianta a base di uno speciale prodotto studiato appositamente per questo parassita (larve di coleottero dal punteruolo vattelapesca) che, come dimostrato da un caso analogo verificatosi in Florida negli anni 90, ammazzano il parassita e, con probabilità attorno all’80%, salva pure la palma. Costo: 100 euro + spese di spedizione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Piccola storia di vita ordinaria che fa vedere come lo stato prima causa il danno e poi, siccome non riesce a porvi rimedio, non trova di meglio da fare che rivalersi  indiscriminatamente sugli individui obbligandoli a pagare un servizio pessimo a cui impone loro di ricorrere minacciando di multarli pesantemente in caso contrario. &lt;br /&gt;Il mercato invece produce risultati migliori a costi decisamente inferiori senza imporre niente né minacciare nessuno, lascia liberi di scegliere ed inoltre alimenta anche le speranze. &lt;br /&gt;Devo chiedere a questi signori di Torino se hanno allo studio un prodotto per debellare il peggior parassita mai esistito, quello col bollo della Repvbblica.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37127547-6077779423573548991?l=azioneumana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://azioneumana.blogspot.com/feeds/6077779423573548991/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37127547&amp;postID=6077779423573548991&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/6077779423573548991'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/6077779423573548991'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://azioneumana.blogspot.com/2007/10/parassiti.html' title='#PARASSITI'/><author><name>H.I.M.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03325005079914510507</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_cq_MioufJ4c/R4kJaXS957I/AAAAAAAAAI8/KkZHF1IzVuI/S220/avatar9659_3.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37127547.post-2364406338612893254</id><published>2007-09-20T10:52:00.000+02:00</published><updated>2007-09-20T13:24:06.567+02:00</updated><title type='text'>#THICK Vs THIN</title><content type='html'>&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;"È necessario essere tutto fuoco&lt;br&gt;in quanto ho montagne di ghiaccio&lt;br&gt;da sciogliere intorno a me"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;William Lloyd Garrison&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando sento dire “la forza delle idee” mi cascano le palle. Un po’ come quando qualcuno inizia un dicorso dicendo “sarò breve” e so già che mi attende un interminabile papello di vacuità. Di solito “la forza delle idee” viene inserito nei discorsi tanto forbiti ed ispirati quanto vuoti e privi di mordente in cui le parole sono dette (o scritte) e non pesate. Una sorta di cortina di fumo per nascondere la penuria… di idee.&lt;br /&gt;Mi chiedo sempre a quali idee ci si riferisce quando si invoca la loro forza: idee vecchie? idee nuove? idee buone o idee cattive? Non si sa. &lt;br /&gt;Forse, per mia deformazione professionale, identifico la parola idea con il pensiero originale, la lampadina che si accende, il momento dell’Eureka! Probabilmente, idea può anche essere un termine adatto a descrivere un qualunque pensiero che abbia all’incirca lo stesso significato del precedente, anche se meno legato alla contingenza e più persistente nel tempo. Tipo un’idea per risolvere un dato problema che sappiamo si ripresenterà in futuro con regolarità.&lt;br /&gt;Infine, idea può avere un terzo significato, pur anch’esso legato agli altri due, ma con un’ulteriore sfumatura. Un concetto, una forma, un modello: un ideale. &lt;br /&gt;Sono definizioni tutto sommato abbastanza simili, che si distinguono per alcune lievi differenze. Tuttavia, a me sembra sia solo l’ultima ad essere portatrice di una qualche forza.&lt;br /&gt;I singoli pensieri, di per sé, non mi sembrano particolarmente “forti” e, anzi, sono proprio gli ideali che aiutano a dar loro una forma in cui possono trovare forza. Ad esempio, non è “potente” pensare a come criticare lo stato. Al contrario, potente è l’idea che consente a quell’ente di esistere e lo concettualizza come fosse un ideale.&lt;br /&gt;Essere democratici, socialisti, liberali o qualunque altra cosa si ponga negli stadi intermedi o anche oltre queste teorie e avanzare critiche o suggerimenti su cosa andrebbe fatto o non fatto, ricade interamente all’interno del singolo ideale, ovvero la ricerca di una qualche forma di governo: gli argomenti individuali sono solo nuances del medesimo discorso. &lt;br /&gt;Non è in discussione la sua esistenza, ma le sue dimensioni, le funzioni e l’identità di chi o cosa lo debba dirigere.&lt;br /&gt;Da tempo, gli oppositori dell’anarchismo indicano alla Somalia e ad altri stati falliti (alcuni con l’aiuto di “pacifiche democrazie”) sottolineandone la violenza che li caratterizza e ribadendo, con il classico “lo avevamo detto, noi”, il fatto che sia sempre necessairio un governo. Però, a me sembra che queste persone manchino di comprendere che non è sufficiente l’assenza di un governo, di una fazione dominante per dire che lì c’è anarchia. L’anarchia è una predisposizione intellettuale, un ideale, tanto quanto lo è la realtà fisica del governo. Le fazioni in lotta per il potere (anche se non direi che l’esempio somalo sia valido al pari di quanto lo siano, ad esempio, quello irakeno o quello afgano) denotano che non c’è anarchia, ma volontà di affermare un capo, cioè un governo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La guerra delle idee è vitale per affermare un ideale e quindi un modello di società.&lt;br /&gt;Deporre o sconfiggere uno stato (lo stato) fatto di uomini equivale a vincere una battaglia, non la guerra. È invece indispensabile lottare l’idea che lo stato sia inevitabile e necessario. Finché quell’idea non sarà sconfitta, la lotta sarà semplicemente contro degli uomini che possono essere sostituiti in un qualunque momento. &lt;br /&gt;Quello che mi chiedo, quindi, è se le diverse fazioni politiche combatterebbero per il potere se non vi fosse l’illusione che un governo è necessario. In fondo, se l'idea che lo stato è legittimo ed inveitabile è diffusa ed in scalfibile, è abbastanza ovvio che la lotta per il potere venga intesa come il passaggio obbligatorio per raggiungere il traguardo. &lt;br /&gt;Questo però non sfiora minimamente la moralità implicita nel credere che ci può essere un gruppo di persone legittimato ad avere il controllo sulle altre e che fonda tale legittimità su un pezzo di carta o su una parola o un ideale (per quanto potente) come stato.&lt;br /&gt;Comprendo benissimo che una persona disposta a pensare che sia possibile rinunciare all’ambizione di avere il potere di controllare gli altrei uomini si espone facilmente all’accusa di &lt;i&gt;wishful thinking&lt;/i&gt;. Ciò nonostante non vedo cosa ci sia di utopistico ad opporre ad un ideale illusorio come lo statalismo un ideale razionale come l’anarchismo.&lt;br /&gt;Se ci si pone come obiettivo un traguardo inferiore ad una posizione ideale, allora con tutta certezza il primo risultato probabile sarà la rinuncia a quel obiettivo in breve tempo, magari dissuasi a perseguirlo fino in fondo perché “la realtà” sembra suggerire che non sia attuabile. Un po’ come accade ai runners che accusano maggiormante la fatica in vista del traguardo. Solo che noi, rispetto a chi corre, dovremmo avere il vantaggio della consapevolezza che la realtà è distorta da un’ideale potente, ma infondato, come quello della necessità di un governo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37127547-2364406338612893254?l=azioneumana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://azioneumana.blogspot.com/feeds/2364406338612893254/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37127547&amp;postID=2364406338612893254&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/2364406338612893254'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/2364406338612893254'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://azioneumana.blogspot.com/2007/09/thick-vs-thin.html' title='#THICK Vs THIN'/><author><name>H.I.M.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03325005079914510507</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_cq_MioufJ4c/R4kJaXS957I/AAAAAAAAAI8/KkZHF1IzVuI/S220/avatar9659_3.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37127547.post-8385904286436115239</id><published>2007-09-18T12:40:00.000+02:00</published><updated>2007-09-18T15:48:10.480+02:00</updated><title type='text'>#TOO BUSY</title><content type='html'>In questi giorni non trovo il tempo di fare niente: non riesco a leggere un libro, ad andare al cinema, a dedicarmi alla ricerca di nuovi prodotti musicali e nemmeno riesco a finalizzare progetti paralleli alla mia attività che poi dovrebbero consentirmi di "differenziare l'offerta", come si suol dire, dandomi nuove opportunità di guadagno. Il lavoro mi assorbe e non voglio sottrarre tempo a mio figlio né ovviamente a mia moglie che tra un paio di giorni partirà alla volta del Turkmenistan per rimanervi un paio di settimane, riducendo così, suo malgrado, praticamente a zero quel poco di temop libero che mi era rimasto. Ovviamente in tutto questo gran casino non trovo il tempo di seguire il blog e se lo faccio, scrivo degli inutili resoconti di "ordinary life", che peraltro qualcuno simpaticamente insinua si tratti di fregnacce. Della serie "mento a me stesso nel mio diario online"... bah! &lt;br /&gt;Devo dire che l'idea di chiuderlo mi dispiace e difatti non lo farò, anche perchè avrei un po' di cose da dire. &lt;br /&gt;Ho una serie di post iniziati e mai finiti che giacciono nell'hd a casa, ma premere il tasto "on" del mac domestico è diventato un gesto potenzialmente foriero di enormi sensi di colpa. Vorrei scrivere (ancora) di proprietà intellettuale, guerra/pace, vorrei provare, senza molta originalità in effetti, a dire qualcosa sul tema Neolingua e attuale mondo orwelliano aperto da Paxtibi su &lt;a href="http://gongoro.blogspot.com"&gt;La voce del Gongoro&lt;/a&gt;, mi piacerebbe anche paralre di libertarismo e cultura popolare prendendo spunto da un commento ad un post letto sempre su blog di Paxtibi (e quando mai... :) ), vorrei commentare il libro di Proudhon letto durante le vacanze. Vorrei, vorrei ma alla fine non riuscirò a fare un cazzo di tutto questo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allora, giusto per accanimeto terapeutico nei confronti di questo blog in fin di vita che, nonostante la sua bassissima frequentazione e la non eccellente qualità dei contenuti, ha voluto imporsi come una delle priorità nelle mie giornate, segnalo un paio di link, uno dei quali su un tema già trattato in questo blog e di particolare attualità nel dibattito politico libertario e non, il Global Warming:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://icecap.us/index.php/go/joes-blog/a_new_record_for_antartic_total_ice_extent"&gt;http://icecap.us/index.php/go/joes-blog/a_new_record_for_antartic_total_ice_extent&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'altro è un post del vicedirettore del Mises Institute, Jeffrey Tucker, apparentemente "light" ed invece molto istruttivo di come il capitalismo attuale che si regge sulla regolamentazione di stato (quello che alcuni chiamano "mercato libero" ma che libero non è) distrugga la libera iniziativa imprenditoriale individuale e, in defnitiva, la ricchezza che questa può produrre. Anche di questo si è parlato sul solito Gongoro (giuro che non mi paga per fargli pubblicità) e in qualche misura l'argomento rimanda alla counter-economics di cui tempo fa si è accennato su Azione Umana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://blog.mises.org/archives/007051.asp"&gt;http://blog.mises.org/archives/007051.asp&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37127547-8385904286436115239?l=azioneumana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://azioneumana.blogspot.com/feeds/8385904286436115239/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37127547&amp;postID=8385904286436115239&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/8385904286436115239'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/8385904286436115239'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://azioneumana.blogspot.com/2007/09/too-busy.html' title='#TOO BUSY'/><author><name>H.I.M.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03325005079914510507</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_cq_MioufJ4c/R4kJaXS957I/AAAAAAAAAI8/KkZHF1IzVuI/S220/avatar9659_3.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37127547.post-5027922529176280073</id><published>2007-09-15T20:39:00.000+02:00</published><updated>2007-09-15T20:57:24.638+02:00</updated><title type='text'>#FAI DA TE</title><content type='html'>Scrisse Thoreau che "La libertà di un uomo si misura nella sua capacità di arrangiarsi".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi ho, nell'ordine:&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;Riparato il supporto dell'antenna parabolica (fissandolo a tetto di casa con un cemento chimico fenomenale);&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;Costruito da zero un'anta per una nicchia ripostiglio nel sottoscala;&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;Sverniciato e verniciato le inferriate di casa;&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;Letteralmente disboscato il giardino (con potatura di palme e limoni) che al mio ritorno dalle ferie si presentava come una specie di selva;&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;Svuotato lo studio di scartoffie varie;&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;Appeso al muro una staffa multidirezionale per il nuovo televisore lcd da 40" con relativa mensola in cristallo per lettori e decoder.&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;/ul&gt;&lt;br /&gt;Cazzo, sarò anche libero, ma sono morto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vado a fare le "Z".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37127547-5027922529176280073?l=azioneumana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://azioneumana.blogspot.com/feeds/5027922529176280073/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37127547&amp;postID=5027922529176280073&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/5027922529176280073'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/5027922529176280073'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://azioneumana.blogspot.com/2007/09/fai-da-te.html' title='#FAI DA TE'/><author><name>H.I.M.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03325005079914510507</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_cq_MioufJ4c/R4kJaXS957I/AAAAAAAAAI8/KkZHF1IzVuI/S220/avatar9659_3.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37127547.post-7810299646112546575</id><published>2007-08-31T09:31:00.000+02:00</published><updated>2007-08-31T15:06:54.980+02:00</updated><title type='text'>#FANTASIA AL POTERE? UN DISASTRO</title><content type='html'>Quest'anno in vacanza sono stato spesso scarrozzato sulla nuova ML 350 del mio vecchio. È prossimo alla pensione e ha deciso di spassarsela. Gran bel vetturino, comunque. Peccato che in macchina con lui si sia costretti ad ascoltare tutto il repertorio rhythm'n blues e soul degli anni '60. Il genere non mi fa impazzire, troppo negro per i miei gusti, però devo ammettere che il mood che si crea nell'abitacolo è tutto sommato piacevole e mi riporta indietro di almeno 30 anni, quando il daddy mi accompagnava a scuola di buon mattino con l'autoriadio a cassette che gracchiava roba tipo "San Franciscan Night" di Eric Burdon &amp; The Animals, "Ain't No Mountain High Enough" di Marvin Gaye o l'evergreen "(Sittin' On) The Dock of the Bay" di Otis Redding. Che non sarebbe nemmeno un brutta canzone, solo che ad un certo punto il soulman di Macon vaneggia dicendo:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;And this loneliness won't leave me alone&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il pezzo fu registrato pochi giorni prima che Redding morisse, ok. Forse si sentiva poco bene, forse voleva essere ironico, non so. Fatto sta che sono rimasto per un po' a pensare se Otis volesse rimanere da solo oppure no. Mentre pensavo, dalle casse mi giunge un'altra chicca: "If", dei Bread che alla seconda strofa attacca così:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;If a man could be two places at one time,&lt;br /&gt;I'd be with you.&lt;br /&gt;Tomorrow and today, beside you all the way.&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eh!?!? Forse non è questo essere nello stesso posto in momenti diversi (cosa peraltro possibilissima) e non il contrario? &lt;br /&gt;Ok, dopo Einstein sappiamo che spazio e tempo hanno la stessa natura e probabilmente negli anni '60 credevano che mescolando conoscenze razionali ed emozioni si potesse ottenere grande poesia, ma usare espressioni come "essere in due posti nello stesso momento" non implica forse l'accettazione della nozione che spazio e tempo sono due cose differenti?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono l'unico che si infastidisce per queste cose, oppure c'è qualcun altro che pensa che la "fantasia al potere" sia stata un disastro per la logica di cui paghiamo ancora le conseguenze?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37127547-7810299646112546575?l=azioneumana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://azioneumana.blogspot.com/feeds/7810299646112546575/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37127547&amp;postID=7810299646112546575&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/7810299646112546575'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/7810299646112546575'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://azioneumana.blogspot.com/2007/08/questanno-in-vacanza-sono-stato-spesso.html' title='#FANTASIA AL POTERE? UN DISASTRO'/><author><name>H.I.M.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03325005079914510507</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_cq_MioufJ4c/R4kJaXS957I/AAAAAAAAAI8/KkZHF1IzVuI/S220/avatar9659_3.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37127547.post-7945224209792573457</id><published>2007-08-29T20:08:00.000+02:00</published><updated>2007-08-31T11:00:23.529+02:00</updated><title type='text'>#LIBERO O LIBERATO?</title><content type='html'>Benché il suo titolare risieda ad Atene, &lt;a href="http://gongoro.blogspot.com/"&gt;La Voce del Gongoro&lt;/a&gt; è senza dubbio il miglior blog libertario italiano. Il lavoro che sta facendo Paxtibi col suo piccolo glossario della &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Neolingua"&gt;Neolingua&lt;/a&gt;, giunto da poco alla settima lezione (&lt;a href="http://gongoro.blogspot.com/2007/07/piccolo-glossario-della-neolingua-1.html/"&gt;1&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://gongoro.blogspot.com/2007/07/piccolo-glossario-della-neolingua-2.html/"&gt;2&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://gongoro.blogspot.com/2007/07/piccolo-glossario-della-neolingua-3.html/"&gt;3&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://gongoro.blogspot.com/2007/08/piccolo-glossario-della-neolingua-4.html/"&gt;4&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://gongoro.blogspot.com/2007/08/piccolo-glossario-della-neolingua-5.html/"&gt;5&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://gongoro.blogspot.com/2007/08/piccolo-glossario-della-neolingua-6.html/"&gt;6&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://gongoro.blogspot.com/2007/08/piccolo-glossario-della-neolingua-2.html/"&gt;7&lt;/a&gt;), è straordinario, imho. Forse è uno fra i più riusciti tentativi di diffondere awareness libertaria. Se l’obiettivo sia funzionale a questo specifico proposito oppure no ha poca importanza, almeno per me che &lt;a href="http://azioneumana.blogspot.com/2007/04/uniformit.html#links"&gt;reputo questo aspetto prioritario rispetto a tutto il resto&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tuttavia, se è vero (ed è vero) che nel linguaggio comune sempre più parole hanno finito per assumere un significato contrario a quello originario, è altrettanto vero che anche nella terminologia libertaria alcune espressioni rischiano di portarci in direzione opposta rispetto alle nostre intenzioni.&lt;br /&gt;Un’accurata scelta delle parole è cruciale quando si tenta di comunicare determinate idee filosofiche e politiche, specialmente quando tali parole, per loro stessa natura e storia, si prestano a facili strumentalizzazioni o assumono facilmente lo status di slogan. È il caso di termini come “capitalismo”, “libertà”, “democrazia”, “legge”, “anarchia”, “politica”, “stato”, “governo” eccetera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad esempio, se discutiamo con un socialista - più o meno democratico - di anarchia di mercato è probabile che incontreremo ben presto delle ostilità se iniziamo la descrizione di questa teoria politica menzionando tra i suoi fondatori intellettuali uno come Benjamin R. Tucker. Difatti, com’è risaputo, l’editore di &lt;a href="http://travellinginliberty.blogspot.com/2007/08/index-of-liberty-site.html"&gt;Liberty&lt;/a&gt; ebbe più volte a definirsi rispettivamente socialista e democratico. Inutile tentare di spiegare che il suo socialismo era di chiara ispirazione proudhoniana (averne di socialsiti così) e che quanto al “democratico” era quasi con certezza Thomas Jefferson quello a cui faceva riferimento; uno insomma che riesce un po’ difficile accostare ad Hilary Clinton. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;D’altro canto, è pur vero che definendo il nostro ideale “anarco-capitalismo”, il nostro interlocutore quasi sicuramente penserà che stiamo scherzando (a me è capitato di recente).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bene, considerazioni come queste inducono a riflettere su un’espressione ricorrente nel linguaggio libertario (e non solo), ovvero “mercato libero”. A dire il vero si tratta di una definizione abbastanza neutra e tuttavia sembrerebbe appropriata nella descrizione di ciò che un libertario sostiene. Ma, poiché la maggior parte delle persone pensa che le democrazie occidentali siano mercati liberi e che i principi del libero mercato definiscano e conducano alla base del corrente stato di globalizzazione, la prima cosa da fare quando si usa tale espressione dovrebbe essere di specificare che un mercato davvero libero in realtà non esiste in alcun posto al mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un modo per evitare tanta prolissità potrebbere essere quello di usare l’espressione &lt;i&gt;&lt;b&gt;mercato liberato&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt; Mercato libero, infatti, suona come se tale cosa esistesse già e così perpetua passivamente il mito rosso che il corporativismo e l’accumulo illegittimo di "Kapitale" che ne deriva siano le conseguenze naturali della libera associazione e della competizione tra individui, mentre così non è.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;Liberato&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;, invece, contiene un elemento di distanza e, ancor più importante, l'affermazione del superamento dello status quo. Diventa così molto più facile sostenere cose come: &lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Il mercato liberato non ha corporazioni”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Un mercato liberato distribuisce naturalmente la ricchezza”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“La gerarchia sociale è per definizione inefficiente e questo è particolarmente evidente nel mercato liberato”&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;Mercato liberato&lt;/b&gt;&lt;/i&gt; ci porta oltre il presente, verso il regno teorico del “dopo la rivoluzione” dove, tuttavia, proprio come hanno sempre fatto i rossi -  bisogna ammettere con discreto successo - possiamo usare l’esempio di oggi a sostegno della nostra teoria, col vantaggio di non essere obbligati a difendere implicitamente tutte le "distorsioni" del mercato attuale. Infine, credo che &lt;i&gt;&lt;b&gt;mercato liberato&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;, semanticamente, faccia un riferimento più esplicito &lt;br /&gt;all'azione, il che, per un &lt;i&gt;movimento&lt;/i&gt;, dovrebbe essere essenziale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;________&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PS. Pax, se passi di qua ti informo che la prossima volta che mia moglie verrà in Grecia, contrariamente a quanto ho fatto finora, l'accompagnerò: così mi offrirai una cena a base di moussaka e ghemistà in qualche bel ristorantino di Atene, vista la fatica che mi è costata quella sfilza di link. :-D&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37127547-7945224209792573457?l=azioneumana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://azioneumana.blogspot.com/feeds/7945224209792573457/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37127547&amp;postID=7945224209792573457&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/7945224209792573457'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/7945224209792573457'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://azioneumana.blogspot.com/2007/08/libero-o-liberato.html' title='#LIBERO O LIBERATO?'/><author><name>H.I.M.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03325005079914510507</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_cq_MioufJ4c/R4kJaXS957I/AAAAAAAAAI8/KkZHF1IzVuI/S220/avatar9659_3.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37127547.post-2632911785583139851</id><published>2007-08-01T19:39:00.000+02:00</published><updated>2007-08-01T19:46:26.301+02:00</updated><title type='text'>#LET'S HAVE A VACATION</title><content type='html'>Gli obiettivi che mi ero posto prima di andare in ferie comincivano a sembrarmi impossibili. Invece, sono riuscito a fgare tutto con somma soddisfazione mia e dei committenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vado in ferie.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37127547-2632911785583139851?l=azioneumana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://azioneumana.blogspot.com/feeds/2632911785583139851/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37127547&amp;postID=2632911785583139851&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/2632911785583139851'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/2632911785583139851'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://azioneumana.blogspot.com/2007/08/lets-have-vacation.html' title='#LET&apos;S HAVE A VACATION'/><author><name>H.I.M.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03325005079914510507</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_cq_MioufJ4c/R4kJaXS957I/AAAAAAAAAI8/KkZHF1IzVuI/S220/avatar9659_3.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37127547.post-5967322336109402213</id><published>2007-07-28T19:30:00.000+02:00</published><updated>2007-07-28T19:34:07.636+02:00</updated><title type='text'>#SI FA PER DIRE...</title><content type='html'>... ma la proprietà intellettuale &lt;a href="http://blog.mises.org/archives/006908.asp"&gt;uccide&lt;/a&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37127547-5967322336109402213?l=azioneumana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://azioneumana.blogspot.com/feeds/5967322336109402213/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37127547&amp;postID=5967322336109402213&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/5967322336109402213'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/5967322336109402213'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://azioneumana.blogspot.com/2007/07/si-fa-per-dire.html' title='#SI FA PER DIRE...'/><author><name>H.I.M.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03325005079914510507</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_cq_MioufJ4c/R4kJaXS957I/AAAAAAAAAI8/KkZHF1IzVuI/S220/avatar9659_3.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37127547.post-3218227132861091305</id><published>2007-07-28T08:42:00.000+02:00</published><updated>2007-07-28T08:44:39.240+02:00</updated><title type='text'>#TROUBLES</title><content type='html'>Ho combinato un casino col template. Rimetterò tutto in ordina al più presto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37127547-3218227132861091305?l=azioneumana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://azioneumana.blogspot.com/feeds/3218227132861091305/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37127547&amp;postID=3218227132861091305&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/3218227132861091305'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/3218227132861091305'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://azioneumana.blogspot.com/2007/07/troubles.html' title='#TROUBLES'/><author><name>H.I.M.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03325005079914510507</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_cq_MioufJ4c/R4kJaXS957I/AAAAAAAAAI8/KkZHF1IzVuI/S220/avatar9659_3.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37127547.post-807520366557499724</id><published>2007-07-27T20:53:00.000+02:00</published><updated>2008-12-09T13:40:55.820+01:00</updated><title type='text'>#LYSANDER SPOONER, MAESTRO DI VITA</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_cq_MioufJ4c/RqpBiddfJlI/AAAAAAAAAFw/AZdhohDXtV0/s1600-h/LysanderSpooner.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_cq_MioufJ4c/RqpBiddfJlI/AAAAAAAAAFw/AZdhohDXtV0/s320/LysanderSpooner.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5091954388975429202" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Cercando fra i libri arretrati qualcosa da leggere in vacanza, mi è capitato tra le mani "I vizi non sono crimini" di Spooner. L'ho letto, ma qualcosa mi ha indotto a sfogliarlo ugualmente e a prendere in considerazione l'idea di rileggerlo lassù sulle montagne. Ho ritrovato questo passaggio che reputo molto educativo, soprattutto per me stesso, giovane padre alle prese con l'educazione di un bimbo di 4 anni:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;b&gt;In ultima analisi, sulla questione della libertà individuale: Ogni uomo &lt;i&gt;deve necessariamente giudicare&lt;/i&gt; e decidere per sé riguardo ciò che conduce e occorre al proprio benessere e ciò che invece è dannoso, poiché, se manca di svolgere questo compito per sé, nessun altro può farlo per lui. E nessun altro cercherà mai di farlo, tranne in pochissimi casi. I papi, i preti e i re lo faranno, in alcuni casi, se verrà loro concesso. Ma, in generale, lo faranno solo se potranno così provvedere ai propri vizi e ai propri crimini. E lo faranno, in generale, solo nella misura in cui possono fare di un uomo il proprio buffone e il proprio schiavo. Anche i genitori, senza dubbio con motivazioni migliori dei precedenti, troppo spesso cercano di fare la stessa cosa. Però, esercitando la coercizione o impedendo ad un bambino di fare qualcosa ce non è realmente e gravemente pericoloso per lui, essi gli faranno del male piuttosto che del bene. È una legge della Natura che, per ottenere la conoscenza e incamerarla, ogni individuo debba ottenerla da solo. Nessuno, neanche i suoi genitori, possono spiegargli la natura del fuoco in modo tale da fargliela davvero  conosce. Egli deve sperimentarla da solo, &lt;i&gt;ed esserne bruciato&lt;/i&gt;, prima di conoscerla.&lt;br /&gt;La Natura sa, mille volte meglio di qualsiasi genitore, ciò a cui è destinato ogni individuo, di quale conoscenza esso ha bisogno e come deve ottenerla. Essa sa che i suoi processi per comunicare quella conoscenza sono non soltanto i migliori, ma gli unici che possano essere efficaci.&lt;br /&gt;I tentativi dei genitori di rendere virtuosi i propri figli sono in genere poco più che tentativi i tenerli all’oscuro del vizio. Sono poco più che tentativi di insegnare ai propri figli a conoscere e preferire la verità tenendoli all’oscuro della falsità. Sono poco più che tentativi di far loro cercare ed apprezzare la salute tenendoli all’oscuro della malattia, e di tutto ciò che causa la malattia.&lt;br /&gt;Sono poco più che tentativi di far amare ai propri figli la luce tenendoli nell’ignoranza del buio. In breve, sono poco più che tentativi di rendere i propri figli felici tenendoli all’oscuro di tutto ciò che causa loro infelicità. &lt;br /&gt;Fin dove i genitori possono davvero aiutare i propri figli nella ricerca della felicità, semplicemente offrendo i risultati della propria ragione ed esperienza, tutto va bene, ed è un dovere naturale e giusto. Esercitare, però, la coercizione in questioni nelle quali i figli sono ragionevolmente capaci di giudicare da sé è solo un tentativo di mantenerli nell’ignoranza. E questa è una tirannia e una violazione del diritto dei figli di acquisire da soli la conoscenza - proprio quella conoscenza che essi desiderano – esattamente come lo è la coercizione esercitata nei confronti delle persone adulte. Tale coercizione, esercitata sui figli, è una negazione del loro diritto di sviluppare le facoltà di cui la Natura li ha dotati, e di essere ciò che la Natura li ha destinati ad essere. È una negazione del loro diritto a se stessi e all’uso delle proprie capacità. È una negazione del diritto di acquisire la più preziosa di tutte le conoscenze, vale a dire la conoscenza che la Natura, la grande maestra, è disposta a impartire loro.&lt;br /&gt;Il risultato di tale coercizione non è rendere i figli saggi o virtuosi, ma renderli ignoranti, e di conseguenza deboli e viziosi, e perpetrare attraverso di loro, di epoca in epoca, l’ignoranza, le superstizioni, i vizi e i crimini dei genitori. Ciò è testimoniato da ogni pagina della storia del mondo. &lt;br /&gt;Quelli che sostengono opinioni contrarie a queste sono coloro a cui i propri sistemi teologici falsi e viziosi o le proprie viziose idee generali hanno insegnato  che gli uomini sono propensi al male piuttosto che al bene, al falso piuttosto che al vero; che gli uomini non volgono naturalmente gli occhi alla luce; che amano l’oscurità piuttosto che la luce, e che trovano la propria felicità soltanto in quelle cose che tendono alla propria rovina.&lt;/b&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37127547-807520366557499724?l=azioneumana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://azioneumana.blogspot.com/feeds/807520366557499724/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37127547&amp;postID=807520366557499724&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/807520366557499724'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/807520366557499724'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://azioneumana.blogspot.com/2007/07/lysander-spooner-maestro-di-vita.html' title='#LYSANDER SPOONER, MAESTRO DI VITA'/><author><name>H.I.M.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03325005079914510507</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_cq_MioufJ4c/R4kJaXS957I/AAAAAAAAAI8/KkZHF1IzVuI/S220/avatar9659_3.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_cq_MioufJ4c/RqpBiddfJlI/AAAAAAAAAFw/AZdhohDXtV0/s72-c/LysanderSpooner.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37127547.post-7545502026214481874</id><published>2007-07-20T10:53:00.000+02:00</published><updated>2007-07-20T11:07:38.559+02:00</updated><title type='text'>#FESTA MESTA</title><content type='html'>Ieri era il Tax Freedom Day, ovvero il giorno in cui si finisce di lavorare per i parassiti e si comincia a poter disporre del frutto del proprio lavoro. Meditate gente, 7 mesi di lavoro per pagare le tasse sono un dato inquietante. Altro che redistribuzione della ricchezza, altro che giustizia sociale, altro che solidarietà con le classi deboli: questo è un furto bello e buono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fottetevi tutti PORCI CRIMINALI.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37127547-7545502026214481874?l=azioneumana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://azioneumana.blogspot.com/feeds/7545502026214481874/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37127547&amp;postID=7545502026214481874&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/7545502026214481874'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/7545502026214481874'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://azioneumana.blogspot.com/2007/07/festa-mesta.html' title='#FESTA MESTA'/><author><name>H.I.M.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03325005079914510507</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_cq_MioufJ4c/R4kJaXS957I/AAAAAAAAAI8/KkZHF1IzVuI/S220/avatar9659_3.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37127547.post-4817546554912208359</id><published>2007-07-11T10:18:00.000+02:00</published><updated>2007-07-11T13:15:20.575+02:00</updated><title type='text'>#PROPRIETÀ INTELLETTUALE E SCARSITÀ</title><content type='html'>Sentiamo cosa dice Tucker in merito alla proprietà intellettuale. No, non Benjamin R. Tucker sul cui pensiero riguardo al copyright Mingardi e Piombini hanno pubblicato un libro dall'esaustivo titolo "Copia pure". Mi riferisco a Jeffrey Tucker, il vice direttore editoriale del Mises Institute: &lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Qualcuno potrebbe obiettare che proteggere la proprietà intellettuale non sia diverso da proteggere la proprietà privata in generale. Non è cosí. La proprietà privata è scarsa. La proprietà intellettuale invece non lo è, come spiega Stephan Kinsella.  Immagini, idee, suoni e la disposizione dei caratteri su una pagina: questi soggetti possono essere riprodotti infinitamente. Per tale ragione non si può pensare che essi possano essere posseduti. Non consentire di fare qualcosa in un mercato libero significa usare la violenza nel tentativo di creare scarsità artificiali."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37127547-4817546554912208359?l=azioneumana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://azioneumana.blogspot.com/feeds/4817546554912208359/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37127547&amp;postID=4817546554912208359&amp;isPopup=true' title='26 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/4817546554912208359'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/4817546554912208359'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://azioneumana.blogspot.com/2007/07/propriet-intellettuale-e-scarsit.html' title='#PROPRIETÀ INTELLETTUALE E SCARSITÀ'/><author><name>H.I.M.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03325005079914510507</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_cq_MioufJ4c/R4kJaXS957I/AAAAAAAAAI8/KkZHF1IzVuI/S220/avatar9659_3.gif'/></author><thr:total>26</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37127547.post-7214513171838511266</id><published>2007-07-04T22:01:00.001+02:00</published><updated>2007-07-04T22:02:50.513+02:00</updated><title type='text'>#QUANNO CE VO' CE VO'!</title><content type='html'>&lt;object width="425" height="350"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/TyzLgTSKOJw"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/TyzLgTSKOJw" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="350"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37127547-7214513171838511266?l=azioneumana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://azioneumana.blogspot.com/feeds/7214513171838511266/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37127547&amp;postID=7214513171838511266&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/7214513171838511266'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/7214513171838511266'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://azioneumana.blogspot.com/2007/07/blog-post.html' title='#QUANNO CE VO&apos; CE VO&apos;!'/><author><name>H.I.M.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03325005079914510507</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_cq_MioufJ4c/R4kJaXS957I/AAAAAAAAAI8/KkZHF1IzVuI/S220/avatar9659_3.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37127547.post-4405726500313170312</id><published>2007-07-02T20:56:00.000+02:00</published><updated>2007-07-02T21:09:10.494+02:00</updated><title type='text'>#LA GRANDE BUFALA AMBIENTALE</title><content type='html'>Sul forum di Pol, in un thread in cui si parlava di Global Warming, ad un certo punto un utente chiede quale sarebbe la soluzione libertaria al problema. Come spesso accade in quella community si va volentieri OT, pertanto il mio tentativo di rientrare nei ranghi si è sublimato in questa risposta:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;premetto di non averne una pronta all’uso [&lt;i&gt;risposta al problema&lt;/i&gt;], come non ce l’hanno gli esperti fissati col Protocollo di Kyoto il quale, come tu stesso ammetti, al massimo può “predisporre il pensiero”. Ciò che mi distingue da loro - fra loro metto anche te, se non ti dispiace - però sono due fattori:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a) in quanto individualista metodologico non credo sia possibile predisporre il pensiero per il semplice fatto che, come scritto al post precedente, ho della società una concezione nominalistica. Società è un insieme di individui, una somma e nulla più di mentalità, attitudini, comportamenti e obiettivi differenti. La società, in quanto tale, non pensa e non agisce. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;b) ritenendo l’attività antropica non responsabile del climate-change, non mi si può chiedere una soluzione fondata su questa premessa. Se la diagnosi è sbagliata con buona probabilità lo sarà anche la cura. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non nego tuttavia vi siano alcune questioni su cui i non-libertari possono sfidarci per tentare di dipingerci come una “conventicola” priva di una filosofia coerente: “Su, intelligentoni: un’asteroide sta per colpire il pianeta, abbiamo tre giorni di tempo prima dell’impatto. Come gestisce una situazione simile la società libertaria? Eh, avanti, sentiamo…” . &lt;br /&gt;Che volete che vi dica? Così, di primo acchito mi viene in mente una citazione abbastanza divertente. Non so di chi sia ma più o meno dice: “Non so come la società libertaria gestirebbe la faccenda, so solo che la gestirebbe meglio di quanto farebbe lo stato.” &lt;br /&gt;Poi rifletto e mi chiedo: “Come la gestirebbe la società socialista? O quella fascista? E quella monarchica?”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Detto questo, proverò ad essere più specifico ed inizierò accettando il fatto che il riscaldamento globale sia dovuto ad attività antropiche e che tutte le previsioni funeste con cui i mezzi di comunicazione ci terrorizzano si realizzeranno. Ciò non significa che accetti quelle premesse e quell’epilogo, ma è l’unico modo che mi viene in mente per bypassare momentaneamente la disputa su “è vero”, “no, non è vero”. Preciso però che anche se accettassi quelle premesse, riterrei l’unico approccio sensato per l’umanità nei confronti del global warming quello di adottare una filosofia fondata su principi libertari. Ed in seguito vedremo perché. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il futuro di molte economie nazionali, dei paesi a basso tasso di sviluppo come delle restanti località costiere, ed infine dell’intero pianeta, è dipinto dagli “esperti” a tinte foschissime.&lt;br /&gt;Ma i secoli venturi saranno funesti anche per gli individui liberi? Ho l’impressione che il G.W. sia molto più pericoloso per gli stati, per i politici ed i governi di quanto lo sia per gli individui, specialmente se gli individui fossero davvero liberi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.gcrio.org/NationalAssessment/overpdf/1IntroA.pdf"&gt;Un recente rapporto governativo USA&lt;/a&gt; sul riscaldamento globale preannuncia com’è da aspettarsi il consueto innalzamento del livello del mare, l’inondazione costiera, la desertificazione continentale e tutte le altre cose a cui i mezzi di comunicazione ci hanno abituato, ma prevede anche stagioni di crescita delle coltivazioni più lunghe nei climi più freddi ed una produzione di cibo meno costosa e più abbondante nelle aree che adesso sono scarsamente produttive. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Uno stralcio del rapporto&lt;/b&gt;: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;em&gt;Gli effetti della variabilità del clima ed i cambiamenti che questi rifletteranno sull’agricoltura americana dipenderanno in modo critico dai cambiamenti nella produttività agricola in altre aree i quali potrebbero determinare un mutamento nel rapporto domanda/offerta di cibo a livello internazionale. I cambiamenti indotti dal clima nei processi di produzione di energia elettrica, nei trasporti e nell’uso delle risorse d’acqua disponibili per le città e l’agricoltura potrebbero far sorgere delicate questioni diplomatiche sia con il Canada che con il Messico.&lt;/em&gt;&lt;/blockquote&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da notare che il problema posto dalla relazione non è quello dell’umanità privata di cibo, acqua ed energia: la questione è che questi beni potrebbero essere prodotti da altrove e non più negli usa. &lt;br /&gt;Insomma, il riscaldamento globale non predice la distruzione della specie umana. Si presta invece ad essere interpretato come un campanello d’allarme che esorta i politici a trovare una soluzione al possibile scenario in cui essi non potranno più contare sulla confisca della ricchezza all’interno dei rispettivi confini statuali. &lt;/quote&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo non per dire che il riscaldamento globale non produrrà effetti tumultuosi (sempre ammesso e non concesso che gli “esperti” abbiano ragione). Gli effetti potrebbero essere enormi e il mondo molto diverso tra 50-100 anni da come lo conosciamo oggi. &lt;br /&gt;Tuttavia, gli umani sono esseri altamente capaci di adattarsi alle condizioni ambientali e, se lasciati liberi in un mercato libero, si adatteranno, guadagneranno e prospereranno abbastanza facilmente quasi in ogni circostanza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I maggiori problemi si avranno con i governi che limiteranno o impediranno la migrazione dai luoghi meno produttivi a quelli che nel frattempo saranno diventati produttivi (e qui sarà divertente vedere l’homesteading in azione). &lt;br /&gt;Come individuo, ognuno può andare dove maggiori sono le opportunità di sopravvivenza, cosa che non possono fare gli stati. &lt;br /&gt;Col G.W., in buona sostanza, ci sono tante opportunità per gli individui quante sono le minacce per i governi. I problemi, infatti, sorgeranno con quei governi che vedranno il loro PIL minacciato dai cambiamenti nei processi produttivi e che vivranno nel timore che i loro flussi di reddito si interrompano. Da questi soggetti ci si può tranquillamente aspettare che siano disposti a tutto pur di arginare perdite inevitabili. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Spenderanno montagne soldi in strutture tanto imponenti quanto inutili al fine di proteggere le città costiere, ovviamente coi soldi di chi vive nell’entroterra. Decreteranno per legge forzature dei mercati con l'obiettivo di produrre ogni genere di cosa inutile determinando l’aumento dei prezzi ed infine l’uscita dal mercato di quei beni. Prenderanno “seri provvedimenti” riguardo alla libertà individuale: la libertà di movimento, la libertà negli scambi commerciali. Rimetteranno mano ad ogni genere di trattato e accordo internazionale, col il nobile intento di “riformare”, “attualizzare” “affrontare l’emergenza”: il risultato sarà che quei governi continueranno a mantenere il loro potere ed il loro reddito finché sarà possibile, a spese delle persone che in cambio otterranno il gran vantaggio di essere più limitate, costrette, coartate e soggiogate nella loro libertà. Tutto questo nel nome della “Guerra al Global Warming”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non c’è bisogno di essere cospirazionisti per prevedere quest’esito. Io non lo sono e i complottardi hanno sempre suscitato in me un misto di noia-tenerezza-irritazione. In fondo, non c’è nemmeno bisogno di una cospirazione affinché tutto questo accada: è solo il risultato ineluttabile del modo di operare degli stati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Attualmente non ci sono McDonald al polo sud, ma si può scommettere che anche il polo sud, non appena diventerà comodamente abitabile, avrà le sue catene di fast-food; forse realizzate da qualcuno che un tempo le gestiva a Madrid o in California, prima che Madrid e la California diventassero deserti invivibili. &lt;br /&gt;Noi, come individui, non avremo grossi problemi finché potremo contare sulla libertà per cui i libertari si sono tanto spesi. Il mercato creerebbe le opportunità e ci consentirebbe di avvantaggiarcene. Probabilmente lo farebbe prima che i politici, così lontani dalla realtà, ne prendano atto. Tutto quello che ci rimarrebbe da fare sarebbe rispettare i diritti naturali altrui e buttare a mare quei vecchi armamentari degli stati-nazione, cercando di non farci sfuggire le opportunità che ci vengono presentate. Sfortunatamente, più le cose cambiano e più rapporti degli “esperti” vengono resi pubblici, più i governi di tutto il mondo faranno quanto in loro potere per non consentirci di sopravvivere. E questa, in ultima analisi, è la vera catastrofe.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37127547-4405726500313170312?l=azioneumana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://azioneumana.blogspot.com/feeds/4405726500313170312/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37127547&amp;postID=4405726500313170312&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/4405726500313170312'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/4405726500313170312'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://azioneumana.blogspot.com/2007/07/la-grande-bufala-ambientale.html' title='#LA GRANDE BUFALA AMBIENTALE'/><author><name>H.I.M.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03325005079914510507</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_cq_MioufJ4c/R4kJaXS957I/AAAAAAAAAI8/KkZHF1IzVuI/S220/avatar9659_3.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37127547.post-2005186015815520612</id><published>2007-05-29T20:48:00.000+02:00</published><updated>2007-05-29T21:25:34.627+02:00</updated><title type='text'>#CHI NON RISICA NON ROSICA</title><content type='html'>&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;"La nostra sta rischiando di diventare&lt;br&gt;la società più informata che mai&lt;br&gt;sia morta di ignoranza". &lt;br&gt; &lt;b&gt;[Rubén Blades]&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il titolo del post è proverbio antico, ricorrente, arcinoto, mediamente qualunquista, eppure, come buona parte dei detti popolari, denso di significato e sorprendentemente fondato sulla logica. Vediamo perché e perchè lo stato che dice di volerci risparmiare dal rischio in realtà opera, &lt;i&gt;as usual&lt;/i&gt;, per ben altri fini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rischio è un concetto che esprime la possibilità che le cose vadano male. Il rischio è un fatto della vita ed, anzi, possiamo dire che la moralità, o meglio la vita stessa, sia una continua gestione del rischio. La nozione dei costi delle opportunità ci dice che la non azione (o qualsiasi azione) reca in sé il rischio di perdere ciò che potrebbe essere guadagnato agendo (o agendo altrimenti).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono veramente esigue le probabilità di morire in questo preciso istante a causa di un aeroplano che ci precipita sulla testa, o per un meteorite che piove dal cielo, oppure per il crollo improvviso del soffitto. Sono rischi che giustamente consideriamo insignificanti. Altre tipologie di rischio sono invece difficili da valutare, principalmente a causa del bias dei media. I mezzi di informazione di massa, essendo sostanzialmente il braccio armato della classe dominante, tendono a pubblicizzare eccessivamente alcune categorie di rischio e a sottovalutarne altre. Terrorismo, povertà, droga, rapimenti di bambini, sparatorie, lo scioglimento dei ghiacciai e l’avvelenamento per consumo di pesce sono descritti dai mezzi di comunicazione come sciagure probabili ed imminenti: in alcuni casi con un insistente bombardamento di notizie a riguardo, in altri casi omettendo di comunicare il reale livello di rischio. Tempo fa, ad esempio, mi capitò di leggere un articolo in cui, con i soliti toni apocalittici, si consigliava di astenersi dal consumo di pesce di grossa stazza e dal prolungato ciclo vitale tipo tonno e pesce spada, in quanto si era scoperto che tali pesci accumulano nel corso di una vita notevoli quantità di metalli pesanti come il mercurio ed il cadmio, dannosi per la salute dell’uomo. Da notare che questi metalli, specie il mercurio, sono presenti nell’acqua non necessariamente a causa dell’inquinamento dovuto ad attività antropiche, bensì molto più spesso per via di fenomeni naturali, come ad esempio la faglia sul fondale del mar Mediterraneo al largo della costa meridionale della Sicilia. Come molti sapranno, da quella zona proviene buona parte del tonno e del pesce spada che arriva sulle tavole italiane e non solo. Quello che l’articolo non diceva, però, è che per intossicarsi non basta mangiare pesce il venerdì “di magro”, ma che per accumulare quantità preoccupanti di metallo nel proprio organismo uno dovrebbe magiare solo quello, tutti i giorni ed in quantità pantagrueliche. Peccato che in simili condizioni qualsiasi alimento sarebbe devastante per il nostro organismo, anche se esente da metalli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alcuni studi indicano che, a causa dei mezzi di comunicazione e della conformazione stessa del cervello, noi umani tendiamo a confondere grossolanamente i rischi. Gli incidenti d’auto fanno molte più vittime degli incidenti aerei. Tuttavia, benché siano meno frequenti, percepiamo maggiormente la pericolosità di questi ultimi perché sono solitamente pompati dai media con toni catastrofici. È anche più probabile morire fulminati da una saetta o per una reazione allergica che vittime di un attacco terroristico. Inoltre, per un bambino è più elevato il rischio di morire giocando anziché a causa di una violenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I collettivisti pescano a piene mani nel concetto di rischio usandolo in molti modi differenti per attaccare le rivendicazioni alla libertà individuale. Non è difficile capire il perché: il rischio inocula paura e le persone, generalmente, non amano vivere nel timore. La paura - e non tanto il rischio in sé - è ciò di cui lo stato si nutre. Se temiamo qualcosa, o viviamo nell’incertezza e nel dubbio sul nostro futuro, allora siamo anche più propensi al controllo coercitivo di quanto lo saremmo altrimenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il rischio è effettivamente una più forma specifica di incertezza. Possiamo essere incerti del numero dei pianeti che compongono un sistema stellare a noi vicino, ma questo non comporta necessariamente un rischio, fatto salvo il caso in cui decidessimo di intraprendere un viaggio spaziale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma vediamo quali sono quattro esempi basilari in cui il rischio viene strumentalizzato a fini coercitivi:&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Si intravede la possibilità che un nuovo rischio, dovuto alla tecnologia o a nuovi comportamenti sociali, minacci la società e la propaganda ne parla in toni sensazionalistici, benché le sue conseguenze siano ancora poco chiare o abbastanza incerte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Un avvenimento importante impone nella mente delle persone un rischio specifico già esistente. L’eventualità che in seguito accadano avvenimenti simili diventa l’oggetto di un’enorme campagna mediatica come parte di una nuova “ondata” o di una “minaccia” incombente. Il fattore rischio è travisato, mutando da “episodio eccezionale” ad “epidemico”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. Si crea allarmismo in merito ad un rischio già esistente rifiutando di circoscriverlo. “Il daminozide nelle mele vi ucciderà” è la notizia, non che bevendo 19.000 litri di succo di mela in un giorno si può morire… e non certo per il daminozide!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. Si producono paure inesistenti per conservare lo status quo (come la falsa credenza che senza lo stato nessuna forma di assistenza e solidarietà sociale potrebbe esistere, anche se tutti gli studi in materia confermano che lo stato, concorrente monopolista nel mercato della carità sociale, non solo disincentiva e neutralizza la libera iniziativa privata, ma offre un servizio di bassissima qualità).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/ul&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad ogni modo, la prima regola per fare un’efficace campagna mediatica che amplifichi la percezione del rischio relativamente ad un avvenimento, è non fare alcuna valutazione: non quantificare le evenienze, non configurare le conseguenze nella prospettiva temporale, trattare ogni avvenimento come isolato, fatto salvo collegarlo opportunamente ad altri avvenimenti simili per dare l’impressione si tratti di eventi che si scatenano l’un l’altro come in una sorta di domino. Così facendo, si tende a dissimulare l’oggettività del fatto attribuendogli una collocazione adeguata in una precisa visione del mondo. Non è quello che le persone vorrebbero realmente fare, ma esse vengono indotte a pensarlo trasportate dalla paura perché viene negata la possibilità di un’alternativa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il riscaldamento globale viene propagandato come il rischio tremendo che causerà l’estinzione della specie umana e il Trattato di Kyoto spacciato come l’unica soluzione a questa sciagura. Non importa che il Trattato di Kyoto sia un compromesso che nessun uomo sano di mente, e nemmeno una mente malata, mai e poi mai riterrebbe accettabile (&lt;a href="http://www.junkscience.com/MSU_Temps/Kyoto_Count_Up.html"&gt;una riduzione di 0.003549352 °C entro il 2050, con una valutazione dei costi minima in 342,259,227,107 di dollari l’anno&lt;/a&gt;). La convinzione che la catastrofe sia imminente, però, viene alimentata giorno dopo giorno, e ammesso e non concesso che a provocarlo sia realmente l’uomo, ogni alternativa al trattato è scrupolosamente censurata o, nella migliore delle ipotesi, ignorata. Non volete impegnarvi fermare il global warming? Spiacenti per voi, sporchi capitalisti, per le vostre imprese e per quelle mezze seghe dei vostri dipendenti, calate le corna e sorbitevi il Trattato per il bene comune.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo aver abilmente costruito la paura, lo stato deve allora confezionare l’opportuna soluzione: controllo e coercizione. In breve, deve cercare di espandere il proprio potere contro la libertà individuale usando la paura come una leva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché il collettivismo tenta di sbarrare la strada al rischio? Primo, il conformismo comporta pochi rischi e, quindi, la ricerca del rischio è essenzialmente un’espressione dell’individualità che va metodicamente soppressa. Secondo, è un modo per controllare gli impulsi individuali e per mantenere le persone al cappio. Per esempio, le persone che soffrono di malattie incurabili sono più propense ad accettare cure rischiose: rifiutando loro questa opportunità, lo stato invia il messaggio inequivocabile che l’individuo è servo dello stato fino alla morte.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37127547-2005186015815520612?l=azioneumana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://azioneumana.blogspot.com/feeds/2005186015815520612/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37127547&amp;postID=2005186015815520612&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/2005186015815520612'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/2005186015815520612'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://azioneumana.blogspot.com/2007/05/chi-non-risica-non-rosica.html' title='#CHI NON RISICA NON ROSICA'/><author><name>H.I.M.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03325005079914510507</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_cq_MioufJ4c/R4kJaXS957I/AAAAAAAAAI8/KkZHF1IzVuI/S220/avatar9659_3.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37127547.post-504925809147171455</id><published>2007-05-07T10:56:00.000+02:00</published><updated>2007-05-08T17:25:12.002+02:00</updated><title type='text'>#LA MERCE CULTURA</title><content type='html'>L’altra sera, ad una festa a casa di un amico, un tizio mai visto prima ha attirato la mia attenzione dicendo che nel 2006 aveva letto all’incirca un’ottantina di libri. Posto che generalmente seguo la regola “fidarsi è meglio, non fidarsi è peggio”, “Cazzo!”, mi sono detto, riassumendo in cinque lettere, stupore, curiosità ed anche un po’ di ammirazione per la consapevolezza che, pur ritenendo di appartenere a quella categoria di persone che merita un minimo di riconoscimento per il contributo dato ad innalzare la media nazionale dei libri letti, mai nella mia vita ho raggiunto -ne mai raggiungerò, credo- una media di &lt;i&gt;unlibrovirgolaseiperiodico&lt;/i&gt; la settimana. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Purtroppo, l’interesse verso un così vorace divoratore di libri è subito venuto meno dopo avergli chiesto se fossero stati tutti ottanta interessanti e fornendogli, ahimé, il pretesto per iniziare un’interminabile tirata sull’ignoranza dilagante, sull’editoria italiana ammalata di provincialismo (non essendo l’Italia un “Grande Paese”, qualunque cosa questo significhi, non vedo come potrebbe essere altrimenti), sull’analfabetismo degli insegnanti che una volta assunti dallo stato non aprono più un libro e sulla mercificazione della cultura. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inteso, avrei potuto benissimo trovarmi d’accordo con lui su molti punti, anche se dubito che le mie soluzioni siano compatibili con le sue. Tanto per capirci, lavorando (anche) nel settore dell’editoria, non riesco a concepire gli editori come soggetti investiti di una &lt;i&gt;mission&lt;/i&gt; trascendente il fatto che essi sono come gli altri imprenditori il cui obiettivo principale dovrebbe essere uno: fare profitto. Comunque sia, il problema non sono tanto gli editori che, fatta eccezione per quelli mainstream, spesso si rivelano coraggiosi imprenditori di nuove idee, ma i buyers, cioè i grandi gruppi d’acquisto e le librerie stesse, che poi sono il nodo cruciale della distribuzione. Entrambi, infatti, sono poco interessati a spingere su prodotti di nicchia e non supportati da efficaci strategie di marketing. I secondi, sono oltretutto poco disposti a "fare magazzino" di libri poco richiesti, tenuto conto che internet fa loro una concorrenza spietata, stracciandoli sia sui tempi di consegna che sul prezzo. Certo, il piacere di andare in libreria a curiosare tra gli scaffali potrebbe rimanere solo un bel ricordo, ma d'altra parte, per quanto mi riguarda, c'è poco da curiosare se gli scaffali sono invasi da Travaglio, Vespa, Furio Colombo e Gino Strada.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Digressioni a parte, il tizio, per atteggiamento, look e temperamento, aveva tutta l’aria di essere uno di quelli che la sa lunga. E quando dico “la sa lunga”, intendo di sinistra, con tutti i tic nessi ed annessi all’archetipo. &lt;br /&gt;Quel che non mi è piaciuto, fra le altre cose che ha detto, è stata però la seguente affermazione: “Le classifiche dei libri più venduti andrebbero vietate perché non sono altro che specchietti per le allodole creati per nascondere un inutile giochetto fra editori abituati a trattare i libri come fossero prodotti da supermercato”. &lt;br /&gt;In sintesi, la sacralità dei libri in quanto tali e il vecchio livore nei confronti del mercato.&lt;br /&gt;Aggiungeva il tizio dall’aria di saperla lunga di non credere affatto che le classifiche influenzino gli orientamenti dei lettori occasionali, dato che questi, essendo per definizione lontani dal mondo della critica ed affini, comprano i libri al supermarket perché attirati dagli espositori come si trattasse dell’ultimo rasoio a 5 lame e non certo dai contenuti. Di sicuro non condizionano le scelte di chi, come lui, lettore per vocazione che la sa lunghissima, si serve delle recensioni, &lt;i&gt;“quelle vere”&lt;/i&gt; (esistono buone o cattive recensioni, sia in senso negativo che positivo, ma possono esistere recensioni false? Si può recensire un libro non letto o parlare di cose estranee al suo contenuto pretendendo di definire la nostra una &lt;i&gt;&lt;b&gt;recensione&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;?), del passaparola e confida nell’interesse ad approfondire un argomento o nella fiducia accordata ad un autore letto in precedenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A tal punto, correndo il rischio di sembrare sgarbato, ho sentito il dovere di dire la mia ed ho esordito dicendogli che le classifiche non sono altro che dati che, in quanto tali, non si dovrebbero considerare come indicazioni qualitative. Poi, se uno fa propria la regola che nel marketing viene definita del &lt;i&gt;“me too”&lt;/i&gt; e compra un libro solo perché è al primo posto della classifica, è affar suo. Il tizio mi risponde un po’ sorpreso che, secondo lui, solo chi è un appassionato di lettura è in grado, ed anzi, ha il dovere, di persuadere gli altri a seguire il suo esempio. “Beh” gli faccio “che questo sia un buon metodo per far apprezzare il piacere – e i vantaggi – di leggere è fuori discussione, ma non si può pensare che tutti i lettori debbano prodursi in dotte disquisizioni con gli amici ogni volta che terminano un libro perchè temo che così la gente si allontanerebbe dalla lettura anzichè avvicinarsi. Ad ogni modo, non capisco perché la pubblicazione dei dati sulle vendite dovrebbe essere proibita”; “Perché sono fuorvianti” risponde lui “e lo sono volutamente dato che, nella migliore delle ipotesi, a margine del dato ‘il libro x è al secondo posto’ tuttalpiù si trovano due righe che tessono le lodi dello scritto senza che mai queste vadano al cuore del contenuto”. “Allora significa che non è il dato oggettivo il problema, ma quello che vorremmo esso rappresenti, cioè, della classifica contestiamo non quello che c’è, ma quello che dovrebbe esserci, secondo i nostri gusti” è stata la mia replica. Lui inizia ad assumere la classica posa da “antropologicamente superiore” e con un ghigno che mi ha ricordato quello di Massimo Dalema, eccellente esemplare della categoria, mi fa “vuoi dire che attraverso la sterilità di un semplice dato numerico è possibile farsi un’idea del contenuto di un libro?”, “No, assolutamente” rispondo “dico soltanto che a me pare che spesso si snobbino le classifiche solo per esprimere giudizi negativi su chi ne fa parte”. “Del resto” e qui, con l’intenzione di non fare irritare troppo il mio interlocutore, ho dovuto sfoderare un sorriso che il cav. se lo sogna “dubito che saresti contento se in classifica ci finissero solo i libri che tu apprezzi, visto che ammetti di non farti influenzare dalle top-ten”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Purtroppo, la dentatura scintillante sfoderata all’uopo sortiva nel lettore dall’aria di saperla lunga l’effetto contrario a quello previsto, sicché per evitare lo scontro (vista la fiacchezza del party, non mi sarebbe neanche dispiaciuto a dire la verità, ma essendo in casa d’altri ho preferito lasciar perdere) ho anticipato una sua imminente eruzione riportando la discussione su un piano più generale: “Vedi” gli faccio con tono mediamente paraculo per provare ad ammansirlo un po’ “per un editore che si ritrova con un suo libro ai primi posti di una lista, è semplicemente la dimostrazione che il suo investimento è stato una buona azione economica, perché, ci piaccia o no, i libri sono merci come le altre, ed è un bene che sia così altrimenti nessuno li produrrebbe”. “Vendere più libri possibile, è lo scopo di tutti gli editori ed anche degli autori. Citando Frued, a riguardo di questi ultimi, si potrebbe anche dire che ‘gli artisti rifiutano il denaro, il potere e la bella vita a favore della propria arte, con la quale sperano di ottenere denaro e potere con cui dedicarsi alla bella vita’”. “Tra l’altro, non sarei così sicuro che le classifiche non condizionino le scelte degli acquirenti visto che nella top-ten ci finiscono quei libri che si impongono grazie ad una buona strategia di marketing, certo, ma soprattutto al passaparola che, ad oggi, è ancora il miglior vettore per diffondere informazioni e quindi interesse su un libro. Che poi questo possa non dire nulla sulla qualità del libro, mi pare ovvio, per il semplice fatto che tale valutazione è soggettiva, come lo è il valore del prezzo di copertina. Io ad esempio, e come me molti altri e tu stesso suppongo, non pagherei mai 20 euro per il Codice Da Vinci; eppure, in quanti lo hanno fatto? Qualunque cosa si pensi a riguardo di questa maxi operazione di marketing, perché di questo stiamo parlando, è innegabile che ai fini della &lt;i&gt;&lt;b&gt;Cultura&lt;/i&gt;&lt;/b&gt; propriamente intesa anche questo è servito ad innescare un vasto dibattito sui temi trattati dal libro il quale ha consentito di capirne di più anche a chi, come il sottoscritto, inizialmente si era disinteressato al libro e alla fine pur avendo tratto conclusioni diverse e opposte a quelle dell’autore, in ogni caso si è fatto un'idea in merito”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Infine” gli chiedo nel tentativo di capire se le mie argomentazioni lo avessero convinto almeno un po’ “se i dati sulle vendite servono esclusivamente ad attestare i risultati commerciali di un libro, non è che vendere tanto, anziché essere un indice di mediocrità, come la vulgata vuole – e qui ho dato una certa enfasi all’espressione sapendo di colpire al cuore la contraddizione intrinseca a tutti i radical-chic cioè l’inconciliabilità delle loro due facce elitarie/egualitarie -, rappresenta magari un pregio? Perché, sai, io credo che se la &lt;i&gt;&lt;b&gt;Cultura&lt;/i&gt;&lt;/b&gt; non dovrebbe essere riservata a pochi e se la volontà popolare – l’espressione non mi appartiene, ma l’ho usata solo perché funzionale al mio obiettivo; avrei dovuto dire individui che operano sul mercato, ma mi sarei dichiarato per quello che sono, cioè un liberista &lt;i&gt;servaggio&lt;/i&gt;, anche un po’ pedante, ad essere onesti - va tenuta sempre tenuta in massima considerazione, allora chi lo dice che soddisfare le richieste dei consumatori è sintomo di scarsa qualità?”. Fosse stato liberale, il tizio con l'aria di saperla lunga avrebbe potuto/dovuto obiettare su "volontà popolare", ma non essendolo il problema non si è posto.&lt;br /&gt;A denti un poco stretti, ma con l’aria più rasserenata per aver udito parole più affini al suo vocabolario il tizio mi fa “Beh… Si… In effetti, da questo punto di vista sono d’accordo anch’io”.&lt;br /&gt;Sono soddisfazioni. A quel punto ho potuto dedicarmi ai drink sorvolando sull’interminabile noia in cui si era infilata la festicciola. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;PS: Il tizio aveva anche detto di aver letto ed apprezzato il libro di Pietro Ichino “I nullafacenti”, sicché ho pensato che tutto sommato non si trattava di uno completamente cretino: peccato non fosse riuscito ancora a scrollarsi di dosso tutte le incrostazioni da intellos de gauche.&lt;/i&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37127547-504925809147171455?l=azioneumana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://azioneumana.blogspot.com/feeds/504925809147171455/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37127547&amp;postID=504925809147171455&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/504925809147171455'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/504925809147171455'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://azioneumana.blogspot.com/2007/05/la-merce-cultura.html' title='#LA MERCE CULTURA'/><author><name>H.I.M.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03325005079914510507</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_cq_MioufJ4c/R4kJaXS957I/AAAAAAAAAI8/KkZHF1IzVuI/S220/avatar9659_3.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37127547.post-912274558003894532</id><published>2007-05-03T20:59:00.000+02:00</published><updated>2007-05-03T21:10:33.252+02:00</updated><title type='text'>#SICUREZZA PRIVATA</title><content type='html'>Gli abitanti dei bassifondi di Rio de Janeiro  hanno incaricato delle &lt;a href="http://news.yahoo.com/s/ap/20070429/ap_on_re_la_am_ca/rio_s_slum_militias"&gt; società di protezione &lt;/a&gt;illegali, che agiscono per profitto e che operano nel mercato nero, al fine di mantenere quel livello di sicurezza che il potere statale brasiliano non è più in grado di assicurare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non credo che questi “imprenditori” si ispirino ai principi libertari, tuttavia il fenomeno è ugualmente interessante. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come anarchico di mercato, mi guardo bene dal dipingere come eroica una qualsiasi impresa illegale poiché sono perfettamente consapevole che ogni gruppo organizzato, nella situazione di un nascente sviluppo del mercato della sicurezza, può facilmente trasformarsi in banda criminale (secondo la teoria libertaria, non secondo la legislazione di stato) dedita al racket e all’estorsione, se non addirittura in vera e propria squadra della morte. Ciò nonostante, quel che sta avvenendo in Brasile è perlomeno indicativo (per ora) di come la&lt;em&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://azioneumana.blogspot.com/2007/01/contro-economia-una-exit-strategy.html"&gt; contro-economia&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/em&gt; sia in grado di fornire i servizi che lo stato non riesce a garantire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da notare che le società di sicurezza non sono interessate agli spacciatori di droga in quanto tali e ad impedire i loro traffici. Proteggono semplicemente i loro clienti e le loro proprietà. Fin che le cose stanno così, questi a mio avviso sono i “buoni” malgrado agiscano illegalmente (anche se col placet del sindaco e, par di capire, del presidente Luiz Inacio Lula da Silva).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Benché l’&lt;a href="http://www.adrcenter.it"&gt;Alternative Dispute Resolution&lt;/a&gt; sia in Italia una realtà recente, su cui lo stato non ha tardato a posare le sgrinfie, un caso come quello brasiliano può anche suggerire una soluzione di mercato per bypassare la regolamentazione statale che ne mortifica notevolmente la funzione.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37127547-912274558003894532?l=azioneumana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://azioneumana.blogspot.com/feeds/912274558003894532/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37127547&amp;postID=912274558003894532&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/912274558003894532'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/912274558003894532'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://azioneumana.blogspot.com/2007/05/sicurezza-privata.html' title='#SICUREZZA PRIVATA'/><author><name>H.I.M.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03325005079914510507</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_cq_MioufJ4c/R4kJaXS957I/AAAAAAAAAI8/KkZHF1IzVuI/S220/avatar9659_3.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37127547.post-4121400177254367509</id><published>2007-04-29T21:31:00.001+02:00</published><updated>2007-04-29T21:36:50.934+02:00</updated><title type='text'>SIAMO SCHIAVI?</title><content type='html'>&lt;blockquote&gt;&lt;p&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;"There are thousand hacking at the branches of evil to one who is striking at the root."&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;br /&gt;&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;&lt;p&gt;&lt;object height='350' width='425'&gt;&lt;param value='http://youtube.com/v/VNWO4v8O4yY' name='movie'&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed height='350' width='425' type='application/x-shockwave-flash' src='http://youtube.com/v/VNWO4v8O4yY'&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37127547-4121400177254367509?l=azioneumana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://azioneumana.blogspot.com/feeds/4121400177254367509/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37127547&amp;postID=4121400177254367509&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/4121400177254367509'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/4121400177254367509'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://azioneumana.blogspot.com/2007/04/siamo-schiavi.html' title='SIAMO SCHIAVI?'/><author><name>H.I.M.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03325005079914510507</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_cq_MioufJ4c/R4kJaXS957I/AAAAAAAAAI8/KkZHF1IzVuI/S220/avatar9659_3.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37127547.post-7940110484289067717</id><published>2007-04-25T07:47:00.000+02:00</published><updated>2007-04-25T18:14:07.537+02:00</updated><title type='text'>#LOST: FICTION ROTHBARDIANA? UPDATE</title><content type='html'>Il serial è terminato e della situazione vagamente crousoniana già ne avevo detto. Non avevo detto però che uno dei protagonisti si chiamava Locke, John Locke. Ma poteva trattarsi di una semplice coincidenza.&lt;br /&gt;Ieri però, sul finale, inquadravano un altro protagonista, Sawyer, mentre leggeva un libro sulla spiaggia. &lt;br /&gt;In una puntata precedente fu proprio Locke a lamentare che purtroppo di libri ce n'erano pochi sull'isola e prestandone uno ad un prigioniero sopsettato di essere uno "degli altri" e appassionato di Stephen King, gli diceva di accontentarsi di Dostoevskij.&lt;br /&gt;Ma che stava leggendo Sawyer?  John Le Carré? Conelly? Grisham? &lt;br /&gt;No! Leggeva una copia sgualcita di "The Fountainhead" della signora Rand. Coincdenza anche questa? Non credo.&lt;br /&gt;Possiamo dire che LOST è una fiction libertaria? Credo di si. &lt;br /&gt;A giudicare dal successo che la fiction ha ottenuto, bisogna dire che è una bella cosa sapere che le tematiche libertarie possono appassionare anche il grande pubblico, seppur inconsapevolmente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Individualismo per le masse", dopotutto, potrebbe rivelarsi uno slogan meno ossimorico di quel che può sembrare. :)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37127547-7940110484289067717?l=azioneumana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://azioneumana.blogspot.com/feeds/7940110484289067717/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37127547&amp;postID=7940110484289067717&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/7940110484289067717'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/7940110484289067717'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://azioneumana.blogspot.com/2007/04/lost-fiction-rothbardiana-update.html' title='#LOST: FICTION ROTHBARDIANA? UPDATE'/><author><name>H.I.M.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03325005079914510507</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_cq_MioufJ4c/R4kJaXS957I/AAAAAAAAAI8/KkZHF1IzVuI/S220/avatar9659_3.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37127547.post-5104633888018179963</id><published>2007-04-20T12:28:00.000+02:00</published><updated>2007-05-01T19:16:15.467+02:00</updated><title type='text'>#DIRITTO ALL'AUTODIFESA</title><content type='html'>A bocce ferme, proviamo a ragionare. Innanzitutto vorrei ricordare che proprio ieri ricorreva il 14mo triste anniversario della strage di Waco, Texas. Molti sembrano aver dimenticato quelle 80 (?) persone, donne, uomini e bambini brutalmente assassinate dai gas tossici e dai carri armati del governo Clinton, also-known-as mentore dei buoni di professione, dei benpensanti d’assalto, dei moralmente e antropologicamente superiori dinanzi a cui il fior fiore dell’intellighenzia liberal e politically-correct “dde noantri” ancora oggi si inchina per terminare il lavoretto interrotto sul più bello da Monica Lewinsky.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Detto questo, al netto delle opposte convinzioni ideologiche, la domanda che accomuna un po’ tutti è: perchè un tizio ad un certo punto decide di ammazzare tutta quella gente? &lt;br /&gt;Molti vorrebbero avere a disposizione un esperto - e i più immodesti rivestono abusivamente se stessi di questa carica - per trovare una risposta “scientifica” possibilmente di un certo effetto. &lt;br /&gt;Mi permetto allora di consigliare una riflessione su un penetrante aforisma dello psichiatra Thomas Szasz:&lt;br&gt; &lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;em&gt;&lt;b&gt;“Non esiste la psicologia, esiste solo la biografia e l’autobiografia”.&lt;/b&gt;&lt;/em&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;Cioè a dire che le azioni non hanno cause, ma solo motivazioni individuali, siano esse razionali e morali, oppure eticamente deplorevoli o patologiche.&lt;br /&gt;Però, siccome anche questo genere di suggestioni è destinato a rimanere tale, cioè lettera morta, proviamo a ragionare sui fatti nel tentativo di capire se il sacrosanto principio all’autodifesa può essere effettivamente sottratto all’individuo e consegnato alle decisioni arbitrarie di chi reputa che così facendo a giovarne saranno soprattutto coloro che sono passibili di subire una violenza, ovvero noi tutti, senza ottenere come risultato il contrario di quanto si era preposto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;As usual, quel che si è sentito e letto sui media finora non è stato altro che la solita carrellata di banalità: &lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;b&gt;“l’America è il far-west, altro che democrazia!”&lt;/b&gt;&lt;/em&gt; è l'eco cavernosa emessa dal rutto degli epigoni di Michael Moore. &lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;b&gt;“Gli USA sono una civiltà avanzata, una nazione vitale e superiore proprio per questo ricca anche di tragiche contraddizioni”&lt;/b&gt;&lt;/em&gt; è il rovescio della medaglia spacciata, tra i soliti riccioli narrativi, come perla di pensiero &lt;em&gt;forte&lt;/em&gt; dai giulianoni nazionali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nessuno, almeno tra quelli che ho letto/sentito io, che abbia detto, ad esempio, che nel 2002, sempre in Virginia, accadde una cosa simile: all’Appalachian Law School, infatti, un pazzo si mise a sparare nel campus, ma venne prontamente fermato da altri studenti armati dopo aver ucciso “solo” tre persone. &lt;br /&gt;Questo mi sembra già un buon motivo per ridimensionare l’entusiasmo nei confronti delle così dette “Gun Free Zones”. Infatti, premesso che negli USA il diritto a portare armi è garantito dalla costituzione per motivi che è opportuno conoscere prima di avventarsi in critiche scomposte, è altresì evidente che vietando l'uso delle armi in una determinata area, si otterranno con certezza due risultati:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;a) la maggioranza delle persone rispetterà il divieto;&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;b) qualcuno non lo farà;&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;/ul&gt;&lt;br /&gt;Le conseguenze, sono facilmente intuibili. Lascia perciò perplessi il modo in cui la direzione della Virginia Tech accolse l’anno scorso la decisione di disarmare gli studenti dell’università:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;em&gt;&lt;b&gt;“Sono certo che la comunità universitaria sarà riconoscente all’Assemblea Generale per la decisione presa perché questo aiuterà i genitori, gli studenti, la facoltà ed i visitatori a sentirsi più sicuri all’interno dell’università.”&lt;/b&gt;&lt;/em&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;è quanto ha affermato il portavoce dell’ateneo, Larry Hincker, tradendo un certo entusiasmo per l’ennesimo oltraggio alla Bill of Rights, come direbbe Albert J. Nock. &lt;br /&gt;Invece, con molta probabilità, un solo studente armato alla Virginia Tech avrebbe potuto fare la differenza tra 32 e 3 vittime, come dimostra la sparatoria alla facoltà di legge di cinque anni fa. Inutile aggiungere che, col senno di poi, tale dichiarazione appare ancor più infelice.&lt;br /&gt;Alla luce del commento di Hincker viene da chiedersi quali siano gli interessi in gioco. Larry Hincker, a capo del dipartimento dall'orwelliano nome di “Risorse Umane”, rappresenta un perfetto esempio del mix tra business e stato che caratterizza la classe dirigente corporativa statale smaniosa di infondere negli individui la falsa consapevolezza della loro dipendenza dall’autorità al fine di renderli mentalmente incapaci di prendere iniziativa. In sostanza, il retropensiero derivato dal timore che la gente possa organizzarsi per prendere posizione contro l’establishment.&lt;br /&gt;Avviene ovunque, in Europa più che altrove. Difatti, uno degli artifizi che l’establishment democratico usa per tenere la gente comune nei ranghi è quello del razionamento della sicurezza. Negando agli individui la facoltà di provvedere ragionevolmente al mantenimento della propria sicurezza, lo stato limita l’offerta del servizio di protezione. &lt;br /&gt;In altre parole, alla maniera di tutti i monopolisti sostenuti dai privilegi coercitivi elargiti dallo stato, l’aumento dell’offerta non è consentito, mentre il prezzo dei servizi di sicurezza viene mantenuto artificialmente alto (provate ad assumere una guardia del corpo) come conseguenza del fatto che la fornitura del servizio è limitata alle sole organizzazioni riconosciute dallo stato stesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il fai da te, cioè la risposta di mercato tipica che le classi meno ricche adottano per sopperire temporaneamente all’impossibilità di accedere a servizi fondamentali, non è consentito, o è severamente limitato per mezzo di restrizioni statali. I monopolisti stessi (i politici) ovviamente sono testa e cuore dello sforzo di limitare l’offerta per proteggere l’esclusività del loro privilegio.&lt;br /&gt;Consentendo l’approvvigionamento dei servizi di sicurezza soltanto attraverso fonti autorizzate da se stesso, lo stato istituzionalizza la nostra infantile dipendenza dai suoi apparati lasciandoci infine senza alcuna difesa. &lt;br /&gt;Infatti, non è possibile negare che l’intervento statale avviene sempre ex post l’aver subito una violenza e, d’altra parte, per lo stato non sarebbe conveniente impartirci lezioni di responsabilità personale e di indipendenza dalla classe politica. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La gerarchia dei bisogni di Maslow è portata quindi a conclusione dall’establishment che tiene gli individui in una condizione di costante ansietà. Come accade con gli spacciatori di droga protetti da una cortina di poliziotti corrotti, il prodotto “sicurezza” viene fornito a discrezione dei politici in carica, al fine di tenere i “tossicomani” alle proprie dipendenze. Il risultato è l’inculcamento sistematico della mancanza di sicurezza il cui effetto sugli individui non si limita strettamente all’uso delle armi, ma ne modella l’atteggiamento generale favorendo una sorta di silenziosa predisposizione all’oppressione di cui tutti siamo vittime.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37127547-5104633888018179963?l=azioneumana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://azioneumana.blogspot.com/feeds/5104633888018179963/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37127547&amp;postID=5104633888018179963&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/5104633888018179963'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/5104633888018179963'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://azioneumana.blogspot.com/2007/04/diritto-allautodifesa.html' title='#DIRITTO ALL&apos;AUTODIFESA'/><author><name>H.I.M.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03325005079914510507</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_cq_MioufJ4c/R4kJaXS957I/AAAAAAAAAI8/KkZHF1IzVuI/S220/avatar9659_3.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37127547.post-8770513023835528772</id><published>2007-04-09T21:24:00.000+02:00</published><updated>2007-04-09T21:52:36.548+02:00</updated><title type='text'>#VIA L'IMAM</title><content type='html'>Ci trovassimo a discutere &lt;i&gt;de visu&lt;/i&gt;, il titolare di &lt;a href="http://marcellobassano.wordpress.com"&gt;questo blog&lt;/a&gt; ed io, non ho dubbi che i punti d’incontro sarebbero pochi. Uno però sarebbe sicuramente &lt;a href=" http://marcellobassano.wordpress.com/2007/04/05/non-possiamo-rimanere-inerti/"&gt;questo&lt;/a&gt;. Pertanto accetto l'invito a mettere in disparte le divisioni politiche e mi unisco alla protesta, sebbene con presupposti diametralmente opposti. &lt;br /&gt;L’ho già detto, l’apologia di reato non è un reato dal mio punto di vista ma nel contempo l’integrazione con l’islam non mi interessa, anzi, a dirla tutta, la cultura islamica mi fa un certo orrore. Ritengo quindi che l’espulsione dell’imam di Torino sia perfettamente compatibile col mio isolazionismo estremo ed anche con la mia rivendicazione al &lt;a href="http://azioneumana.blogspot.com/2006/11/discriminare-un-diritto.html"&gt;diritto di discriminare&lt;/a&gt; personaggi che non mi garbano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di seguito, il testo della e-mail che è possibile mandare al ministero degli interni (cosa tocca fare!) affinché il barbuto predicatore venga rispedito da dove è venuto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Oggetto: richiesta di espulsione del Sig. Kohaila (Torino) per apologia al terrorismo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Egregio Ministro dell’Interno Sig. Giuliano Amato,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Egregio Presidente del Consiglio Sig. Romano Prodi,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Egregio Presidente della Repubblica Sig. Giorgio Napolitano.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;(cancellare i nomi non pertinenti all’indirizzo di posta a cui si spedisce)&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Predendo atto delle gravi dichiarazioni del presunto imam della Moschea di Torino di via Cottolengo emerse da un’inchiesta della trasmissione Rai Annozero, La prego,&lt;br /&gt;considerata la chiara propaganda all’organizzazione terroristica Al Qaeda, l’esortazione alla violazione dei diritti umani tramite violenza nei confronti delle donne, il reato di celebrazione di sedicenti matrimoni poligamici, e le gravi ripercussioni che queste violazioni hanno sulla Nostra sicurezza nazionale,&lt;br /&gt;di agire secondo le modalità previste dalla legge (tra cui l’articolo 13 della legge sull’immigrazione e l’articolo 3 del decreto 144 del 2005) per una celere espulsione del sig. Kohaila dal territorio del nostro Paese.&lt;br /&gt;Ringrazio e porgo distinti saluti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;(nome e cognome),(città),(data)&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa è la mail. Sostituite le parti tra parentesi con i vostri dati e ricordatevi di lasciare solo il nome interessato all’inizio per ogni email che inviate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco dove inviare la mail/lettera:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="mailto:liberta.civiliimmigrazione@interno.it"&gt;Ministero dell’Interno&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;, P.le Viminale, Roma&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="mailto:redazione.web@governo.it"&gt;Presidenza del Consiglio&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;, Piazza Colonna 370, 00186, Roma. Oppure, non esistendo una mail diretta alla Presidenza del Consiglio, &lt;b&gt;&lt;a href="mailto:notizie@governo.it"&gt;qui&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="https://servizi.quirinale.it/webmail/"&gt;Presidente della Repubblica&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;. Non esiste una e-mail, però a questo indirizzo si può inviare la lettera. Copiate la mail nel box “testo”. Ricordate di compilare tutti i campi con l’asterisco sennò non vi fa inviare il post. - Palazzo del Quirinale, 00187 Roma, Piazza del Quirinale - Fax 06.46993125&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37127547-8770513023835528772?l=azioneumana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://azioneumana.blogspot.com/feeds/8770513023835528772/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37127547&amp;postID=8770513023835528772&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/8770513023835528772'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/8770513023835528772'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://azioneumana.blogspot.com/2007/04/via-limam.html' title='#VIA L&apos;IMAM'/><author><name>H.I.M.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03325005079914510507</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_cq_MioufJ4c/R4kJaXS957I/AAAAAAAAAI8/KkZHF1IzVuI/S220/avatar9659_3.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37127547.post-3554584803015950780</id><published>2007-04-04T15:24:00.000+02:00</published><updated>2008-12-09T13:40:56.148+01:00</updated><title type='text'>#LOST: FICTION ROTHBARDIANA?</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_cq_MioufJ4c/RhOo4cabUOI/AAAAAAAAAFg/rAP8LXEOH44/s1600-h/lost_cast1280.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_cq_MioufJ4c/RhOo4cabUOI/AAAAAAAAAFg/rAP8LXEOH44/s320/lost_cast1280.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5049565294865633506" /&gt;&lt;/a&gt;Essendomi perso qualche puntata non mi è tutto chiaro. Ad esempio, chi sono e cosa vogliono “gli altri”? A parte questo, quel che mi piace di LOST, il serial TV in onda su RAI2, è l’evidente situazione a la Robinson Crusoe cara a Rothbard &amp; Co. C’è una società totalmente volontaria in una parte dell’isola (i buoni) ed una società di gente cattiva organizzata coercitivamente dall’altra (“gli altri”). Però accade una cosa strana. Alcuni buoni, cioè i sopravissuti al disastro aereo che ritrovatisi su l’isola iniziano a cooperare superando le diffidenze reciproche, vorrebbero tornare alla società del continente, la quale assomiglia molto alla società dei cattivi. Non tutti però. Questa è la cosa interessante. Infatti, tra i buoni vi è chi ha avuto problemi con la legge del proprio paese d’origine e sembra preferisca non tornare. Forse è per questo che i rispettivi governi vogliono farli rimanere sull’isola… o forse no? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La cosa mi intriga anche perchè ho la sensazione che i riferimenti crousoniani non siano del tutto casuali. Chi ha scritto LOST secondo me ha una certa familiarità con “Man, Economy and State”, ma non diciamolo troppo forte che alla RAI potrebbero ritirarlo dal palinsesto per sospetta propaganda sovversiva.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37127547-3554584803015950780?l=azioneumana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://azioneumana.blogspot.com/feeds/3554584803015950780/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37127547&amp;postID=3554584803015950780&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/3554584803015950780'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/3554584803015950780'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://azioneumana.blogspot.com/2007/04/lost-fiction-rothbardiana.html' title='#LOST: FICTION ROTHBARDIANA?'/><author><name>H.I.M.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03325005079914510507</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_cq_MioufJ4c/R4kJaXS957I/AAAAAAAAAI8/KkZHF1IzVuI/S220/avatar9659_3.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_cq_MioufJ4c/RhOo4cabUOI/AAAAAAAAAFg/rAP8LXEOH44/s72-c/lost_cast1280.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37127547.post-3991869602475063281</id><published>2007-04-03T09:35:00.000+02:00</published><updated>2008-12-09T13:40:56.413+01:00</updated><title type='text'>#SPECCHIO DEI TEMPI</title><content type='html'>Notate niente di strano in queste quattro foto qui sotto? Le prime due, come indicato dalle didascalie sono della Cina, di 20 anni fa e di oggi.&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_cq_MioufJ4c/RhIE6_05iwI/AAAAAAAAAFI/A8n9T0qxTRU/s1600-h/cina.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_cq_MioufJ4c/RhIE6_05iwI/AAAAAAAAAFI/A8n9T0qxTRU/s400/cina.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5049103543847979778" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;Ora confrontiamole con le due qui sotto, stavolta di New York negli anni '80 e dei nostri giorni.&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_cq_MioufJ4c/RhIFgv05ixI/AAAAAAAAAFQ/HXGkP0LBses/s1600-h/nyc.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_cq_MioufJ4c/RhIFgv05ixI/AAAAAAAAAFQ/HXGkP0LBses/s400/nyc.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5049104192388041490" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dunque cosa abbiamo? Una nazione socialista in bicicletta trasformatasi una società capitalista motorizzata ed un paese, anzi il paese del capitalismo motorizzato che si dà alle due ruote.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi dice che l'ambientalismo non è comunista! :D&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37127547-3991869602475063281?l=azioneumana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://azioneumana.blogspot.com/feeds/3991869602475063281/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37127547&amp;postID=3991869602475063281&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/3991869602475063281'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/3991869602475063281'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://azioneumana.blogspot.com/2007/04/specchio-dei-tempi.html' title='#SPECCHIO DEI TEMPI'/><author><name>H.I.M.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03325005079914510507</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_cq_MioufJ4c/R4kJaXS957I/AAAAAAAAAI8/KkZHF1IzVuI/S220/avatar9659_3.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_cq_MioufJ4c/RhIE6_05iwI/AAAAAAAAAFI/A8n9T0qxTRU/s72-c/cina.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37127547.post-8978001996258881458</id><published>2007-04-02T19:27:00.000+02:00</published><updated>2007-04-02T19:36:16.577+02:00</updated><title type='text'>#UN OTTIMO CORVAGLIA</title><content type='html'>Se fossi anarco-socialista avrei voluto &lt;a href="http://web2.venet.net/libridelponte/det-articolo.asp?ID=130"&gt;scriverlo&lt;/a&gt; io.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37127547-8978001996258881458?l=azioneumana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://azioneumana.blogspot.com/feeds/8978001996258881458/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37127547&amp;postID=8978001996258881458&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/8978001996258881458'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/8978001996258881458'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://azioneumana.blogspot.com/2007/04/un-ottimo-corvaglia.html' title='#UN OTTIMO CORVAGLIA'/><author><name>H.I.M.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03325005079914510507</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_cq_MioufJ4c/R4kJaXS957I/AAAAAAAAAI8/KkZHF1IzVuI/S220/avatar9659_3.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37127547.post-2836854294663444631</id><published>2007-04-01T20:35:00.000+02:00</published><updated>2007-04-02T08:31:23.211+02:00</updated><title type='text'>#FORMARE AWARENESS LIBERTARIA: L'UNIFORMITÀ</title><content type='html'>Vi sono tre ragioni per cui, secondo il mio parere, è difficile - o impossibile - persuadere le persone alle ragioni del libertarismo discutendo esclusivamente in termini di efficienza economica. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Primo, l’efficienza economica è sempre opinabile e, inevitabilmente, si fonda su dati tecnici oscuri per la maggior parte delle persone. Essa, inoltre, è soggetta alla peggiore opera di disinformazione da parte dello stato. In Italia, ad esempio, se si afferma che il libero mercato produce costi più bassi per quel che riguarda l’assistenza sanitaria, immancabilmente l’obiezione che viene portata è quella degli Stati Uniti, dove “si spende moltissimo per le cure mediche”. Tentare di confutare queste false informazioni richiede una notevole capacità di sviscerare la materia in dettagli di cui i nostri interlocutori probabilmente non hanno mai sentito parlare prima e che perciò vengono facilmente liquidati. Sostenere, poi, che l’assistenza sanitaria era più efficiente ed economica prima che lo stato se ne facesse carico è oltretutto improduttivo, giacché le persone possono ribattere facilmente che la tecnologia era meno avanzata, che c’erano meno anziani, che le aspettative di vita erano inferiori, i medicinali scarsi e così via. La discussione diventa incessante e noiosa, poiché richiede nozioni di statistica, conoscenze specialistiche ed una pazienza da monaci tibetani. Insomma, è molto facile uscire dal seminato mancando di spiegazioni chiare ed esaustive.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’argomento dell’efficienza richiede anche la quasi onniscienza. Affermare che il mercato libero è più efficiente – e che tutte le inefficienze sono sempre attribuibili all’intervento dello stato – necessita la conoscenza dettagliata di innumerevoli discipline. Spiegare a qualcuno perché la disoccupazione del mezzogiorno è il risultato non (solo) della scadente imprenditorialità locale, ma dell’invasività statale, richiede almeno mezz’ora di tempo in cui tenere una conferenza di economia e storia. Non è una prospettiva allettante, specie per il malcapitato ascoltatore, il quale, se anche arrivasse alla fine del nostro dotto monologo, avrà semplicemente ascoltato un’interessante e parziale lezione di storia, ma difficilmente avrà la capacità di risalire da questi fatti ai principi fondamentali dell'economia. Per non parlare degli assiomi morali relativi alla violenza dello stato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si può essere esperti nell’argomentare contro la legislazione anti-monopolio in materia di software, ma se il nostro interlocutore si occupa di carpenteria pesante? O di agroalimentare? O di turismo? Ad un certo punto egli potrebbe iniziare a sbadigliare, noi a balbettare cose su cui non siamo preparati vedendoci costretti a virare la discussione sulla classifica di serie A. &lt;br /&gt;Questo avviene anche perché molti difensori della libertà passano ininterrottamente dai libri, alle conferenze ai blog per cimentarsi con quanto hanno appreso rischiando di avvitarsi in un’interminabile ed autoreferenziale noia. Bisogna ammettere che per la maggior parte delle persone l’argomento dell’efficienza economica ha l’appeal di una sarda salata da suggere sotto l’ombrellone, a ferragosto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La seconda ragione per cui questo approccio ha scarse possibilità di fare presa è che le persone non accetteranno mai il rischio di un radicale cambiamento sociale per amore di teorie economiche i cui benefici non potranno essere immediati. I difensori della libertà non devono mai dimenticare che giocano col fuoco quando parlano di “riorganizzazione” (il termine è improprio, lo so, ma in definitiva di questo si tratta) drastica della società. Buona parte di tali riorganizzazioni risulta piuttosto indigesta al cittadino medio. Le persone sono generalmente spaventate dai cambiamenti radicali e un rapido sguardo alla storia non mancherà di confermare che, in fondo, ne hanno ben donde. Un eventuale aumento dell’efficienza economica, per quanto realistico, non le persuaderà mai ad esporre il loro intero stile di vita al rischio di essere cancellato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La terza ragione del perché il tema dell’efficienza difficilmente può dimostrarsi vincente è che le persone, in verità, non si preoccupano molto dell’efficienza economica. Un esempio su tutti? La paternità. Si può dire che avere figli sia economicamente efficiente? I figli comportano grandi responsabilità, impegni economici e si portano via un bel po’ di quel tempo che prima, magari, dedicavamo ai nostri passatempi, agli amici o al pub. Inoltre, pochi benefici portati dall’avere figli possono essere misurati dalla statistica economica. Le soddisfazioni umane, affettive e spirituali che un figlio può dare, del resto, sono così intime e profonde che talvolta si prova quasi imbarazzo tentando di descriverle. Eppure, sono questi gli argomenti che colpiscono le persone, non l’efficienza economica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma, allora, se la questione dell’efficienza economica non funziona, cosa può far breccia nei cuori e nelle menti dei nostri ascoltatori? Secondo il mio personale parere, c’è un argomento che ha qualche probabilità di riuscita ed è quello che ho voluto chiamare la questione dell’uniformità. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Cos’è la questione dell’uniformità? Facciamo un esempio. Le persone credono sia morale per lo stato usare la forza al fine di prendere ai ricchi per dare ai poveri. Un argomento efficace contro tale convinzione è chiedere se questo possa considerarsi un principio uniformemente morale. Se la persona dice sì, allora deve convenire che chiunque può adottarlo. Un uomo povero può derubare un uomo ricco sotto la minaccia delle armi. Ogni persona che possiede meno di un’altra può aggredire quest’ultima e spararle, se oppone resistenza. È questo il tipo di mondo che essi auspicano? Non credo. Così, il principio secondo cui è giusto usare la violenza per redistribuire la ricchezza viene demolito. Non è più, quindi, un principio morale uniforme, ma qualcos’altro. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una simile discussione non richiede affinate conoscenze di storia, di economia, di teoria politica o altre complicate discipline. Soprattutto non richiede che il nostro interlocutore sia ferrato in nessuno di questi argomenti. Tutto quel che serve, è la garbata persistenza della maieutica socratica. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certo, con ogni probabilità la discussione non si esaurirà lì. Le persone ci incalzeranno con ogni genere di sciocchezza riguardo alla democrazia, alle decisioni collettive ed al trasferimento dell’autorità morale allo stato, ma si tratta di obiezioni facili da demolire: basta ricordare che lo stato non è nient’altro che un gruppo di individui. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ancora, i contratti sottoscritti volontariamente sono moralmente vincolanti, mentre quelli imposti senza consenso non lo sono. &lt;br /&gt;Cioè, se compriamo un terreno dobbiamo pagarlo, ma se acquistiamo una casa per un amico senza il suo consenso, poi non possiamo obbligarlo a pagare al posto nostro. Questo è un argomento che spiega perchè le decisioni accentrate ed imposte dalla democrazia sono fondamentalmente immorali. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella pratica questi esempi astratti come si traducono? Torniamo all’esempio dell’assistenza sanitaria. Molti libertari incontrano delle difficoltà a spiegare nei particolari la situazione americana, ma impostando la conversazione sul tema dell’uniformità il nostro dialogo potrebbe somigliare a questo: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;L’assistenza sanitaria dovrebbe essere interamente privatizzata. &lt;/b&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma è più costoso se non è lo stato ad occuparsene, guarda l’America! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Non credo sia così, ma se fosse? Chi ha diritto di stabilire quanto una persona deve spendere per l’assistenza sanitaria? In una società libera, le persone potrebbero decidere di spendere anche la metà o più del loro reddito per un servizio medico: come potremmo impedirgli di farlo? &lt;/b&gt;  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma negli Stati Uniti 30 milioni di persone non hanno l’assicurazione contro le malattie. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Questo è il risultato delle orripilanti leggi del governo che fanno crescere il costo delle assicurazioni mentre i servizi rimangono gli stessi. Supponiamo invece che l’assicurazione sia puramente volontaria, che molte persone non la desiderino e che sia impossibile imporre loro di sottoscriverla: cosa accadrebbe? Un’elementare legge del mercato dice che i prezzi scenderebbero velocemente.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma le persone devono avere un servizio sanitario garantito! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Perché? Mettiamo il caso che l’assicurazione sia effettivamente molto costosa, per un giovane sano, abituato a muoversi con i mezzi anziché con l’auto, che conduce una vita regolare e non si dedica ad attività pericolose, prudente, sportivo, rispettoso di buone abitudini alimentari e così via. L’assicurazione per lui probabilmente non avrebbe alcun senso: molto meglio continuare a condurre una vita responsabile, risparmiare denaro da usare qualora si presenti l’evenienza di una malattia, o al limite assumersi il rischio di ammalarsi. L’assicurazione contro le malattie è una decisione molto personale. Penso sia superficiale, oltre che ingiusto, imporre una simile scelta a qualcun’altro. &lt;/b&gt;  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma se il diciottenne si ammala e deve ricorrere alle cure di un ospedale pubblico, allora rappresenta un costo sociale! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Sì, al momento è vero, ma non sarebbe così se l’assistenza sanitaria fosse privata.&lt;/b&gt;  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quindi dovremmo lasciare morire le persone per strada?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;No, suppongo che anche tu troveresti la cosa intollerabile. &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certo!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Quindi li aiuteresti? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si, io lo farei, ma gli altri?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Perché pensi che gli altri non lo farebbero? Tutti ci preoccupiamo di queste cose. Il fatto stesso che l’accettazione dell’assistenza sanitaria nazionale sia tanto diffusa conferma che le persone si preoccupano sufficientemente di chi non è in grado di cavarsela da solo, non ti pare? Perciò, questo non dovrebbe essere un problema insuperabile. Ma, per amor di discussione, supponiamo che la maggioranza delle persone non si interessi realmente di chi è povero e viene lasciato morire per strada. In tal caso, dare allo stato più potere non servirebbe a granché dato che simili persone non voterebbero mai per politici che promettono di voler prendersi cura dei deboli. Inoltre, i politici stessi non farebbero nulla per i poveri di propria iniziativa perché, essendo anch’essi persone, secondo i tuoi sospetti sarebbero troppo misantropi per preoccuparsi di chi non ce la fa. Quindi, o le persone si preoccupano dei più poveri e sono disposte ad aiutarli volontariamente, oppure non lo faranno; nel qual caso, non sarà certo lo stato a farlo. L’intera questione della privatizzazione è che non si possono forzare le altre persone ad accettare la nostra visione del mondo, le nostre preferenze e le nostre inclinazioni psicologiche. Se tu ed altri come te desiderate che tutti possano avere cure mediche garantite io penso sia un cosa nobile e meravigliosa, ma allora forse dovresti fondare una compagnia di assicurazioni low-cost, o supportare qualcuno che lo faccia, oppure rinunciare a qualcosa per te e fare la carità, o magari diventare medico e lavorare due giorni la settimana gratis, o pagare un extra sulla tua polizza in modo da contribuire a ridurre le quietanze di chi è più povero di te. Ci sono migliaia di modi per aiutare gli altri. Ciò che a me sembra immorale è lo stato che forza le persone a pagare per i poveri affinché ottengano cure gratis, perché se è morale per lo stato forzare la carità, allora è morale per tutti. Significa che dovremmo garantire ai poveri il diritto di impugnare una pistola per rubare a chi ha più di loro il denaro per curarsi o per mangiare. &lt;/b&gt;&lt;/i&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certo, un simile approccio, ammesso che possa mai aver luogo, non è detto chiuda definitivamente la discussione. Tuttavia si può notare come la discussione possa procedere senza mai fare appello all’efficienza economica del libero mercato. &lt;br /&gt;Una delle tecniche migliori per dibattere consiste nel dare per scontato che gli edifici concettuali del nostro interlocutore siano veri, dimostrando successivamente che se coerentemente applicati essi conducono a conclusioni assurde. Così, la questione secondo cui alcune persone (lo stato, i politici etc.) possono usare la forza a nome e per conto degli altri attraverso la tassazione può essere facilmente contraddetta dicendo che se questa è una cosa giusta allora tutti dovrebbero essere incoraggiati a fare lo stesso. &lt;br /&gt;Lo stato allora non è necessario: una persona di sani principî morali non dovrebbe fare altro che sottomettersi alle minacce di chi sostiene di essere bisognoso e intende derubarla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In conclusione, sono del parere che per i difensori della libertà sia giunto il momento di prendere commiato dalla pura discussione sull’efficienza economica. È stato un esercizio educativo dimostrare, almeno a noi stessi, che il mercato libero può realmente (e meglio) fornire tutti i beni ed i servizi attualmente offerti alla società dal potere brutale dello stato, ma questo non è abbastanza per motivare la crescita di un più grande movimento. Nella difficile marcia verso un mondo più libero, c’è bisogno di un messaggio più potente, persuasivo, immediato e comprensibile. La questione dell’uniformità potrebbe rappresentare un primo passo. In ogni caso, la nostra vera bandiera non può essere l’efficienza o l'uniformità, ma la moralità e la bontà che sprona e richiama naturalmente all’azione ogni intento nobile nell’animo degli uomini.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37127547-2836854294663444631?l=azioneumana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://azioneumana.blogspot.com/feeds/2836854294663444631/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37127547&amp;postID=2836854294663444631&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/2836854294663444631'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/2836854294663444631'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://azioneumana.blogspot.com/2007/04/uniformit.html' title='#FORMARE AWARENESS LIBERTARIA: L&apos;UNIFORMITÀ'/><author><name>H.I.M.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03325005079914510507</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_cq_MioufJ4c/R4kJaXS957I/AAAAAAAAAI8/KkZHF1IzVuI/S220/avatar9659_3.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37127547.post-7220715390608672203</id><published>2007-03-24T19:00:00.000+01:00</published><updated>2007-03-24T19:19:36.775+01:00</updated><title type='text'>#NON SERVIAM</title><content type='html'>&lt;center&gt;&lt;table style='border:1px solid white'&gt;&lt;tr&gt;&lt;td align=center&gt;      &lt;FONT size="3"&gt;     You are a     &lt;CENTER&gt;     &lt;BR&gt;     &lt;FONT size="4"&gt;&lt;B&gt;Social Liberal&lt;/B&gt;&lt;/FONT&gt;     &lt;BR&gt;     &lt;FONT shmolor="a8a8a8" size="3"&gt;(93% permissive)&lt;/FONT&gt;&lt;BR&gt;     &lt;/CENTER&gt;     &lt;BR&gt;     and an...     &lt;CENTER&gt;&lt;BR&gt;      &lt;FONT size="4"&gt;&lt;B&gt;Economic Conservative&lt;/B&gt;&lt;/FONT&gt;      &lt;BR&gt;     &lt;FONT shmolor="#a8a8a8" size="3"&gt;(93% permissive)&lt;/FONT&gt;&lt;BR&gt;     &lt;/CENTER&gt;      &lt;BR&gt;     You are best described as a:&lt;BR&gt;     &lt;BR&gt;&lt;FONT size="+2"&gt;&lt;U&gt;&lt;CENTER&gt;&lt;B&gt;Anarchist&lt;/B&gt;&lt;/CENTER&gt;&lt;/U&gt;&lt;/FONT&gt;     &lt;/FONT&gt;&lt;br&gt;        &lt;TABLE cellpadding="0" cellspacing="0" border="0" id="thetable" name="thetable" width="375" height="375" background="http://is1.okcupid.com/graphics/politics/chart_political.gif"&gt;        &lt;TBODY&gt;&lt;TR height="6"&gt;&lt;TD width="331"&gt;&lt;/TD&gt;&lt;TD width="43"&gt;&lt;/TD&gt;&lt;/TR&gt;&lt;TR height="368"&gt;&lt;TD width="331"&gt;&lt;/TD&gt;&lt;TD align="left" valign="top" width="43"&gt;&lt;IMG src="http://is1.okcupid.com/graphics/politics_you.gif" border="0"&gt;&lt;/TD&gt;&lt;/TR&gt;&lt;/TBODY&gt;&lt;/TABLE&gt;        &lt;br&gt;        &lt;TABLE cellpadding="0" cellspacing="0" border="0" id="thetable" name="thetable" width="375" height="375" background="http://is1.okcupid.com/graphics/politics/chart_basic.jpg"&gt;        &lt;TBODY&gt;&lt;TR height="6"&gt;&lt;TD width="331"&gt;&lt;/TD&gt;&lt;TD width="43"&gt;&lt;/TD&gt;&lt;/TR&gt;&lt;TR height="368"&gt;&lt;TD width="331"&gt;&lt;/TD&gt;&lt;TD align="left" valign="top" width="43"&gt;&lt;IMG src="http://is1.okcupid.com/graphics/politics_you.gif" border="0"&gt;&lt;/TD&gt;&lt;/TR&gt;&lt;/TBODY&gt;&lt;/TABLE&gt;        &lt;br&gt;&lt;br&gt;Link: &lt;a href='http://www.okcupid.com/politics'&gt;&lt;b&gt;The Politics Test&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;  on &lt;a  href='http://www.okcupid.com'&gt;&lt;b&gt;Ok Cupid&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;br&gt;Also: &lt;a href='http://www.okcupid.com/online.dating.persona.test'&gt;The OkCupid Dating Persona Test&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/table&gt;&lt;/center&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37127547-7220715390608672203?l=azioneumana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://azioneumana.blogspot.com/feeds/7220715390608672203/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37127547&amp;postID=7220715390608672203&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/7220715390608672203'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/7220715390608672203'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://azioneumana.blogspot.com/2007/03/non-serviam.html' title='#NON SERVIAM'/><author><name>H.I.M.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03325005079914510507</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_cq_MioufJ4c/R4kJaXS957I/AAAAAAAAAI8/KkZHF1IzVuI/S220/avatar9659_3.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37127547.post-5552520760610196994</id><published>2007-03-23T12:35:00.000+01:00</published><updated>2008-12-09T13:40:56.662+01:00</updated><title type='text'>#STRANE LIAÇONS</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_cq_MioufJ4c/RgPZQeC9iTI/AAAAAAAAAE0/RfghAbmYaQU/s1600-h/RG.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_cq_MioufJ4c/RgPZQeC9iTI/AAAAAAAAAE0/RfghAbmYaQU/s320/RG.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5045114884551706930" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Stephan Kinsella, nel newsgroup &lt;a href="http://groups.yahoo.com/group/libertarianrepublicans/message/34586"&gt;libertarianrepublicans&lt;/a&gt; riporta un discorso di Rudy Giuliani tenuto durante una conferenza sul crimine. Sotto un estratto: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;[...] We look upon authority too often and focus over and over again, for 30 or 40 or 50 years, as if there is something wrong with authority. We see only the oppressive side of authority. Maybe it comes out of our history and our background. What we don't see is that freedom is not a concept in which people can do anything they want, be anything they can be. Freedom is about authority. Freedom is about the willingness of every single human being to cede to lawful authority a great deal of discretion about what you do [...]&lt;br /&gt;[...] We're going to find the answer when schools once again train citizens. Schools exist in America and have always existed to train responsible citizens of the United States of America.[...]&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Buh, che dire? Temo di non aver compreso i motivi dell'infatuazione per Rudy da parte di alcuni libertari.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37127547-5552520760610196994?l=azioneumana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://azioneumana.blogspot.com/feeds/5552520760610196994/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37127547&amp;postID=5552520760610196994&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/5552520760610196994'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/5552520760610196994'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://azioneumana.blogspot.com/2007/03/stephan-kinsella-nel-newsgroup.html' title='#STRANE LIAÇONS'/><author><name>H.I.M.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03325005079914510507</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_cq_MioufJ4c/R4kJaXS957I/AAAAAAAAAI8/KkZHF1IzVuI/S220/avatar9659_3.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_cq_MioufJ4c/RgPZQeC9iTI/AAAAAAAAAE0/RfghAbmYaQU/s72-c/RG.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37127547.post-1472316114014242519</id><published>2007-03-20T21:29:00.000+01:00</published><updated>2008-12-09T13:40:56.756+01:00</updated><title type='text'>#ONCE AGAIN, MURRAY</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_cq_MioufJ4c/RgBF-OC9iRI/AAAAAAAAAEk/sL6GdLc9Skk/s1600-h/murray.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_cq_MioufJ4c/RgBF-OC9iRI/AAAAAAAAAEk/sL6GdLc9Skk/s200/murray.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5044108517879679250" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Verso la fine dell’ottobre 1994, ad Arlington, Virginia, giusto ad uno sputo da "Mordor", si tenne il quinto meeting annuale del John Randolph Club, la coalizione di paleoconservatori e paleolibertari che mise assieme luminari come Murray N. Rothbard, Lew Rockwell, Samuel Francis, Joe Sobran, Justin Raimondo e molti altri intellettuali provenienti dal Mises Institute, dal Rockford Institute e dal Center for Libertarian Studies. In quell'occaisione, giusto tre mesi prima della morte di Rothbard, una sera dopocena –e dopo svariati boccali di birra ghiacciata- alcuni partecipanti si misero attorno ad un pianoforte per intonare le canzoni del John Randolph Club Songbook, una raccolta di brani a tema libertario distribuito agli iscritti, alcuni dei quali scritti proprio da Mr. Libertarian (Rothabrd era un appassionato di musica) e pare che il nostro si sia esibito in un adattamento di “Circe Theme” di Ralph Raico che più o meno faceva così:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;OH, LIBERTY&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;It’s ours to right the great wrong done, ten thousand &lt;br /&gt;years ago. &lt;br /&gt;The nation-state, conceived in hate, remains our &lt;br /&gt;only foe. &lt;br /&gt;Oh liberty, Oh liberty, &lt;br /&gt;Our victory is nigh, Fulfill our fate, destroy the State, &lt;br /&gt;And raise the banner high…&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37127547-1472316114014242519?l=azioneumana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://azioneumana.blogspot.com/feeds/1472316114014242519/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37127547&amp;postID=1472316114014242519&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/1472316114014242519'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/1472316114014242519'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://azioneumana.blogspot.com/2007/03/once-again-murray.html' title='#ONCE AGAIN, MURRAY'/><author><name>H.I.M.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03325005079914510507</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_cq_MioufJ4c/R4kJaXS957I/AAAAAAAAAI8/KkZHF1IzVuI/S220/avatar9659_3.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_cq_MioufJ4c/RgBF-OC9iRI/AAAAAAAAAEk/sL6GdLc9Skk/s72-c/murray.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37127547.post-515059983220499787</id><published>2007-03-20T19:42:00.000+01:00</published><updated>2007-03-20T19:51:27.156+01:00</updated><title type='text'>#CUL DE SAC</title><content type='html'>La questione della legittimità dello stato è il nocciolo della discussione filosofico-politica. Ma se lo stato non può essere legittimato, qual’è la soluzione?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La maggior parte delle persone oggi è giunta all’&lt;i&gt;ovvia&lt;/i&gt; conclusione che lo stato sia il naturale guardiano della civiltà moderna e civilizzata. Tuttavia, gli statalisti spesso non prendono in considerazione il problema fondamentale della legittimità dello stato. &lt;br /&gt;Filosoficamente, come si può legittimare un processo di decisioni centralizzato che richiede poteri senza limitazioni ed obbedienza assoluta entro un determinato territorio? Dopotutto, lo stato non è quel soggetto che detiene il diritto di decidere per un tot numero di persone, sia che esse approvino il suo operato oppure no?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Centrale, per la questione della legittimità dello stato è &lt;i&gt;l’esistenza dello stato&lt;/i&gt;. &lt;br /&gt;Pertanto, chiedersi &lt;i&gt;quali&lt;/i&gt; aspetti della vita sociale possano essere incarichi giustificabili per l’apparato governativo non risolve il problema della legittimità giacché qualunque incarico è di per sé legittimo se si risponde prima che lo stato stesso è legittimo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La domanda fondamentale da porsi è, quindi, se lo stato sia necessario esaminando le qualità e le capacità dello stato in rapporto a ciò che definiamo “stato di natura”. &lt;br /&gt;Non è un’idea nuova: John Locke e Thomas Hobbes si posero questa domanda qualche secolo fa e John Rawls, tanto per citarne uno, ha fatto lo stesso nel ventesimo secolo. Purtroppo, questi tre pensatori, assieme a molti loro epigoni, sono giunti invariabilmente a conclusioni sbagliate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Valutare lo stato di natura e la formazione degli apparati statali implica la formulazione di ipotesi riguardo all’uomo e, più precisamente, se esso sia fondamentalmente buono o cattivo. Sostenere che l’uomo è buono significa attribuirgli qualità come la razionalità e la moralità. Al contrario, considerarlo cattivo sottintende che esso sia irrazionale e immorale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se ci si attesta sulla convinzione che l’uomo sia di per sé buono, allora, filosoficamente, non ci dovrebbe essere alcun bisogno dello stato per garantire giustizia e libertà. Infatti, le persone buone per definizione non aggrediscono intenzionalmente altri individui, non danno inizio alle guerre e non violano i diritti altrui. Lo stato di natura in cui vivono le persone buone dovrebbe essere pertanto una società non molto dissimile ad un’armoniosa anarchia. Sostanzialmente, un modello di società in cui qualunque problema può essere risolto dalle persone che vi fanno parte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Invece, se si segue la linea di pensiero di Locke ed Hobbes, la quale sostiene che l’uomo è intrinsecamente un essere irrazionale ed egoista, si arriva obbligatoriamente alla conclusione che è necessario un garante neutrale che salvaguardi la pace, i diritti e la giustizia. L’idea hobbesiana è in fondo questa: esiste la necessità ineluttabile di un governo delle persone finalizzata a garantire il rispetto dei diritti naturali e il cui compito è riportare l’ordine nel caos che caratterizza lo stato di natura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma se l’uomo è di per se cattivo, egoisticamente miope, irrazionale e immorale, come può allora dare forma ad uno stato neutrale? Egli, casomai, data la sua natura irrazionale e prevaricatrice, sarà portato a costruire un apparato che si occupi di tutelare esclusivamente i suoi interessi opprimendo quelli degli altri. E il tentativo di anticipare le proteste di chi biasima il suo potere o tenta di impadronirsi delle sue strutture governative, in fin dei conti, andrebbe considerato semplicemente come razionale cooperazione finalizzata al perseguimento di interessi comuni. &lt;br /&gt;Tuttavia, ciò non può essere se la razionalità è già stata scartata come qualità non-umana. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poiché nello stato di natura hobbesiano è interesse di chiunque formare un governo che opprima gli altri al fine di impadronirsi dei loro beni, allora è in una simile situazione che la società sembra destinata a degenerare nella guerra e nel caos. Significa che la teoria hobbesiana sulla necessaria formazione del governo riporta indietro allo &lt;i&gt;stato caotico della natura&lt;/i&gt;: un cerchio senza fine di oppressione e guerra. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La domanda fondamentale se l’uomo sia intrinsecamente buono o cattivo ottiene, quindi, una risposta univoca: non c’è legittimazione per lo stato, indipendentemente dalle qualità endogene all’essere umano, ovvero sia se l’uomo è buono, che significa che non ha bisogno di un governo, sia se è cattivo, la cui conseguenza logica consiste nell’impossibilità di formare uno stato neutrale.&lt;br /&gt;Lo stato quindi può essere inteso unicamente come lo strumento con cui dare forma al tipo peculiare di società che qualcuno preferisce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli statalisti non hanno mai preso in considerazione la fondamentale questione della legittimità dello stato. Essi semplicemente concepiscono la sua esistenza come una garanzia per realizzare i loro scopi. Nemmeno tentano di distinguere ciò che è umano da ciò che non lo è; quel che è importante per loro non è &lt;i&gt;ciò che è&lt;/i&gt; - o ciò che è stato -, ma quale tipo di società potranno creare con la forza. In tal modo la loro ideologia è fondata e razionale come una qualsiasi religione, basata cioè su dati fittizi che possono portare a qualunque conclusione.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37127547-515059983220499787?l=azioneumana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://azioneumana.blogspot.com/feeds/515059983220499787/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37127547&amp;postID=515059983220499787&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/515059983220499787'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/515059983220499787'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://azioneumana.blogspot.com/2007/03/cul-de-sac.html' title='#CUL DE SAC'/><author><name>H.I.M.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03325005079914510507</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_cq_MioufJ4c/R4kJaXS957I/AAAAAAAAAI8/KkZHF1IzVuI/S220/avatar9659_3.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37127547.post-7406473540001106730</id><published>2007-03-20T14:34:00.000+01:00</published><updated>2007-04-03T14:13:25.564+02:00</updated><title type='text'>#ANTIAUTORITARISMO</title><content type='html'>Un’obiezione frequente che gli anarchici classici muovono all’anarchia di mercato è la seguente: i market-anarchists rifiutano soltanto lo stato e non le altre forme di autorità come la religione e l’autorità delle agenzie private di difesa. Essi sono pertanto anarchici buoni forse come “definizione da vocabolario”, ma non possono avere la pretesa di inserirsi nella tradizione del movimento anarchico. Della tradizione anarchica, detto inter nos, me ne frego bellamente. Del resto, che io non abbia nulla a che spartire con Sacco e Vanzetti, con Jules Bonnot o con Nestor Makhno è poco, ma sicuro. Quanto alle definizioni da vocabolario, magari su questo sono già più sensibile: le parole sono importanti, fondamentali, ed il giorno in cui perderanno il loro significato, gli uomini perderanno la loro libertà, tanto per citare Lao-Tzu.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dice Bakunin:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;[...] Respingo forse ogni autorità? Lungi da me questo pensiero.&lt;br /&gt;Allorché si tratta di stivali, ricorro all’autorità del calzolaio;&lt;br /&gt;se si tratta di una casa, di un canale o di una ferrovia, consulto&lt;br /&gt;quella dell’architetto o dell’ingegnere. Per ogni scienza&lt;br /&gt;particolare mi rivolgo a chi ne è cultore. Ma non mi lascio&lt;br /&gt;imporre né il calzolaio, né l’architetto, né il sapiente. Li ascolto&lt;br /&gt;liberamente e con tutto il rispetto che meritano le loro intelligenze,&lt;br /&gt;il loro carattere, il loro sapere, riservandomi nondimeno&lt;br /&gt;il mio diritto incontestabile di critica e di controllo. Non mi&lt;br /&gt;accontento di consultare una sola autorità specializzata, ma ne&lt;br /&gt;consulto parecchie; confronto le loro opinioni e scelgo quella&lt;br /&gt;che mi pare la più giusta. Ma non riconosco alcuna autorità&lt;br /&gt;infallibile, neppure per le questioni del tutto specialistiche; di&lt;br /&gt;conseguenza, per quanto rispetto possa avere per l’onestà e la&lt;br /&gt;sincerità del tale o del tal altro individuo, non ho fede assoluta&lt;br /&gt;in alcuno. Una fede simile sarebbe fatale per la mia ragione, per&lt;br /&gt;la mia libertà e per lo stesso buon risultato delle mie iniziative;&lt;br /&gt;essa mi trasformerebbe immediatamente in uno stupido schiavo,&lt;br /&gt;in uno strumento della volontà e degli interessi altrui.[…]&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sostituendo le parole “calzolaio”, “architetto” ed “ingegnere” con “arbitro”, “guardia” e “consulente” si giunge agli argomenti classici descritti ovunque nella letteratura dell’anarchia di mercato. Stando così le cose, gli anarchici di ogni tipo dovrebbero convenire sul fatto che l’autorità, fatto salvo il caso in cui si tratti di autorità imposta, non è necessariamente ed intrinsecamente condannabile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli anarchici, da Bakunin a Rothbard, riconoscono che ci saranno sempre delle differenze tra le persone e quindi dovrebbero considerare tali differenze come un'opportunità in più di sviluppo delle idee anarchiche, piuttosto che impegnarsi a distruggere queste diversità. In questo senso, la teoria politica dell’anarchia di mercato è anti-autoritaria proprio come pretende di esserlo l’anarco-sindacalismo di Bakunin, nonostante alcuni market-anarchists abbraccino il concetto di “élites naturali”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37127547-7406473540001106730?l=azioneumana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://azioneumana.blogspot.com/feeds/7406473540001106730/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37127547&amp;postID=7406473540001106730&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/7406473540001106730'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/7406473540001106730'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://azioneumana.blogspot.com/2007/03/antiautoritarismo.html' title='#ANTIAUTORITARISMO'/><author><name>H.I.M.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03325005079914510507</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_cq_MioufJ4c/R4kJaXS957I/AAAAAAAAAI8/KkZHF1IzVuI/S220/avatar9659_3.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37127547.post-7361730913421573506</id><published>2007-03-12T21:04:00.000+01:00</published><updated>2007-03-12T21:08:37.263+01:00</updated><title type='text'>#LODE AL CONSUMO</title><content type='html'>L’avversione ai consumi è una questione che mi sta particolarmente a cuore, un po’ per motivi professionali, un po’ perché, dopotutto, sono anch’io un consumatore. Molti diranno: “Tutti siamo consumatori!”, giusto, ed è proprio per questo che trovo l’anti-consumismo militante paradossale e manicheo. Trattare i consumi alla stregua della tossicodipendenza è un po’ come confondere le lentiggini con il carcinoma della pelle. Consumare, in fondo, è un aspetto naturale del vivere in società.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per consumismo, ovviamente, non intendo il comportamento patologico di chi compie acquisti compulsivi. Quelle sono disfunzioni psicologiche di cui dovrebbero occuparsi i medici. Io mi riferisco ai consueti acquisti compiuti dagli individui che vivono in società. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Cosa si intende per vivere in società? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Vivere in società è una decisione fondamentalmente morale. Decidiamo, implicitamente o esplicitamente, di vivere in società perché siamo consapevoli che così possiamo soddisfare le nostre esigenze meglio di quanto faremmo se agissimo nell’isolamento. Senza dubbio, alcune persone sarebbero molto felici di vivere da eremiti, ma la maggior parte di noi non lo farebbe mai; se così non fosse, la società non avrebbe mai potuto formarsi. I nostri antenati, infatti, unirono i loro sforzi poiché capirono ben presto che benefici maggiori potevano essere ottenuti soltanto attraverso la cooperazione, la divisione del lavoro e l’interdipendenza. Una volta uniti i nostri sforzi, necessariamente anche i nostri interessi si intrecciano dando vita così al mercato, ovvero la meta-dimensione in cui avvengono gli scambi volontari mutuamente vantaggiosi. Il mercato è la più alta espressione di cooperazione e di interdipendenza degli uomini. Sotto la sua egida, centinaia di migliaia di persone, milioni in alcuni casi, cooperano per costruire cose apparentemente “inutili come le matite” (invito alla lettura del racconto di Leonard E. Read “Io, la matita” facilmente reperibile in rete).  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Perchè gli uomini cooperano? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Non per piacere personale, ovvio, piuttosto perché essi ne traggono profitto. Alcune persone traggono profitto dalle conoscenze che hanno acquisito nel processo di produzione, e “vendono” il loro lavoro per un salario. Altri fanno lo stesso per un’altra fase del processo, come il commercio, che porta un pezzo di legno ed un po’ di grafite dallo stadio naturale ai banchi di scuola. Osservando un prodotto finito, possiamo accorgerci come tutte le persone intervenute nella sua realizzazione abbiano agito per trarne un profitto. Il risultato finale è che qualcuno compra una matita perché ne ha bisogno per scrivere. Il prezzo della matita, inoltre, riflette l’efficacia del processo in ciascuna delle sue fasi, dalla disponibilità della materia prima, alla qualità della produzione, fino all’esistenza, o meno, di un regime concorrenziale, e cosí via. Consumiamo perché preferiamo godere dei frutti del lavoro di centinaia di migliaia di persone piuttosto che lavorare solo noi stessi per produrre qualcosa. Tutto si riduce fondamentalmente a questa banale considerazione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt; Chi trae maggior beneficio dalla divisione del lavoro? &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Quelli che hanno minori risorse. Sono loro quelli a cui giovano di più il progresso ed il libero mercato. Le società più ricche, infatti, hanno maggiori capacità di sopportare il costo dell’inefficienza poiché si avvalgono dell’accumulo di risorse. Se guardiamo alla storia, constateremo che il progresso tende a rendere più omogenea la società e ad attenuarne le disparità, non a dividerla. Osservate la differenza tra voi stessi e Bill Gates o tra un re ed un contadino, oppure tra un industriale ed un operaio. Ciò che fa il progresso è distribuire la ricchezza, rendendo la tecnologia disponibile a tutti. Benché io e Bill Gates ci troviamo, ovviamente, su differenti livelli di ricchezza, entrambi godiamo degli stessi prodotti, dalle stesse tecnologie e dello stesso tenore di vita generale. Lui avrà un jet personale che gli sarà costato migliaia di volte più di quanto potrei spendere io in tutta la vita in biglietti aerei low cost, ma in definitiva ambedue possiamo volare ai quattro angoli del globo. Lo stesso vale per l’auto; suppongo che Gates possieda almeno una Ferrari o qualche mezza dozzina fra Mercedes ed altre berline di lusso; io invece ho una monovolume giapponese full-optional che mi porta dove mi pare. Il risultato non cambia, eppure le differenze che percepiamo tra un nobiluomo dell’alta borghesia ed un contadino ci sembrano abissali; non ci rendiamo conto che solo qualche decennio fa per un operaio era inimmaginabile avere il bagno in casa e possedere più d’un paio di scarpe. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  Se guardiamo la società moderna, dovremo riconoscere che sono stati la produzione ed il consumo di massa ad avvantaggiare i poveri, non l’azione isolata. La ragione per cui siamo tutti (nonostante la welfare-class cui qualcuno ci assegna per specifici scopi politici) in grado di vivere circondati dalla tecnologia è perché da essa le persone traggono profitto e perché competizione e progresso tecnologico, a lungo andare, fanno sì che i prezzi tendano a scendere - salvo le eccezioni in cui la produzione sia pesantemente sindacalizzata, benché, pure in quel caso, i prodotti diverranno tecnologicamente sempre più avanzati malgrado i prezzi rimangano stabili. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  Le persone che odiano i centri commerciali, McDonalds, Blockbuster, Coca-Cola, Eurospin o qualunque altra forma di grande distribuzione o di produzione di massa, in realtà odiano i poveri, perché sono loro che più fanno uso di questi servizi. I poveri sono i più sensibili alle differenze di prezzo, perché chiaramente il loro bacino di risorse è più limitato. E poiché prezzi più bassi permettono di fare più cose col denaro a disposizione al fine di soddisfare meglio le nostre esigenze, essi si oppongono anche all’individualismo (non dico lo facciano volutamente, sebbene molti di loro abbiano proprio questa intenzione, dico che una conseguenza del loro atteggiamento può portare a significative limitazioni della libertà di scelta). Il consumo offre alle persone dei paesi del terzo mondo l’opportunità di liberarsi dall’oppressione della loro cultura, sia consentendogli di espatriare, sia dando loro la possibilità di vivere quanto più prossimi al modello di vita che hanno scelto senza dovere contare sull’aiuto della famiglia o della comunità. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  La voglia di soddisfare le proprie ambizioni personali è il carburante del progresso e dare libera espressione ai desideri delle persone per migliorare la loro vita è la sola vera giustizia sociale. La globalizzazione dei consumi fa questo su scala mondiale, oggi come ha sempre fatto da migliaia di anni a questa parte. La globalizzazione non è un fenomeno nuovo, ma l’odio per la libertà ed il progresso manifestati dai nemici dei consumi, dai no-global, dagli “ambientalisti”, dagli infantilismi equi e solidali e dagli statalisti di ogni risma è senza precedenti. Se ottenessero ciò che dicono di volere, soffocherebbero l'individualità e la tecnologia nel nome di interessi particolari e locali a discapito del benessere generale dell’umanità. Ecco perché, in ultima analisi, è immorale opporsi ai consumi di massa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pubblicato su &lt;a href="http://ideashaveconsequences.org/lode-al-consumo/jacopo#more-93"&gt;IHC&lt;/a&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37127547-7361730913421573506?l=azioneumana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://azioneumana.blogspot.com/feeds/7361730913421573506/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37127547&amp;postID=7361730913421573506&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/7361730913421573506'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/7361730913421573506'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://azioneumana.blogspot.com/2007/03/lode-al-consumo.html' title='#LODE AL CONSUMO'/><author><name>H.I.M.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03325005079914510507</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_cq_MioufJ4c/R4kJaXS957I/AAAAAAAAAI8/KkZHF1IzVuI/S220/avatar9659_3.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37127547.post-1292678621997375840</id><published>2007-02-20T08:24:00.000+01:00</published><updated>2007-02-20T08:28:22.179+01:00</updated><title type='text'>#ARTICOLO SU ICH</title><content type='html'>Ideas Have Consequences ha pubblicato un mio articolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;"Ci sono poche parole, forse, il cui suono allieta l’animo quanto quelle di libertà e diritti. Basta chiedere a chiunque se è favorevole a questi concetti e con buona probabilità otterremo una risposta affermativa. Purtroppo, però, la maggior parte delle persone non possiede una visione chiara di cosa siano i diritti e in cosa consista la libertà. Basti pensare che molti sinceri sostenitori di tali convinzioni, quasi a prova della loro inossidabile fede, aggiungono sovente “non dobbiamo barattare i nostri diritti in cambio di sicurezza”, come se i diritti fossero separabili dall’essere umano. Si tratta di una costruzione mentale pericolosa, certo, ma mai quanto la distorsione del concetto di diritto messa in campo dalla cultura social-democratica per perpetrare la sua agenda politica." &lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Continua su &lt;a href="http://ideashaveconsequences.org/liberta-e-diritti-alcune-precisazioni/jacopo#more-83"&gt;IHC&lt;/a&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37127547-1292678621997375840?l=azioneumana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://azioneumana.blogspot.com/feeds/1292678621997375840/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37127547&amp;postID=1292678621997375840&amp;isPopup=true' title='12 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/1292678621997375840'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/1292678621997375840'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://azioneumana.blogspot.com/2007/02/articolo-su-ich.html' title='#ARTICOLO SU ICH'/><author><name>H.I.M.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03325005079914510507</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_cq_MioufJ4c/R4kJaXS957I/AAAAAAAAAI8/KkZHF1IzVuI/S220/avatar9659_3.gif'/></author><thr:total>12</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37127547.post-8084107641894775794</id><published>2007-02-16T12:53:00.000+01:00</published><updated>2007-02-19T16:23:16.808+01:00</updated><title type='text'>#ARTE E MERCATO</title><content type='html'>&lt;B&gt;&lt;I&gt;Caro Lettore,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dalla Art Basel di Miami Beach fino a Bleecker Street, le forze del mercato sono entrate nella parola Arte con furia vendicativa, trasformando fiere e gallerie d’arte in luoghi di opulenza e di consumo sfrenato. Ogni settimana assistiamo all’incoronazione di una cosa nuova e luminosa dipinta terribilmente da qualche giovane che la venderà per centinaia di migliaia di dollari, se saprà usare stampa e pubblicità in modo astuto – date solo uno sguardo alle opere di John Currin e di Lisa Yuskavage per rendervi conto di persona. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sempre più musei e gallerie cadono preda dei metodi e dei valori della cultura pop trascinando il mondo dell’arte in una caduta vertiginosa. Edwin Denby, cinquant’anni, fa scrisse al suo amico Willem de Kooning&lt;/I&gt;&lt;/B&gt; (un maestro dell’Action Painting americana, N.d. H.I.M.)&lt;B&gt;&lt;I&gt;,che le gallerie di New York erano diventate “passeggiate lussuose come un mercato degli schiavi” e gli echi di tale critica risuonano veri ancora oggi. La campagna per creare una “democrazia d’accesso” all'arte degrada la cosa che più cerca di celebrare? Nella storia di copertina di questa settimana, Jed Perl spiega che il mondo dell’arte ha perso l’orizzonte e cerca riparo fra le rovine. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cordiali saluti,&lt;br /&gt;Leon Wieseltier&lt;br /&gt;Literary Editor&lt;br /&gt;The New Republic &lt;/I&gt;&lt;/B&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo è uno stralcio della newsletter che settimanalmente mi arriva da The New Repubblic, magazine neo-con dove, in tempi migliori, ovvero quando i neo-con ancora non avevano iniziato ad ammorbare il mondo con le loro farneticazioni, scriveva con prosa flamboiant uno dei miei idoli letterari, Mordecai Richler, autore della celebre “Barney’s Version” nonché fustigatore implacabile di politically correctness, benpensanti, liberals e conservatori, ancorché egli stesso appartenne con vivace insofferenza ad entrambe queste ultime due categorie (insomma era qualcosa di molto simile ad un libertario, forse troppo anticonformista per ammetterlo).&lt;br /&gt;Ora, che l’arte contemporanea sia capace di immani cagate è fuori discussione. Basti pensare alle abominevoli creature di Maurizio Cattelan e alle ributtanti produzioni dei così detti YBA (Young British Artists) il cui capostipite è il macellaio Damien Hirst. &lt;br /&gt;Tutta gente a cui manca la benché minima parvenza di sensibilità dell’artista e sembra più incline, invece, a squartare, vivisezionare, abrutire e violentare corpi, forme e colori nell’ostinato, quanto sterile, tentativo di mettere in scena le deformità umane. &lt;br /&gt;Tuttavia, qui si parla delle responsabilità del mercato, come se questo fosse un protagonista nuovo e malvagio, sceso tra gli uomini per volontà di qualche Ente Supremo, con la precisa missione di scompigliare le carte, di confondere le menti, di erodere le fondamenta della cultura occidentale e della rettitudine morale.&lt;br /&gt;Cerchiamo di essere realisti, che a rincorrere fantasmi nel buio si finisce per sbattere il muso. Che sia possibile giudicare un’opera d’arte da un punto di vista sia estetico che etico, non sarò certo io a negarlo. Che possa dare fastidio il fatto che i musei nazionali, finanziati coi nostri quattrini, anziché ospitare i grandi della pittura che dal barocco di Rubens al naturalismo di Caravaggio arrivano al lirismo di Burri ed Afro Basaldella, rincorrano le infantili provocazioni di giovinastri un po’ frustrati a cui sembrano più congegnali rasoi e liquidi organici vari piuttosto che pennelli e colori, nemmeno questo sono disposto a metterlo in discussione. &lt;br /&gt;Ma che c’entra il mercato? Il mercato è la meta-dimensione in cui io offro e tu sei libero di prendere, oppure no. Nessuno ti impone di metterti in salotto una ragazza capovolta di Vanessa Beecroft, né ti si costringe a partecipare, con piglio pensoso, alla vernice di Sarah Lucas, men che meno è obbligatorio capire che minchia vorranno mai significare le “Monoforme” di Andreas Christen. &lt;br /&gt;Lasciamo perdere poi che “l’infame cultura pop” ha prodotto dei veri e propri geni, uno su tutti Robert Rauschenberg che col suo linguaggio semplice ed immediato, scevro di toni polemici, ha messo a nudo l’inconsistenza di certo progressismo riportando la pittura al ruolo di strumento per indagare la realtà; ma vogliamo negare che artisti come i nostrani Luca Pignatelli o Luca Giovagnoli (per non parlare di Giorgio Celiberti o di Mirko Pagliacci) non possano fregiarsi del titolo di “maestro” solo perché nati nel "secolo breve"? L’arte è la rappresentazione della nostra società, piaccia o no è sempre stato così e sempre lo sarà. I neo-con hanno ragione sul fatto che il relativismo è dannoso per il nostro modello culturale, ma non è combattendone le proiezioni che si potrà difenderlo. Soprattutto non è mettendo in croce il mercato che si potrà tornare “agli antichi splendori”, anzi, il mercato è l’unico strumento che, semmai, potrà tenere in vita l’arte, come del resto ha sempre fatto. &lt;br /&gt;Solo che oggi la committenza è cambiata: c’è chi vede gli spettri e chi nega la realtà. Stanno su sponde opposte, ma combattono la stessa inutile guerra contro la ragione, ma questo è un altro discorso.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37127547-8084107641894775794?l=azioneumana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://azioneumana.blogspot.com/feeds/8084107641894775794/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37127547&amp;postID=8084107641894775794&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/8084107641894775794'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/8084107641894775794'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://azioneumana.blogspot.com/2007/02/arte-e-mercato.html' title='#ARTE E MERCATO'/><author><name>H.I.M.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03325005079914510507</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_cq_MioufJ4c/R4kJaXS957I/AAAAAAAAAI8/KkZHF1IzVuI/S220/avatar9659_3.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37127547.post-7962012447222436732</id><published>2007-02-08T17:14:00.000+01:00</published><updated>2008-12-09T13:40:56.982+01:00</updated><title type='text'>#GLI STATALISTI NON CRESCERANNO MAI</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_cq_MioufJ4c/RctMokocb_I/AAAAAAAAADo/zLuOO71WqGk/s1600-h/grow.gif"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_cq_MioufJ4c/RctMokocb_I/AAAAAAAAADo/zLuOO71WqGk/s200/grow.gif" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5029197668801081330" /&gt;&lt;/a&gt;I bambini hanno cibo, riparo, educazione e cure mediche garantiti (bene o male) dagli adulti.&lt;br /&gt;Gli statalisti vogliono cibo, riparo, educazione e cure mediche garantiti per tutti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I bambini vogliono le cose senza conoscere il valore del denaro e quando i genitori dicono “non possiamo permettercelo” pensano che mamma e papà siano crudeli ed incapaci.&lt;br /&gt;Gli statalisti credono che il governo che non dà alla gente ciò che vuole sia crudele ed inefficiente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I bambini credono che Babbo Natale sia reale e pensano che i “capi” siano buoni e saggi.&lt;br /&gt;Gli statalisti credono nella bontà e nella saggezza dei loro capi, mentre gli adulti diffidano dei “capi” e preferiscono la loro propria saggezza e le proprie convinzioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I bambini non riescono a comprendere la diversità umana e credono che tutti provino gli stessi sentimenti che provano loro.&lt;br /&gt;Gli statalisti pensano che lo stato possa fare tutti felici allo stesso modo e non comprendono che valori diversi, abitudini, e inclinazioni individuali vivono in un naturale ed inevitabile stato di disaccordo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I bambini credono che chi non vuole giocare con loro sia cattivo.&lt;br /&gt;Gli statalisti pensano che chi non vuole partecipare al loro gioco sia cattivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I bambini hanno bisogno che i genitori si prendano cura di loro come funzionari pubblici che si occupano dei loro elettori. &lt;br /&gt;Gli statalisti vedono gli imprenditori che si occupano principalmente dei loro affari come pessimi genitori che trascurano i loro figli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I bambini rimangono sconvolti quando qualcuno umilia, offende o ridicolizza i loro genitori.&lt;br /&gt;Gli statalisti si indignano profondamente quando qualcuno critica lo stato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I bambini non dovrebbero fumare, giocare con le armi o guidare l’auto.&lt;br /&gt;Gli statalisti sono a favore del divieto di fumare, della proibizione dell’uso privato delle armi e del trasporto pubblico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I bambini credono che i loro genitori abbiano potere e ricchezza infinita.&lt;br /&gt;Gli statalisti vogliono che lo stato abbia potere e ricchezza infinita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I bambini dovrebbero giocare, e non comportarsi da adulti.&lt;br /&gt;Gli statalisti (progressisti) sono a favore della sessualità come gioco e di tutti i mezzi per evitare di diventare genitori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I bambini meritano il nostro plauso se si impegnano nelle cose che fanno, a prescindere dai risultati.&lt;br /&gt;Gli statalisti si aspettano il nostro plauso quando si impegnano nelle loro cose senza badare ai risultati.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37127547-7962012447222436732?l=azioneumana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://azioneumana.blogspot.com/feeds/7962012447222436732/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37127547&amp;postID=7962012447222436732&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/7962012447222436732'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/7962012447222436732'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://azioneumana.blogspot.com/2007/02/gli-statalisti-non-cresceranno-mai.html' title='#GLI STATALISTI NON CRESCERANNO MAI'/><author><name>H.I.M.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03325005079914510507</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_cq_MioufJ4c/R4kJaXS957I/AAAAAAAAAI8/KkZHF1IzVuI/S220/avatar9659_3.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_cq_MioufJ4c/RctMokocb_I/AAAAAAAAADo/zLuOO71WqGk/s72-c/grow.gif' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37127547.post-1660575826694166606</id><published>2007-02-08T14:39:00.000+01:00</published><updated>2008-12-09T13:40:57.179+01:00</updated><title type='text'>#DON'T SAVE A PRAYER FOR ME</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_cq_MioufJ4c/Rcsqi0ocb-I/AAAAAAAAADc/v9mDqXXrqr0/s1600-h/pra.gif"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_cq_MioufJ4c/Rcsqi0ocb-I/AAAAAAAAADc/v9mDqXXrqr0/s200/pra.gif" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5029160186621489122" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;Che lo stato abbia un connotato religioso è fuor di dubbio. E, altrettanto fuor di dubbio, non per colpa del cardinal Ruini. Né di ingerenze di qualche altro loquace affabile prelato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo stato ha un connotato religioso di per se stesso. Si (im)pone come dio. Ai suoi cittadini richiede un’irrazionale approccio fideistico. La religione secolare obbligatoria di cui si fa portatore è lo statalismo. Insegnato nelle scuole pubbliche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ha i suoi riti civici: elezioni, comizi, parate…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ha i suoi templi: camere, municipi, seggi…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ha i suoi dogmi: sovranità popolare, solidarietà nazionale, indivisibilità territoriale…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ha i suoi simboli: bandiere, gonfaloni, stemmi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ha, pure, i suoi sacerdoti: politici, amministratori, burocrati…e le sue preghiere, le sue feste…tutto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E non mancano neanche i comandamenti...&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Continua su &lt;a href="http://ideashaveconsequences.org/stato-nostro-che-sei-in-terra…/jacopo#more-76/"&gt;IHC&lt;/a&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37127547-1660575826694166606?l=azioneumana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://azioneumana.blogspot.com/feeds/1660575826694166606/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37127547&amp;postID=1660575826694166606&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/1660575826694166606'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/1660575826694166606'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://azioneumana.blogspot.com/2007/02/dont-save-prayer-for-me.html' title='#DON&apos;T SAVE A PRAYER FOR ME'/><author><name>H.I.M.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03325005079914510507</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_cq_MioufJ4c/R4kJaXS957I/AAAAAAAAAI8/KkZHF1IzVuI/S220/avatar9659_3.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_cq_MioufJ4c/Rcsqi0ocb-I/AAAAAAAAADc/v9mDqXXrqr0/s72-c/pra.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37127547.post-1615176111090686279</id><published>2007-02-07T17:28:00.000+01:00</published><updated>2008-12-09T13:40:57.986+01:00</updated><title type='text'>#DELLA VERITA' E DELLE SUPERSTIZIONI</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_cq_MioufJ4c/Rcn-ioZLi3I/AAAAAAAAADQ/jTYZ45p5vEM/s1600-h/RC.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_cq_MioufJ4c/Rcn-ioZLi3I/AAAAAAAAADQ/jTYZ45p5vEM/s200/RC.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5028830329847909234" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;L’unica facoltà di cui Dio o la natura (ai nostri fini sono la medesima cosa) ci ha dotato per scoprire e comprendere la natura del mondo, ed anche noi stessi, è la razionalità, ovvero la capacità di pensare e ragionare. Come ogni altra facoltà naturale, la razionalità può essere usata correttamente come pure in modo sbagliato: quando la razionalità è usata in maniera appropriata, le idee che formuleremo conseguentemente saranno razionali. Al contrario, quando la usiamo male le idee che ne risulteranno saranno irrazionali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le nostre convinzioni sono quelle idee che reputiamo essere vere, sicché quando queste derivano da un corretto uso della ragione le nostre convinzioni saranno sia razionali e sia vere. Quando invece le nostre convinzioni derivano da un uso non corretto della ragione, esse saranno irrazionali e false. &lt;br /&gt;La definizione per le idee raggiunte irrazionalmente è: superstizioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La storia e i fatti del mondo spesso sembrano inesplicabili e le spiegazioni che ne danno gli intellettuali, le autorità e gli “esperti” sembrano surreali quasi quanto gli eventi che essi tentano di spiegare. In quest’epoca di grandi conquiste tecniche ed intellettuali in ambito storico, atti barbari, crudeli e distruttivi sono eventi all’ordine del giorno. Il mondo appare non più civilizzato, ma meno di quanto lo era anche solo 50 anni fa. Anche nel più civilizzato dei paesi, maleducazione, volgarità, e violenza prevalgono. Non solo questi atti provocano danni enormi alle persone e alle loro proprietà che li subiscono, ma sovente sono auto-distruttivi per chi li compie. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto il comportamento umano è determinato da scelte individuali, ed ogni scelta è determinata da ciò in cui un individuo crede. Quegli individui le cui convinzioni sono vere, faranno le scelte che si conformano alla realtà. Al contrario, gli individui le cui convinzioni sono false, faranno scelte in conflitto con la realtà. Tutto il comportamento malvagio è causato in definitiva dall’ignoranza della verità, e l’ignoranza della verità è, come abbiamo visto, il risultato di ragionamenti inesatti. &lt;br /&gt;All’origine di tutta la malvagità vi è pertanto la superstizione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La superstizione ha permeato talmente a fondo la nostra società ad ogni livello, che il vero significato di verità è difficilmente compreso. Come facciamo a capire se le nostre convinzioni sono vere oppure no, se non sappiamo cosa sia la verità?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;COS’È LA VERITÀ&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Molti filosofi sembrano avere un rapporto difficile con la verità. Per loro, infatti, esistono molti tipi di verità:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- analitica vs sintetica&lt;br /&gt;- necessaria vs contingente&lt;br /&gt;- logica vs fattuale&lt;br /&gt;- a priori vs a posteriori&lt;br /&gt;- empirica vs non empirica&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel mondo di questi filosofi, la verità non è mai assoluta e la realtà è colma di paradossi. Questo finché i filosofi fanno i filosofi. Quando invece sono genitori, la storia cambia. Mentre provano a dimostrare al mondo che la verità è impossibile da comprendere e stabilire in modo assoluto, puniscono i loro figli per aver trasgredito ad un ordine che gli avevano dato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quindi, ciò che noi intendiamo per verità è quello che i filosofi intendono per verità quando sono padri e madri o quando sono davanti al loro agente di assicurazioni. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma se la verità è così strettamente connessa alla realtà, come possiamo definirla esattamente?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;REALTÀ&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per realtà si intende tutto ciò che è, nel modo in cui è.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La realtà è ciò che è, se nessuno sa ciò che così non è. La realtà include tutto ciò che è ed esclude tutto ciò che non è. Essa include tutto, non come una collezione a caso di cose senza rapporti tra loro, ma ogni entità, ogni avvenimento ed ogni rapporto che tra loro intercorre. Include anche le finzioni come finzioni, le allucinazioni come allucinazioni, i fatti storici come fatti storici e le cose materiali come cose materiali. La realtà non include le finzioni (come Babbo Natale) come fatti materiali o storici. Include il fatto che Babbo Natale è una finzione comunemente usata per far felici i bambini nel periodo natalizio. Non include omini verdi, alberi parlanti e sedie che volano, ma include il fatto che se una persona assume un certo dosaggio di LSD o di mescalina, molto probabilmente vedrà tutte queste cose credendo che siano reali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;VERITÀ&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per verità intendiamo ciò che descrive correttamente la realtà o qualunque aspetto di essa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’esempio seguente dimostra il significato sia di realtà che di verità. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Supponiamo di essere assetati e di trovare una bottiglia contenente un liquido incolore e inodore. Il liquido contenuto in questa bottiglia potrebbe essere sia acqua, sia un veleno mortale. Se decidiamo di bere quel liquido accadrà una delle seguenti due cose: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a) la nostra sete sarà gradevolmente appagata&lt;br /&gt;b) soffriremo di un dolore straziante e moriremo &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La realtà è ciò che il liquido nella bottiglia effettivamente è. La verità è qualunque cosa descriva correttamente quel liquido. Se il liquido è veleno, soltanto una proposizione che afferma che il liquido nella bottiglia è veleno è vera. Se crediamo che il liquido sia acqua e lo beviamo, moriremo. Se la maggioranza delle persone è convinta che quel liquido sia acqua e decidesse pertanto che si può bere, si capisce facilmente perché la malvagità –che deriva dalla superstizione- è così diffusa.&lt;br /&gt;La verità non è determinata dalla convinzione, dal consenso, dai sentimenti o dalle percezioni. È determinata dalla realtà. È determinata da ciò che è così com’è. Non importa se nessuno ci crede. Nel nostro caso, la verità è determinata da ciò che c’è realmente nella bottiglia e soltanto una dichiarazione che descriva correttamente il suo contenuto rappresenta la verità.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37127547-1615176111090686279?l=azioneumana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://azioneumana.blogspot.com/feeds/1615176111090686279/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37127547&amp;postID=1615176111090686279&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/1615176111090686279'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/1615176111090686279'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://azioneumana.blogspot.com/2007/02/della-verita-e-delle-superstizioni.html' title='#DELLA VERITA&apos; E DELLE SUPERSTIZIONI'/><author><name>H.I.M.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03325005079914510507</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_cq_MioufJ4c/R4kJaXS957I/AAAAAAAAAI8/KkZHF1IzVuI/S220/avatar9659_3.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_cq_MioufJ4c/Rcn-ioZLi3I/AAAAAAAAADQ/jTYZ45p5vEM/s72-c/RC.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37127547.post-4004592378888985144</id><published>2007-02-07T08:34:00.000+01:00</published><updated>2008-12-09T13:40:58.082+01:00</updated><title type='text'>#SUL LUNGO TERMINE</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_cq_MioufJ4c/RcmDuIZLi2I/AAAAAAAAADE/s1AFrHD9Hlk/s1600-h/Tree.png"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_cq_MioufJ4c/RcmDuIZLi2I/AAAAAAAAADE/s1AFrHD9Hlk/s200/Tree.png" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5028695287486188386" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;Mi ricordo una conversazione con un vecchio che coltivava alberi, nel mio paese. Io gli chiesi di vendermi un grande albero per il mio giardino. Egli rispose: "Tutti oggi vogliono grandi alberi. Li vogliono subito, senza curarsi del fatto che gli alberi crescono lentamente e ci vogliono tempo e fatica per farli crescere. Tutti oggi hanno fretta" concluse amaramente "e non so perché."&lt;br /&gt;Keynes avrebbe potuto spiegarglielo: la gente pensa che a lungo termine sarà morta.&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bruno Leoni, "La libertà e la legge".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37127547-4004592378888985144?l=azioneumana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://azioneumana.blogspot.com/feeds/4004592378888985144/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37127547&amp;postID=4004592378888985144&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/4004592378888985144'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/4004592378888985144'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://azioneumana.blogspot.com/2007/02/sul-lungo-termine.html' title='#SUL LUNGO TERMINE'/><author><name>H.I.M.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03325005079914510507</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_cq_MioufJ4c/R4kJaXS957I/AAAAAAAAAI8/KkZHF1IzVuI/S220/avatar9659_3.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_cq_MioufJ4c/RcmDuIZLi2I/AAAAAAAAADE/s1AFrHD9Hlk/s72-c/Tree.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37127547.post-5673020500863734163</id><published>2007-02-01T17:10:00.000+01:00</published><updated>2008-12-09T13:40:58.241+01:00</updated><title type='text'>#PARADOSSI ECONOMICI</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_cq_MioufJ4c/RcIRacSrZwI/AAAAAAAAAC4/NWHVzbLYVsI/s1600-h/cm.gif"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_cq_MioufJ4c/RcIRacSrZwI/AAAAAAAAAC4/NWHVzbLYVsI/s200/cm.gif" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5026599280067700482" /&gt;&lt;/a&gt;Perché i diamanti costano più dell’acqua? In fondo, l’acqua è vitale per la sopravvivenza umana e tuttavia basta entrare in un bar e chiederne un bicchiere per potersi dissetare gratis. In alcuni posti magari ci chiederanno 50 centesimi e subito non mancheremo di inveire contro quei bastardi che ci rapinano per un goccio d’acqua. D’altra parte, i diamanti che in definitiva sono solo delle pietre luccicanti usate come ornamento, se ci fossero offerti a 50 centesimi al bicchiere c’è da scommettere che ne saremmo ben lieti. Ugualmente, se ci presentassimo ad una giovane donna con un bicchiere d’acqua come regalo di fidanzamento, con buona probabilità ben presto diverremmo noi stessi il bersaglio di quel bicchiere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo dilemma, noto anche come “paradosso dell’acqua e del diamante", è il cuore della scienza economica. Adam Smith ne “La ricchezza delle Nazioni” del 1776 individua la questione, ma propone una soluzione sbagliata. Egli, infatti, tenta di risolvere il problema sostenendo che ogni bene venduto sul mercato ha un valore d’uso ed un valore di scambio. Un diamante, quindi, ha un basso valore d’uso ed un alto valore di scambio, così come l’acqua ha un alto valore d’uso ed un basso valore di scambio. Smith supponeva che il valore di scambio di un oggetto derivasse dalla quantità di lavoro necessaria per produrlo, tuttavia egli non si è mai avventurato nella stesura di una teoria che spiegasse concretamente il valore d’uso dell’oggetto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La teoria del valore-lavoro, l’idea cioè che l’ammontare delle ore di lavoro richiesto per produrre qualcosa determini il valore stesso del bene, comparirà succesivamente negli scritti di Marx, molto probabilmente proprio perché il tentativo di Smith di trovare una soluzione al paradosso dell’acqua e del diamante si dimostrò del tutto insoddisfacente in quanto lasciava la domanda fondamentalmente intatta. Perché siamo disposti a concedere più denaro in cambio di beni dal basso valore d’uso? E soprattutto, perché esiste una dicotomia tra il valore d’uso e il valore di scambio?&lt;br /&gt;Furono domande inevase come queste a dar vita a quella che fu una vera e propria rivoluzione nel pensiero economico, la rivoluzione marginalista, appunto. &lt;br /&gt;In verità, altri pensatori prima di Smith provarono a dare una risposta al dilemma. Fra questi vi fu anche Galileo, che arrivò ad una soluzione vicina a quella marginalista un secolo prima che Smith rendesse nuovamente popolare la questione, pur contribuendo a fare ulteriore confusione al suo riguardo. Ma nessuno vi riuscì finché, grazie al lavoro di Carl Menger, non si dimostrò che il trattamento completo della questione è possibile solo in un contesto in cui sia universalmente applicabile un concetto di valore, ovvero il concetto di utilità marginale su cui è imperniata la teoria soggettiva del valore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per comprendere meglio la risposta marginalista al paradosso, immaginiamo di essere nel deserto. Dopo un giorno di vagabondaggio alla ricerca dell’oasi più vicina, ormai ad un passo dalla morte per disidratazione, un tuareg si avvicina. In una mano tiene una bottiglia di acqua, nell’altra un diamante grande come una mela. Ci chiede di scegliere  una delle due cose ed ovviamente noi scegliamo l’acqua. Dieci minuti dopo, arriva un altro tuareg che ci fa la medesima proposta e noi nuovamente indichiamo l’acqua. La stessa scena si ripete per dozzine di volte nell’arco di poche ore, al punto che avremo una discreta riserva d’acqua e qualcosa inizierà a mutare nel nostro modo di pensare, fino a quando, gonfi come otri, opteremo per il diamante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo semplice esempio è la dimostrazione della legge dell’utilità marginale. Tale legge stabilisce che quando possediamo più unità di un determinato bene, l’unità marginale  – cioè l’unità del bene che non riteniamo indispensabile per soddisfare le nostre necessità – sarà da noi considerata di minor valore rispetto alle altre unità dello stesso bene che già possediamo. La spiegazione è molto semplice: destiniamo la prima unità di un bene all’uso più importante e pertanto gli attribuiamo un valore maggiore: useremo infatti la prima bottiglia d’acqua per mantenerci in vita, la seconda per mantenere un buon grado di idratazione, la terza per lavarci la faccia e la quarta per lavarci i vestiti. Rimanere vivi è più importante di indossare un diamante, ma possiamo tranquillamente rinunciare a lavare i nostri vestiti per un gioiello luccicante.&lt;br /&gt;Non scegliamo mai tra tutta l’acqua e tutti i diamanti, ma soltanto tra l’unità marginale di acqua e l’unità marginale di diamanti. Se i tuareg del deserto venissero a farci la loro proposta al fresco del nostro appartamento climatizzato, non esiteremmo un istante e ci prenderemmo il diamante di gran corsa.  L’uso marginale di una bottiglia d’acqua non è più per sopravvivenza, ma semplicemente ci risparmia la seccatura di alzarci per andare a riempire la bottiglia alla fontana. Nel mondo in cui oggi viviamo, l’acqua è talmente abbondante che il suo valore marginale è esiguo, mentre i diamanti, che sono scarsi, hanno un valore elevato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La teoria dell’utilità marginale è uno strumento potente che può essere usato spiegare molti altri paradossi del mondo moderno. Ad esempio, perché Alvaro Recoba guadagna più di un insegnante di liceo? Forse, (sì, forse) ricevere l’insegnamento scolastico è più prezioso di guardare qualcuno che prende a calci un pallone. Tuttavia, se il mondo perde un insegnante, pazienza, ce ne sono fin troppi e gli effetti negativi sulla società sarebbero davvero irrilevanti – a voler essere cattivi, si potrebbe dire che la società ne trarrebbe solo benefici. Gli insegnanti sono meno scarsi (in termini quantitativi, of course) e più facili da sostituire rispetto ad un fuoriclasse del football. Gli studenti potrebbero essere semplicemente distribuiti fra le aule di altri insegnanti. Di Recoba, invece, ce n’è solo uno e quindi c’è scarsità di talenti sportivi come il suo. Gli insegnanti di liceo invece sono come l’acqua: “importanti”, ma abbondanti, mentre Recoba è un diamante frivolo, ma scarso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per concludere, il paradosso dell’acqua e del diamante è uno dei temi più intriganti dell’economia che ha stuzzicato per secoli l’interesse di studiosi e operatori, perciò se la prossima volta la vostra banca dovesse ancora rifiutarsi di farvi depositare qualche cassa di Ty-Nant, non chiedetevi il perché.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37127547-5673020500863734163?l=azioneumana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://azioneumana.blogspot.com/feeds/5673020500863734163/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37127547&amp;postID=5673020500863734163&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/5673020500863734163'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/5673020500863734163'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://azioneumana.blogspot.com/2007/02/paradossi-economici.html' title='#PARADOSSI ECONOMICI'/><author><name>H.I.M.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03325005079914510507</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_cq_MioufJ4c/R4kJaXS957I/AAAAAAAAAI8/KkZHF1IzVuI/S220/avatar9659_3.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_cq_MioufJ4c/RcIRacSrZwI/AAAAAAAAAC4/NWHVzbLYVsI/s72-c/cm.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37127547.post-5964791059190817542</id><published>2007-02-01T11:28:00.000+01:00</published><updated>2008-12-09T13:40:58.445+01:00</updated><title type='text'>#HANDS OFF MKTG DIRECTOR</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_cq_MioufJ4c/RcHG1MSrZvI/AAAAAAAAACs/SQG7I6ohOy8/s1600-h/spot.gif"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_cq_MioufJ4c/RcHG1MSrZvI/AAAAAAAAACs/SQG7I6ohOy8/s320/spot.gif" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5026517276257117938" /&gt;&lt;/a&gt;La pubblicità (adv) è forse l’aspetto della cultura capitalista più malignamente criticato al giorno d’oggi. “Non s’interrompe un’emozione” è l’urlo di battaglia dei moralizzatori che non sopportano l’irruzione di un volgare spot pubblicitario nel loro cult movie preferito. Per gli internauti la cosa sembra ancor più fastidiosa. Sebbene i browser ed i client di posta più diffusi siano oramai dotati di dispositivi per il blocco dello spam e dei pop-up che rallentano la navigazioni tra i siti internet, molte web communities fanno pressing sulle autorità statali affinché queste limitino per legge la diffusione degli annunci in rete.&lt;br /&gt;I più agguerriti nemici dell’adv sostengono che esso incentivi il materialismo o addirittura che sia a fondamento del dannoso stacanovismo consumista che affligge la nostra società.&lt;br /&gt;Anche fra gli economisti l’adv non gode di ottima fama. Lo definiscono “rent-seeking” derubricandolo come “uso improduttivo di risorse”. In sostanza, dicono questi illustri studiosi, si potrebbe fare tranquillamente a meno della pubblicità giacché essa non crea ricchezza, ma  semplicemente causa una ricchezza fittizia mediante il sotterfugio. Nel fare pubblicità, insomma, vengono impiegate risorse reali che rappresentano una perdita oggettiva per l’impresa che se ne avvale senza che come controparte si determini un reale aumento della produzione. &lt;br /&gt;Anche luminari dalle note inclinazioni libertarie come John Lott e Gordon Tullock si sono espressi negativamente sulla pubblicità.&lt;br /&gt;Il giudizio unanime sull’advertising pare quindi inappellabile: si tratta di una creatura ignobile che va allontanata dal mercato. &lt;br /&gt;Purtroppo (o per fortuna), il giudizio unanime a volte toppa. Certamente l’advertising non è un’attività “utile”; esistono aziende che non ne fanno uso e prosperano ugualmente - anche se da una più attenta analisi emergerebbe che tali imprese, più o meno volontariamente, adottano comunque delle strategie di mktg che, per quanto elementari, consentono il posizionamento di un brand o di un prodotto. &lt;br /&gt;Tuttavia le conseguenze positive dell’adv sono innegabili. Si tratta, in effetti, dello strumento più efficace per promuovere un bene sul libero mercato. &lt;br /&gt;Se prendessimo un economista “mainstream” di estrazione classica e lo teletrasportassimo in un mondo senza radio egli potrebbe sostenere che tale medium non può esistere senza la sovvenzione statale. Difatti, una volta che un segnale radio è stato trasmesso non ci sarebbe mezzo per forzare le persone a pagare per ascoltarlo. Ad un consumatore non può essere impedito di ascoltare la radio se rifiuta di pagare perché, in una determinata area, il segnale deve essere accessibile a tutti o a nessuno. Ma, nel mondo reale, l’adv che l’economista mainstream rigetta rappresenta l’ingrediente magico. Infatti, anziché far pagare gli ascoltatori, le radio fanno pagare gli inserzionisti pubblicitari affinché questi possano raggiungere i loro potenziali clienti attraverso gli spot che la radio trasmette. Così, mentre l’economista postula il fallimento del mercato per l’assenza della radio, i consumatori possono scegliere fra centinaia di stazioni gratis.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’adv è la linfa vitale per le radio, le tv commerciali ed il free-press, ma è anche la ragione per cui i quotidiani, i news-magazine ed altri periodici sono venduti ad un prezzo inferiore a quello della carta su cui vengono stampati. L’adv abbassa inoltre i costi di abbonamento ai magazine, ma soprattutto riveste un ruolo fondamentale nell’era dell’informazione globalizzata. &lt;br /&gt;Se volete sapere il nome della band che canta “Don’t tread on me” non dovete fare altro che digitare il quesito in Google e in meno di dieci secondi avrete la risposta senza scucire un cent. Perché Google fa tutto questo per voi? Forse perché è un’organizzazione di magnanimi filantropi che ha a cuore il vostro bagaglio culturale? O forse perché non ha bisogno di chiedervi soldi dato che li ha già ottenuti da chi espone quei piccoli annunci che stanno in cima alla vostra ricerca?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37127547-5964791059190817542?l=azioneumana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://azioneumana.blogspot.com/feeds/5964791059190817542/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37127547&amp;postID=5964791059190817542&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/5964791059190817542'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/5964791059190817542'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://azioneumana.blogspot.com/2007/02/hands-off-mktg-director.html' title='#HANDS OFF MKTG DIRECTOR'/><author><name>H.I.M.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03325005079914510507</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_cq_MioufJ4c/R4kJaXS957I/AAAAAAAAAI8/KkZHF1IzVuI/S220/avatar9659_3.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_cq_MioufJ4c/RcHG1MSrZvI/AAAAAAAAACs/SQG7I6ohOy8/s72-c/spot.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37127547.post-1116132763799727327</id><published>2007-01-23T09:49:00.000+01:00</published><updated>2008-12-09T13:40:58.596+01:00</updated><title type='text'>#GRANDI, GROSSE, ENORMI YARD BALLE, COMPAGNO SIR!</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_cq_MioufJ4c/RbXVOMSrZuI/AAAAAAAAACg/caRBMMfEcKE/s1600-h/tag.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_cq_MioufJ4c/RbXVOMSrZuI/AAAAAAAAACg/caRBMMfEcKE/s320/tag.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5023155399196108514" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Interessandosi al fenomeno Kyrill, uno potrebbe aver visto ieri sera la puntata di Primo Piano su RAI3, un programma di approfondimento che per approfondire chiama in trasmissione un famoso studioso di ingegneria ambientale, tal Giobbe Covatta, ed un imparziale commentatore esterno, tal Roberto Della Seta, presidente di Legambiente, i quali sostengono, il primo che "ci preoccupiamo tanto di quelli coi candelotti nella cintura, ma ancora non abbiamo compreso che il vero terrorismo è il mercato", il secondo che gli USA, proprio per aver rifiutato di sottoscrivere il protocollo (ma sarebbe più corretto il manifesto) di Kyoto, hanno visto aumentare nell'ultimo periodo le proprie emissioni nocive, quando i giornali (pochi per la verità) tempo fa dicevano l'esatto contrario. Su Covatta che dire? Credevo fosse solo un comico incapace, ma evidentemente sta provando a far diventare un professione la sua indomabile abilità nel far piangere. Il secondo è semplicemente un che mente sapendo di mentina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://happytrails.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=1327973"&gt;Leggersi Stagnaro, pls&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37127547-1116132763799727327?l=azioneumana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://azioneumana.blogspot.com/feeds/1116132763799727327/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37127547&amp;postID=1116132763799727327&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/1116132763799727327'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/1116132763799727327'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://azioneumana.blogspot.com/2007/01/grandi-grosse-enormi-balle-compagno-sir.html' title='#GRANDI, GROSSE, ENORMI YARD BALLE, COMPAGNO SIR!'/><author><name>H.I.M.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03325005079914510507</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_cq_MioufJ4c/R4kJaXS957I/AAAAAAAAAI8/KkZHF1IzVuI/S220/avatar9659_3.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_cq_MioufJ4c/RbXVOMSrZuI/AAAAAAAAACg/caRBMMfEcKE/s72-c/tag.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37127547.post-4685320509605118818</id><published>2007-01-19T17:18:00.000+01:00</published><updated>2007-01-19T17:25:56.676+01:00</updated><title type='text'>#LIBERTÀ NEGATIVA</title><content type='html'>Molti avversari del libertarismo (inclusi gli anarchici collettivisti), criticano la concezione liberale e libertaria di libertà sostenendo che tali culture politiche concepiscono la libertà esclusivamente in termini di libertà negativa. Questa critica, nel tempo, ha assunto forme diverse: libertà positiva contro libertà negativa, libertà sostanziale contro libertà formale, libertà effettiva contro libertà dichiarata, ma, nel complesso, l’idea comune è che i libertari sono molto interessati alla libertà intesa come assenza di coercizione e poco, o per nulla, interessati alle differenze di ricchezza e di potere che poi fondamentalmente sono quelle che determinano il grado di libertà effettiva di un individuo. Un clochard e Rupert Murdoch possono anche avere la stessa libertà negativa, ma certamente Murdoch ha qualche possibilità in più del clochard di esercitare la propria libertà. Così il ragionamento prosegue fino a giungere alla classica conclusione: i libertari si battono per una società libera in cui formalmente tutti sono liberi ma solo pochi privilegiati hanno qualche libertà effettiva. Seducente, ma sbagliato su più livelli. &lt;br /&gt;Innanzitutto, un simile ragionamento è fondato su una pessima conoscenza delle scienze economiche. Nel background di un ragionamento come quello sopra esposto, risuona spesso l’idea che l’economia di mercato sia un gioco a somma zero. È falso, ovvio, sebbene vada detto che più l’interferenza dello stato si fa invasiva negli scambi volontari del mercato e più l’economia diventa a somma zero. Ad un livello non molto più sofisticato di pensiero, molti collettivisti ritengono che il mercato, di per sé, rende il ricco più ricco ed il povero più povero e che tende, infine, a creare concentrazioni di potere economico e quindi condizioni favorevoli al monopolio. Falso anche questo. Il mercato libero sicuramente rende il ricco più ricco, ma tende a far ricco, o più ricco, anche il povero. Ciò che più conta, però, è che l’intensa competizione del mercato rappresenta un deterrente eccezionale contro le concentrazioni di potere economico. Inoltre, mentre sempre ci sono state e sempre ci saranno persone e società che ottengono risultati migliori di altre, allo stesso tempo, è difficile che, in un contesto di reale concorrenza, lo stesso soggetto cavalchi l’onda del successo indefinitamente.&lt;br /&gt;Ad ogni modo, la critica è sbagliata soprattutto sul piano filosofico. Per i libertari il ruolo della giustizia è quello di proteggere l’esercizio della libertà piuttosto che la sua effettività. E giustizia non va inteso come un concetto ampio e vago fondato su nozioni di equità sociale o cose simili; per giustizia intendo l’uso legittimato della forza nel tentativo di proteggere la libertà degli individui.&lt;br /&gt;La domanda per il libertario, quindi, non è se la libertà effettiva sia misurabile (certo che lo è), ma se gli individui hanno diritto ad usare la forza per proteggerla. A questa domanda i libertari rispondono negativamente.&lt;br /&gt;Prendiamo il suicidio, per esempio. Quando un individuo informato, autonomo e in possesso di tutte le facoltà mentali decide che vuole interrompere la propria vita, esercita la libertà in un modo che compromette senza dubbio l’effettività futura della sua libertà. Ma possiamo usare la forza per impedirgli di fare ciò che ha deciso, proteggendo così la sua libertà effettiva? &lt;br /&gt;C’è un nome per questo tipo di atteggiamento nei confronti della libertà: paternalismo.&lt;br /&gt;O, supponiamo che una persona perda il lavoro e non abbia molti soldi messi da parte. È indubbio che quella persona si appresti a passare un periodo di avversità finanziarie e che pertanto la sua libertà effettiva con buona probabilità diminuirà. Può egli (o lo stato, o la società, o una banda di anarchici) usare la forza per proteggere la sua libertà positiva da un’ulteriore diminuzione? &lt;br /&gt;Eppure, nel nome della conservazione della libertà, lo stato obbliga gli individui a pagare per lui, sia che lo vogliano, oppure no. C'è un nome anche per questo tipo atteggiamento nei confronti della libertà: furto.&lt;br /&gt;Se qualcuno è senz’auto e io gli presto la mia per un giorno, ho migliorato la sua libertà positiva. Quando andrò a riprenderla avrò di nuovo ridotto la sua libertà. Ma questa può dirsi una violazione della sua libertà positiva? Ha diritto quella persona di usare la forza contro di me per proteggere la sua libertà positiva?&lt;br /&gt;Il punto è che consentendo l’uso della forza per proteggere l’effettività della libertà, inevitabilmente si entra in conflitto col fondamentale diritto dell’uomo all’esercizio della libertà. &lt;br /&gt;Inoltre, l’aspetto fondamentale della nozione di libertà negativa è che si può fare come ci pare e piace fino a quando non si ostacola la libertà negativa degli altri. Al contrario, è proteggendo la libertà positiva mediante l’uso della forza (o la sua minaccia) che si vìola la libertà negativa degli altri, pertanto ciò non dovrebbe essere consentito.&lt;br /&gt;Quando libertà positiva e libertà negativa entrano in conflitto, è a quest’ultima che deve prestare attenzione.&lt;br /&gt;Gli avversari del libertarismo, inoltre, considerano la libertà negativa come una semplice copertura ideologica per il dominio (borghese, capitalista o qualunque altra cosa) che pertanto dovrebbe essere rifiutata. E se questo atteggiamento non sorprende da parte dei comunisti autoritari, da chi si definisce anarchico fa un po’ specie. Come definirli? Anarco paternalisti? &lt;br /&gt;E mentre libertà negativa libertà positiva possono essere anzi, grazie al cielo sono, conflittuali, entrambe le teoria dimostrano che il modo migliore per promuovere e proteggere la libertà positiva è proteggere rigorosamente la libertà negativa. Quando agli individui è consentito di essere liberi, prosperano.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37127547-4685320509605118818?l=azioneumana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://azioneumana.blogspot.com/feeds/4685320509605118818/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37127547&amp;postID=4685320509605118818&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/4685320509605118818'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/4685320509605118818'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://azioneumana.blogspot.com/2007/01/libert-negativa.html' title='#LIBERTÀ NEGATIVA'/><author><name>H.I.M.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03325005079914510507</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_cq_MioufJ4c/R4kJaXS957I/AAAAAAAAAI8/KkZHF1IzVuI/S220/avatar9659_3.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37127547.post-2535523009796167065</id><published>2007-01-19T09:36:00.000+01:00</published><updated>2008-12-09T13:40:58.751+01:00</updated><title type='text'>#IL RELATIVISMO È UN MITO. CHI CI CREDE?</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_cq_MioufJ4c/RbCDQm1KcpI/AAAAAAAAAB8/aKGw0T5PH0s/s1600-h/antirelativistart.gif"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_cq_MioufJ4c/RbCDQm1KcpI/AAAAAAAAAB8/aKGw0T5PH0s/s320/antirelativistart.gif" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5021657905842778770" /&gt;&lt;/a&gt;L’issue è un po’ passata di moda, ma la questione del relativismo è cruciale per la teoria della libertà e per la filosofia morale più in generale, perciò mi cimenterò lo stesso. L’obiettivo di questo post è dimostrare che il relativismo morale è un mito inaccettabile per qualunque persona disposta ad esaminare criticamente i propri principi. Pertanto, dichiaro sin da subito che chiunque pretenda di definirsi relativista morale o è in malafede, oppure non sa di cosa sta parlando. Chi mi conosce personalmente e dovesse ritrovarsi in parte o del tutto nel profilo del relativista qui descritto, non se la prenda; la mia non è una condanna al rogo degli infedeli, ma un più banale invito a riflettere sulle difficoltà che si incontrano nel sostenere una qualsiasi convinzione etica quando ci si definisce relativisti. In fondo, è quel che penso, e pare a me che commetterei un inutile atto di ipocrisia a dire che non è così.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I due tratti principali del relativismo sono:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a) La convinzione secondo cui non esistono principi universali, ma soltanto valutazioni umane astratte e soggettive. Le verità morali sono relative, ovvero la bontà di un’azione dipende dal - o consiste nel - atteggiamento (intenzione) tenuto da un individuo o un gruppo di individui nel compiere tale azione e può quindi variare da soggetto a soggetto;&lt;br /&gt;b) Le azioni basate su questa convinzione dimostrano chiaramente che l'agente sta più o meno agendo coerentemente con il relativismo morale, nei fatti l’unica e vera la posizione filosofica possibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo tipo di situazione, la convinzione viene prima, l’azione segue, ma l'azione compiuta ci dice qualcosa sulla convinzione e quindi chiarisce l’intenzione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quotidianamente ci imbattiamo in affermazioni che rivelano una chiara origine relativista:  “quel che è vero per te può non esserlo per me”, “niente è realmente giusto o sbagliato” “solo la cultura di un preciso momento storico determina il valore etico di un gesto”, “i giudizi etici sono solo una questione di opinione personale” ,“nessuna società è migliore o peggiore di un'altra”,”quelli che oggi consideriamo crimini in passato rappresentavano la normale amministrazione delle cose”, e così via.&lt;br /&gt;Inoltre, spesso i relativisti morali abbastanza audaci da ammettere di esserlo, sentenziano: “Tutte le convinzioni morali sono relative e questo è quanto!” o altre asserzioni più o meno filosofiche. &lt;br /&gt;Curioso anche osservare come dichiarazioni analoghe a quelle sopra citate, in una normale conversazione, siano tacitamente accettate come si trattasse di verità su cui nessuno dovrebbe dubitare. Non solo, ma generalmente i paladini del relativismo hanno una ben precisa opinione di se stessi: pensatori liberi, con la mente sgombra da ridicoli pregiudizi, gente originale, moderna, “who take a different point of view”. Il relativismo, in realtà, è invasivo, capillare e incombente. Insomma, banalmente ovunque; al punto che i più diffusi sondaggi dicono che l’80% della popolazione occidentale è d’accordo con affermazioni tipo questa: “non esistono norme morali assolute”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;B&gt;MONEY TALKS, BULLSHIT WALKS&lt;/B&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora, in genere non metto mai in discussione le convinzioni individuali delle persone, a meno che non ne abbia una valida ragione; se qualcuno mi dice che la verità è una questione relativa, accetto ciò che quella persona dice di credere. Poi però, com’è naturale in una relazione umana, si confrontano affermazioni e azioni conseguenti. E qui casca l’asino. Immancabilmente, quelli che declamano “la verità è relativa” non agiscono mai come se ciò fosse vero. &lt;br /&gt;La convinzione personale è una cosa, le azioni un’altra, ed è nella dimensione dell’azione che il relativismo morale accusa il colpo fatale. Il vecchio adagio “le azioni parlano più delle parole” assume quindi un significato particolare. Infatti, il comportamento dei relativisti morali dimostra che essi sono in definitiva degli assolutisti morali, benché di tipo particolare: quelli che pretendono di essere il contrario di ciò che in realtà sono. Ed è questa la cosa avvilente. Lo stesso dichiararsi perentoriamente “relativista morale” non permette di mantenere l’impegno con la filosofia del relativismo morale. L’uomo è azione, non solo vita contemplativa e pertanto questo giudizio è indirizzato all’azione, non al presunto sostegno di una posizione filosofica. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tanto per citare: i promotori del “political correctness”, che vogliono censurare forme di espressione ritenute offensive per le minoranze. La maggior parte di queste persone pretende di essere relativista morale, ma promuove una dottrina che include un programma assolutista, cioè, “le dichiarazioni politicamente inopportune devono essere eliminate dal linguaggio pubblico o addirittura proibite per legge”. Oppure i propugnatori del multiculturalismo: tutte le culture, e le pratiche ad esse collegate, devono essere considerate buone a priori, senza verificare cosa esse comportino concretamente. “È la cultura occidentale a seminare l’odio e quell’odio va estirpato” è la dichiarazione implicita nel luogo comune oramai sulla bocca di tutti che vorrebbe che “la contaminazione” tra culture sia sempre positiva, come se la tolleranza si potesse ridurre a mera disponibilità al dialogo col prossimo, anche qualora quest’ultimo fosse intenzionato a nuocerci. &lt;br /&gt;Gli abortisti di professione, poi, colpiscono per cinismo: pretendono di affermare che l’etica è una questione di opinione personale e poi tentano di annullare per vie legali qualunque opposizione a quella che chiamano “una conquista”.&lt;br /&gt;La verità è che il rifiuto ottuso e categorico di questi gruppi di soffermarsi a riflettere anche di fronte all’oggetto della disputa, nega, de facto, il confronto a qualsiasi opposizione filosofica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono semplici esempi di comportamento assolutista mascherato da relativismo morale, ma c’è dell’altro. I così detti “gruppi per l’emancipazione della donna”, molto attivi nel promuovere la loro peculiare forma di relativismo morale, sostengono che la condizione delle donne in Afghanistan è inumana, ma, per essere coerenti, essi dovrebbero dire che in fondo si tratta di una cultura diversa dalla nostra e che noi non abbiamo nessun diritto di giudicare se essa sia giusta o sbagliata. Lo stesso vale per quelli che difendono la libertà sessuale e poi si dicono contrari ai rapporti pedofili: per essere coerenti dovrebbero invece dire che si tratta di opinioni personali e che nessuno dovrebbe essere punito per simili comportamenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nessuno dei giudizi sopra citati riguardanti un’azione umana può essere ritenuto giusto o sbagliato senza richiamarsi ad una norma impiegata come criterio per giudicare un comportamento. Questa norma, per sua autentica natura, deve essere assoluta. Il relativismo morale, invece, non può richiamarsi a nessuna norma semplicemente perché esso prescrive che non vi sono norme. Si potrebbe continuare all’infinito con gli esempi di assolutismo morale mascherato da relativismo, ma la concisione, peraltro già violata, lo sconsiglia. Faccio solo una precisazione: lo pseudo relativista morale (perché è questo che essi sono realmente) non è interessato a convincerci personalmente che la sua posizione filosofica è vera impegnandosi in una discussione intellettuale. Dopotutto, come potrebbe? No, egli nelle discussioni sfugge, tergiversa, si appella al “benaltrismo”*, si intestardisce su dettagli del tutto trascurabili che vorrebbe far passare come le “grandi lacune” delle teorie che egli avversa, svia il discorso, inverte i piani della discussione, non risponde mai chiaramente, usa un linguaggio oscuro e poi si dimostra insofferente alla terminologia filosofica invocando una “leggerezza formale”, la quale, ahimè, se non si accompagna alla sostanza dei contenuti, altro non è che leziosa vacuità.&lt;br /&gt;Piuttosto, il relativista si interessa ai collettivi, ai corpi legislativi e giudiziari, nel tentativo di infilare nella loro produzione normativa le sue convinzioni. Cioè a dire che ciò che è legale e anche morale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;B&gt;L’ULTIMO CHIODO NELLA BARA DEL RELATIVISMO MORALE&lt;/B&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Attenzione, quando parlo della moralità del relativista non mi riferisco alla moralità in senso lato, all’essere corretti, a non mentire o al mantenere la parola data. Mi riferisco alle convinzioni morali che si intrecciano con la legge positiva. &lt;br /&gt;La moralità, o l’etica personale, ha niente a che vedere con la situazione in esame. La legge positiva è tutto ciò che conta. &lt;br /&gt;Rendere un’azione umana legale mediante la legge è cosa ben diversa dall’affermarne la moralità. Tutto ciò di cui abbiamo bisogno, secondo questa posizione filosofica, è dichiarare che qualcosa sia “legale” e, &lt;i&gt;ipso facto&lt;/i&gt;, essa diviene altresì moralmente giusta. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allora, per amore di discussione, accettiamo per un momento che ciò che è legale sia anche moralmente giusto. &lt;br /&gt;In tal caso, il relativista morale sarebbe spacciato, perché se fosse la legalità a definire la moralità di un’azione, allora qualunque critica a fenomeni come la Shoah, o l’11 settembre, o l’infibulazione, o la sottomissione delle donne in Afghanistan, o lo schiavismo nell’America del XIX secolo, lo sterminio dei Maya e lo sfruttamento dei bambini in Cina sarebbe del tutto fuori luogo e addirittura ingiusta. Difatti, tutte queste pratiche sono, o erano, perfettamente legali secondo gli ordinamenti in vigore, quindi, secondo la logica dei relativisti morali, tali pratiche dovrebbero essere anche moralmente giuste. Pochi, tra i relativisti morali che conosco, accetterebbero di buon grado di approvare moralmente simili mostruosità. &lt;br /&gt;Si appellerebbero ad una ipotetica incoerenza antropologica che impone di sospendere il giudizio se la cosa non ci riguarda direttamente, mentre quelli meno pigri intellettualmente insisterebbero nel dire che questi sono sì degli atti malvagi, ma solo perché li concepiamo con la nostra cultura storica. Ma, di grazia, è dato sapere con quali modelli, su quale piano filosofico, con che criteri, se giudicare le azioni umane è una questione relativa e non esistono norme assolute che possono essere usate per esprimere un giudizio? O tutti i principi morali sono relativi o, come nel caso dei positivisti logici ed alcuni altri, la moralità è semplicemente un gioco semantico che non ha un reale contenuto, oppure ci deve essere almeno un principio morale assoluto. Non si può sfuggire ad una logica tanto stringente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma torniamo all’affondo. Se i relativisti morali volessero sostenere una filosofia coerente, si troverebbero costretti a dire che:&lt;br /&gt;- Il cannibalismo è permesso se lo riteniamo moralmente corretto;&lt;br&gt; &lt;br /&gt;- Violentare un duenne è accettabile se ciò fa parte della nostra tradizione culturale;&lt;br&gt; &lt;br /&gt;- Stuprare la moglie è comprensibile se ciò è parte di un determinato sistema morale;&lt;br&gt;&lt;br /&gt;- Castrare giovani ragazzi è concesso se la pratica è diffusa tra un particolare popolo;&lt;br&gt;&lt;br /&gt;- La tortura è moralmente accettabile se è prevista dal sistema di diritto penale;&lt;br&gt;&lt;br /&gt;- Il sacrificio umano è consentito se è un’usanza di tal credo religioso;&lt;br&gt;&lt;br /&gt;- Certi gruppi etnici che altri gruppi etnici ritengono dannosi per loro stessi, possono essere sterminati se così prescrivono le credenze tribali di quei popoli;&lt;br&gt; &lt;br /&gt;- Hitler non dovrebbe essere giudicato moralmente riprovevole in quanto agiva legalmente secondo il codice giuridico del Terzo Reich;&lt;br&gt;&lt;br /&gt;- Stalin non agiva immoralmente quando ha ucciso milioni di persone innocenti perché applicava la legge vigente in Russia a quell’epoca contro l’opposizione politica al regime;&lt;br&gt;&lt;br /&gt;No, il relativista morale, tenuto conto dell’alta considerazione che ha di sé, difficilmente andrà in giro dicendo cose simili. &lt;br /&gt;Se non c’è almeno un principio assoluto che possa essere usato nell’ulteriore sviluppo di un sistema di filosofia morale oggettivamente fondato, allora nessuna teoria potrà reggere. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E qui, finalmente, ritorno al proposito iniziale del post. Il relativismo morale è un mito. Cioè, nessuno crede realmente nel relativismo morale, malgrado ciò che si dice. Tutto quel che basta fare è dare uno sguardo alle azioni del relativista morale, non serve valutarne le teorie. Dichiararsi relativisti rende colpevoli di ipocrisia, giacché si afferma una cosa e si pratica il contrario. E l’ipocrisia non è difficile da svelare. Il relativismo morale è la psicosi intellettuale, l’impulso irrazionale di chi tenta di dare nuova forma alla realtà che non piace, e per pigrizia non si riesce ad afferrare. In definitiva, il relativismo è l’incapacità di accettare la realtà e di trattarla logicamente per quello che effettivamente è. &lt;br /&gt;Ci deve essere almeno una norma razionale, oggettiva, attraverso la quale gli esseri umani possono giudicare se un’azione è giusta, corretta, appropriata. Certo, le norme possono essere più d’una, anzi, sarebbe consigliabile. Però, una almeno ci deve essere. E la scoperta di questa norma è in definitiva l’oggetto di studio di ciò che comunemente viene chiamata filosofia morale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;*Mutuo la definizione dal libro “I Nullafacenti” di Pietro Ichino, anche se qui è coniugata in modo del tutto particolare: mi riferisco alla visione olistica di chi rifiuta di affermare un principio specifico, e ritiene che sia in “benaltro” – cioè nel tutto, quindi nel nulla – che vada ricercata, semmai, un’approssimativa forma di realtà. &lt;/i&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37127547-2535523009796167065?l=azioneumana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://azioneumana.blogspot.com/feeds/2535523009796167065/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37127547&amp;postID=2535523009796167065&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/2535523009796167065'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/2535523009796167065'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://azioneumana.blogspot.com/2007/01/relativismo-il-mito-in-cui-non-crede.html' title='#IL RELATIVISMO È UN MITO. CHI CI CREDE?'/><author><name>H.I.M.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03325005079914510507</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_cq_MioufJ4c/R4kJaXS957I/AAAAAAAAAI8/KkZHF1IzVuI/S220/avatar9659_3.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_cq_MioufJ4c/RbCDQm1KcpI/AAAAAAAAAB8/aKGw0T5PH0s/s72-c/antirelativistart.gif' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37127547.post-4226839317515302279</id><published>2007-01-17T17:38:00.000+01:00</published><updated>2007-01-17T17:43:14.712+01:00</updated><title type='text'>#QUALE METODO?</title><content type='html'>La Scuola Austriaca ha spiegato con dovizia di argomenti che le scienze economiche, per loro natura, richiedono un approccio metodologico diverso dalle scienze fisiche. La ragione risiede nella differenza sostanziale tra i dati ultimi esaminati dalle scienze economiche e quelli studiati dalle scienze fisiche. Tali scienze, isolano causa ed effetto nel regno delle reazioni fisiche involontarie e inconsce. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad esempio, gli scienziati possono predire che combinando due molecole di idrogeno e di ossigeno otterremo sempre un liquido; o che una palla da biliardo, lanciata ad una determinata angolatura e velocità, finirà in buca in un preciso momento. Per scoprire causa ed effetto, le scienze fisiche confidano nell’immaginazione creativa, nell’ipotesi, che verrà poi sperimentata empiricamente mantenendo costanti tutte le variabili, eccetto una.&lt;br /&gt;Diversamente, nelle scienze economiche, l’oggetto dello studio è una tipologia diversa di dati - il regno della scelta umana. Al contrario degli esperimenti nelle scienze fisiche, gli esseri umani possiedono la volontà, la coscienza, la tendenza all’autodeterminazione. Come tale, l’azione umana è invariabilmente caratterizzata dall’imprevedibilità. Come ha osservato Rothbard, le scienze economiche sono lo studio delle implicazioni del fatto empiricamente osservabile che gli esseri umani “agiscono”: impiegano risorse scarse per conseguire gli obiettivi prescelti.&lt;br /&gt;Le scienze economiche dimostrano risultati certi largamente “prevedibili” nell’azione umana -risultati che rimangono sempre imprevedibili in un senso più stretto e più specifico. &lt;br /&gt;Quindi, sebbene la teoria austriaca possa predire attendibilmente il risultato dell’inflazione, cioè che i prezzi saranno più alti di quanto sarebbero altrimenti, nessuno ha la capacità di prevedere precisamente quanto alti, o quando, i prezzi saliranno. Il risultato preciso è il prodotto di milioni di scelte individuali, ciascuna delle quali è necessariamente ignota all’economista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In definitiva, tutta la conoscenza - dalla fisica, alla chimica alle scienze economiche fino alla storia – si regge sullo stesso fondamento epistemologico: il potere integrante della logica applicata alla prova dei sensi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37127547-4226839317515302279?l=azioneumana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://azioneumana.blogspot.com/feeds/4226839317515302279/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37127547&amp;postID=4226839317515302279&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/4226839317515302279'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/4226839317515302279'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://azioneumana.blogspot.com/2007/01/quale-metodo.html' title='#QUALE METODO?'/><author><name>H.I.M.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03325005079914510507</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_cq_MioufJ4c/R4kJaXS957I/AAAAAAAAAI8/KkZHF1IzVuI/S220/avatar9659_3.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37127547.post-354216998443038241</id><published>2007-01-16T15:51:00.000+01:00</published><updated>2008-12-09T13:40:59.390+01:00</updated><title type='text'>#PROPRIETÀ INTELLETTUALE: DIRITTO NATURALE?</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_cq_MioufJ4c/RazqG21KcnI/AAAAAAAAABo/sXVEEyAO_Oc/s1600-h/newiplogo.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_cq_MioufJ4c/RazqG21KcnI/AAAAAAAAABo/sXVEEyAO_Oc/s200/newiplogo.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5020645088129872498" /&gt;&lt;/a&gt;Cosa consente di qualificare un diritto come naturale? Onestamente, non ci avevo mai pensato prima, ma nella riflessione a margine della lettura del libro “La Forma del Futuro” di Bruce Sterling, spesso ho dovuto affrontare il tema dei diritti di proprietà intellettuale. I concetti di SPIME e BIOTE che l’autore introduce mi hanno indotto a pormi questa domanda e a tentare di dargli una risposta. Sono giunto ad un’ovvietà alberoniana: solo un diritto che un individuo può in genere riconoscere come effettivamente esistente in uno stato di natura può essere qualificato come diritto naturale. I diritti alla proprietà materiale – la proprietà di sé, dei beni mobili, delle proprietà terriere, dell’auto, etc – si qualificano chiaramente come diritti naturali sotto questo punto di vista: gli individui, infatti, possono difendere i loro diritti alla proprietà tangibile senza fare allo stato. Infatti, almeno in teoria, gli uomini dovrebbero aver dato forma agli stati non per “creare diritti”, ma per proteggere meglio quelli che già avevano. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che dire allora di copyright e brevetti? Sono diritti naturali? No, e la risposta altrettanto lapalissiana è che per proteggerli (quindi amministrarli) si deve intervenire coercitivamente: l’iniziativa individuale non basta. Non solo, ma come può un diritto naturale essere concesso ad un solo uomo? Difatti, se io inventore della ruota, non potessi godere del mio ingegno solo perché un altro uomo che io non conosco dall’altra parte del pianeta ha avuto la stessa idea e l’ha registrata, significherebbe riconoscere solo a quell’uomo il diritto di usufruire di quell’idea. Sarebbe insomma, una violazione della mia autonomia e della mia facoltà intellettuale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inoltre, il regime di non-concorrenza delle idee che si instaura con il riconoscimento dei diritti di proprietà intellettuale è decisamente l’opposto di quello che avviene per la proprietà materiale, dove la produzione di beni è di fatto una competizione tra soggetti simili che si contendono una parte del mercato. Per finire, la tutela dei diritti di proprietà intellettuale, non tiene conto delle molteplici soluzioni strategiche, comunicative e contrattuali che oggigiorno consentono il posizionamento sul mercato di beni pressoché uguali, ma con differenti “indentità”. Insomma, in una società di mercato, è possibile valutare in denaro beni identici ma collocati diversamente, perchè impedirlo?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37127547-354216998443038241?l=azioneumana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://azioneumana.blogspot.com/feeds/354216998443038241/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37127547&amp;postID=354216998443038241&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/354216998443038241'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/354216998443038241'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://azioneumana.blogspot.com/2007/01/propriet-intellettuale-un-diritto.html' title='#PROPRIETÀ INTELLETTUALE: DIRITTO NATURALE?'/><author><name>H.I.M.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03325005079914510507</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_cq_MioufJ4c/R4kJaXS957I/AAAAAAAAAI8/KkZHF1IzVuI/S220/avatar9659_3.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_cq_MioufJ4c/RazqG21KcnI/AAAAAAAAABo/sXVEEyAO_Oc/s72-c/newiplogo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37127547.post-648883623947274780</id><published>2007-01-16T09:19:00.000+01:00</published><updated>2008-12-09T13:40:59.532+01:00</updated><title type='text'>#AUTORITÀ, POTERE E ABILITÀ: ABOLIRLI?</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_cq_MioufJ4c/RaySWm1KcmI/AAAAAAAAABc/-RZ9XKYbsD8/s1600-h/aut.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_cq_MioufJ4c/RaySWm1KcmI/AAAAAAAAABc/-RZ9XKYbsD8/s200/aut.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5020548601689567842" /&gt;&lt;/a&gt;Sostiene lo storico anarchico P. Marshall che “L’autorità è chiaramente una manifestazione del potere, ma i due termini non sono sinonimi. La definizione corretta di potere è: capacità di imporre la volontà di qualcuno sugli altri. Il potere è diverso dall’autorità in cui viene affermato il diritto di comandare e di essere obbediti; il potere è la capacità di obbligare sia attraverso la persuasione, sia attraverso l’uso, o la minaccia, della forza”. Fin qui tutto bene. Questa distinzione potrebbe servire come utile spunto per un futuro dibattito libertario su autorità e potere. Il problema arriva però quando Marshall afferma “l’anarchismo cerca di abbattere tutte le forme di autorità e di potere e, se possibile, desidera la loro completa abolizione”.&lt;br /&gt;Ora, lo stato incorpora chiaramente una letale combinazione di potere e autorità: come istituzione, infatti, esso pretende il diritto assoluto di comandare, richiede l’obbedienza ed è certamente disposto ad esercitare il potere per affermare la sua autorità. L’anarchia è ovviamente l’antitesi dello stato, ma è esatto e desiderabile pensare l’anarchismo come una filosofia che persegue l’abolizione del potere e dell’autorità? &lt;br /&gt;Se essere investiti di una qualche autorità comporta il diritto implicito di comandare e di esigere obbedienza, allora l’anarchico deve certamente opporsi all’autorità e chiederne la sua abolizione: l’anarchia, del resto, poggia sull’idea che nessuno ha il diritto di imporre la propria volontà su un altro senza il consenso di quest’ultimo. Quindi, finché Marshall sostiene che l’autorità implica il diritto di comandare gli altri, l’anarchia è per definizione opposta all’autorità. D’altra parte, vi è anche chi sostiene che l’anarchismo possa essere inteso come perseguimento di un egualitarismo totale nei confronti dell’autorità. Una teoria simile si trova in John Locke che intende l’autorità come autorità della persona sulla propria vita; una sorta di autodeterminazione. Così l’egualitarismo di fronte all’autorità si riferisce all’idea che tutti abbiano pari diritto all’autodeterminazione e che qualunque tentativo di governare gli altri -e di essere governati- rappresenta una violazione di questa uguaglianza. &lt;br /&gt;Entrambe le posizioni prescrivono il divieto di comandare gli altri, tuttavia c’è un problema. &lt;br /&gt;Gli anarchici collettivisti si oppongono a tutte le istituzioni gerarchiche e alle loro relazioni, sostenendo che esse sono fondate sull’autorità, cioè sul diritto presunto di governare gli altri. &lt;br /&gt;Gli individualisti, insistono invece sul voler distinguere tra autorità volontariamente concessa da una parte e autorità coercitivamente imposta dall’altra. &lt;br /&gt;I collettivisti considerano una cecità quella dei libertari che non vedrebbero le forti analogie tra gerarchie interne dello stato e gerarchie interne alla libera iniziativa privata: entrambe sono contraddistinte da relazioni di comando e subordinazione, e su questa base esse rappresentano violazioni della libertà individuale. I libertari, ovviamente, considerano una cecità quella dei collettivisti che non colgono la palese differenza tra le relazioni imposte con la forza e l’associazione volontaria. Che fare? Personalmente, ritengo che i collettivisti su qualcosa abbiano ragione, ma che nel contempo siano filosoficamente impantanati. La distinzione tra relazioni coercitive e volontarie è assolutamente essenziale e negarlo induce i collettivisti ad essere pericolosamente confusi nei riguardi della libertà. Insomma, un conto è essere pestati a sangue durante un’aggressione in metropolitana, altro è restare uccisi in un incontro di boxe se di professione si fa il boxeur! Alcuni potrebbero ritenere la definizione “barbarico”, “brutale” e “violento” valida per entrambi i casi, altri potrebbero attivamente opporsi sia al pugilato quanto alla criminalità. Ma “opporsi”, in simili casi, assume due significati sostanzialmente diversi.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se io, che odio la violenza, intervengo eroicamente nel corso di un’aggressione, allora la mia azione è finalizzata a sottrarre una persona da una violenza. È vero che io agisco senza il (momentaneo) consenso di chi mi sto prestando a salvare, ma la mia azione dice qualcosa sulla sua intenzione, cioè la volontà di impedire di un atto ingiusto. Al contrario, se la mia opposizione alla violenza mi spingesse ad ostacolare lo svolgimento di un regolare match di pugilato, la musica cambierebbe. Le mie motivazioni etiche sarebbero le stesse, ma, se nessuno mi fermasse, allora sarei io ad impedire una libera e volontaria interazione tra adulti consenzienti – di quei due che in quel momento desiderano tirare di boxe. Lo stesso vale per le gerarchie volontarie. Proibire le gerarchie coercitive e involontarie difende la libertà, ma proibire le gerarchie volontarie solo perché contrarie ai nostri personali principi etici equivale a restringere la libertà degli altri e quindi a comandarli. Dunque, proibire agli altri di intrattenere volontariamente relazioni gerarchiche non è “anarchico”. Proibire, in buona sostanza, non è l’unico modo (e neanche necessariamente il più efficace) per opporsi a qualcosa. Nondimeno, quello che non si può negare è che anche nelle relazioni gerarchiche volontarie si possono verificare fenomeni di intollerabile autoritarismo. Essi riversano sulla società profondi effetti negativi in quanto inaspriscono eccessivamente le relazioni umane inficiando il naturale processo di pacifica e spontanea cooperazione, infondono una mentalità propensa alla subalternità e, in ultima analisi, favoriscono la riverenza statalista. Sicuramente questa è la parte condivisibile del discorso collettivista che andrebbe approfondita: l’esizialità dell’autoritarismo nelle gerarchie volontarie per il processo di pacifica cooperazione tra individui. Se non altro perché mette in luce l’incapacità di alcuni libertari (io compreso) a formulare l’opposizione a qualcosa senza richiamarsi ad un principio giuridico formale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Resta che l’affermazione di Marshall secondo cui l’anarchia promuove l’abolizione del potere e dell’autorità in senso lato suona assurda. Il potere, dice lo storico, è “la capacità di imporre una volontà sulle altre”. Ma quali sarebbero gli effetti dell’abolizione della capacità individuale di imporre la propria volontà sugli altri in una relazione spontanea? &lt;br /&gt;Ora, certamente lo stato è lo strumento per antonomasia utilizzato per imporre una volontà sulle altre, ed è certo che, proprio per questo, tutti gli anarchici vogliono abolirlo. Nelle relazioni umane tra individui, però, ci sono diversi modi per imporsi sulle altre persone, tra cui: &lt;br /&gt;la forza, l’intelligenza, la ricchezza, la capacità oratoria, le armi, una cintura nera in kung-fu, le abilità professionali, la cultura, una dotazione genetica coi contro baffi, l’autodisciplina, l’astuzia, l’affidabilità, la creatività, e così via. &lt;br /&gt;In definitiva, qualsiasi tipo di skill può essere usato per imporre una volontà su altre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ovviamente, tra quelle sopra elencate, la caratteristica a cui comunemente viene imputata la maggiore capacità di imporre la volontà di qualcuno sulle altre è quella del potere economico, in particolare ricchezza e proprietà. Se una persona è più ricca o possiede più proprietà di un’altra, molto probabilmente essa userà tale ricchezza per imporre la sua volontà su l’altro. Pertanto, anarco-socialisti e anarco-comunisti asseriscono che non possono essere tollerate disparità (o le disparità più evidenti) di ricchezza fra individui. Inoltre, sostengono sovente i collettivisti, la proprietà è di per sé portatrice di potere e quindi dovrebbe essere bandita dalla società anarchica. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La verità è che opponendosi al potere genericamente inteso, anziché all’imposizione non spontanea di una volontà sulle altre, gli anarchici collettivisti si trovano obbligati a difendere una società in cui tutti sono privati dei poteri, incluso quello di difendersi dall’autoritarismo.&lt;br /&gt;Sostenere che dalle abilità individuali scaturisce una società gerarchica equivale a dire che, non solo l’istruzione, ma anche una rudimentale alfabetizzazione costituisce un privilegio da combattere. &lt;br /&gt;Cosí, se l'anarchia prescrive l’abolizione del potere, allora gli anarchici, in nome della libertà, devono opporsi fermamente a tutti i generi di abilità umana forieri di “gerarchizzare” le libere azioni tra individui: solo quando saremo tutti ugualmente impotenti potremo dire di essere veramente liberi! Non mi pare una grande idea: suggerisco agli anarchici collettivisti di fare propria la posizione libertaria, forse più prosaica, che non richiede di opporsi al potere in quanto tale, nemmeno a quello addizionato con un tot di skill individuali capaci di determinare un rapporto di forza, ma di rifiutare solo gli esercizi reali di potere volti a dominare e governare gli individui.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37127547-648883623947274780?l=azioneumana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://azioneumana.blogspot.com/feeds/648883623947274780/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37127547&amp;postID=648883623947274780&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/648883623947274780'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/648883623947274780'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://azioneumana.blogspot.com/2007/01/autorit-potere-e-abilit-abolirli.html' title='#AUTORITÀ, POTERE E ABILITÀ: ABOLIRLI?'/><author><name>H.I.M.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03325005079914510507</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_cq_MioufJ4c/R4kJaXS957I/AAAAAAAAAI8/KkZHF1IzVuI/S220/avatar9659_3.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_cq_MioufJ4c/RaySWm1KcmI/AAAAAAAAABc/-RZ9XKYbsD8/s72-c/aut.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37127547.post-5498496327430163917</id><published>2007-01-10T11:51:00.000+01:00</published><updated>2008-12-09T13:40:59.628+01:00</updated><title type='text'>#DEMOCRAZIA DIRETTA: E' ANARCHIA?</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_cq_MioufJ4c/RaTIGG1KclI/AAAAAAAAABQ/2w1KeRnHTt8/s1600-h/MA.gif"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_cq_MioufJ4c/RaTIGG1KclI/AAAAAAAAABQ/2w1KeRnHTt8/s200/MA.gif" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5018355892035940946" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Molti anarchici, specie “leftists”, vedono una stretta connessione tra democrazia partecipativa (o diretta) ed anarchismo. Alcuni addirittura sostengono che l’Anarchia rappresenta il compimento dell’idea di democrazia partecipativa. I “free market anarchists” e gli individualisti più in generale nutrono ovviamente forti dubbi su questa convinzione. Io sono fra questi. La questione, che vale la pena di indagare e chiarire, riguarda principalmente la differente concezione di libertà, giurisdizione, consenso, pretesa e più ampiamente di società, che divide le due famiglie anarchiche. Innanzitutto, una precisazione: per leftists io intendo anarco-socialisti, anarco-sindacalisti, anarco-comunisti, mutualisti e collettivisti. Non includo tra questi gli agoristi seguaci Samuel Edward Konking III aka SEK3, che si ritrovano sotto la bandiera nera del “Movement of the Libertarian Left” (MLL), movimento di sinistra nella misura in cui “sinistra” significa storicamente ed esclusivamente “anti-sistema”. Per il resto trattasi di un gruppo contrario alla collettivizzazione dei mezzi di produzione, che promuove l’individualismo, l’ordine giuridico fondato sui diritti di proprietà, il libero mercato e pertanto perfettamente configurabile nel quadro generale della filosofia politica misesiana-rothbardiana. Questo, per specificare che il “core” della faccenda ha molto a che vedere anche con le relazioni che intercorrono tra “anarchici di sinistra” e sinistra generalmente intesa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dice Rothbard:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;“In senso lato, l’idea di “democrazia partecipativa” è profondamente individualista e libertaria: per essa si intende che ogni individuo, anche il più umile e povero, deve avere il diritto a possedere il pieno controllo delle decisioni che riguardano la sua vita.”&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tale affermazione apparirà meno sorprendente se si specifica che per MNR l’idea compiuta di democrazia è il libero mercato e che in questo egli non fa altro che seguire il suo maestro Von Mises il quale scrisse (cito a memoria):&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Nella la società capitalista, gli uomini diventano ricchi servendo i consumatori… L’economia di mercato capitalistica è una democrazia in cui ogni cent costituisce un voto. La ricchezza dell’imprenditore di successo è il risultato di un plebiscito dei consumatori. La ricchezza, una volta acquisita, può essere mantenuta soltanto da quelli che continueranno a guadagnare soddisfacendo le necessità dei consumatori. L’ordine sociale capitalistico, quindi, è una democrazia economica nel senso più stretto della parola. In ultima analisi, tutte le decisioni dipendono dalla volontà delle persone intese come consumatori.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tuttavia, quella di Rothbard è una rappresentazione che corrisponde abbastanza bene a quanto i “left-anachists” pensano in merito alle relazioni tra libertà, democrazia ed anarchia. A tale immagine si riferisce spesso anche uno dei cardini del milieu culturale left-anachist: il principio di “autogestione della libertà”, in cui è implicito il diritto ad esprimere un’opinione su ogni decisione che riguarda la nostra vita. Non è precisamente questo ciò che Rothbard intendeva, ma è tuttavia il modo in cui più spesso ho visto coniugare il suddetto concetto.&lt;br /&gt;Da notare, comunque, che l’idea fondante della democrazia repubblicana è che la libertà si esprime attraverso la partecipazione collettiva alle decisioni politiche. Inoltre, è possibile vedere un link con la nozione di libertà intesa come non-dominio, in cui avere voce in capitolo nelle decisioni che ci riguardano può essere visto come una diminuzione del grado di dominio da parte di altri soggetti la cui volontà è per definizione arbitraria. &lt;br /&gt;Ad ogni modo, intendere la democrazia partecipativa come “profondamente individualista e libertaria” è certamente affrettato se si esce di poco dalla prospettiva rothbardiana.&lt;br /&gt;Ricordo gli argomenti di Nozick in Anarchia, Stato e Utopia in merito al diritto di esprimere un’opinione sulle decisioni che ci riguardano. Diceva più o meno Nozick: supponiamo di essere un famoso direttore d’orchestra che ad un certo punto decide di dare le dimissioni. Non stiamo rompendo un contratto, ma la cessazione della nostra direzione avrà conseguenze negative profonde per l’intera orchestra. Diciamo che, una volta perso il celebre direttore, il calo d’immagine dell’orchestra si tradurrà in una notevole riduzione degli incarichi; i musicisti dell’orchestra dovrebbero avere diritto ad esprimere un veto alle nostre dimissione giacché queste avrebbero seri effetti negativi sulle loro vite?&lt;br /&gt;O immaginiamo una situazione in cui ci sono quattro uomini e una donna coinvolti nello stesso menage sentimentale. Ad un certo punto però la donna decide che sceglierà solo uno di loro, non importa quale. Ma ognuno degli uomini soffrirà enormemente se non sarà scelto. Si dovrebbe mettere ai voti quale degli uomini la donna dovrà scegliere?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il punto, ovviamente, è che prendendo il principio di “autogestione della libertà” come regola generale, questo non funziona.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Difatti la prima questione è: chi prende la decisione? Se solo per essere indirettamente coinvolti dagli effetti delle mie azioni gli altri individui ottengono automaticamente il diritto ad esprimere un veto sui miei comportamenti allora non abbiamo libertà intesa in termini libertari. &lt;br /&gt;Accettare una concezione della libertà lungo queste traiettorie, significa iniziare a dare un senso alle idee di marxiane su alienazione e libertà sotto il comunismo. Sotto il comunismo, le persone non saranno più angustiate da forze sociali estranee alla loro classe di appartenenza (collettivo) e la cui volontà appare loro come aliena. Tutte le decisioni che ci riguardano individualmente saranno prese dal collettivo all’interno del quale ognuno di noi conta un voto. Niente più scoccianti ordini spontanei.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sicché, essere indirettamente coinvolti dalle azioni di un altro individuo non ci dà il diritto di esprimere un veto alle sue azioni, a meno che, ovvio, queste non rappresentino una violazione dei nostri diritti (di proprietà). Significa che gli anarchici dovrebbero rifiutare il concetto di democrazia partecipativa. Forse forme di democrazia partecipativa collettiva possono essere appropriate in quelle aree dove il processo di decisione collettivo è legittimato (non legittimo) dalla comunità e forse si può dire anche che simili forme siano desiderabili laddove alcune persone si trovino effettivamente sotto la diretta autorità di altre. &lt;br /&gt;D’altro canto se devo sottomettermi alle decisioni di un qualche corpo collettivo, allora è sicuro che vorrò in qualche modo prendere parte a quel processo e soprattutto che intenda proteggere i miei diritti. Credo sia questo che intende Kevin Carson quando dice:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La differenza tra anarchia e democrazia, almeno quando quest’ultima è portata alla sua conclusione logica, non è così grande. L’anarchia è lo sviluppo ultimo del principio democratico jeffersoniano, inteso nello stesso senso di Thoreau, secondo cui il miglior esempio di governo è il governo che non governa affatto. Il cuore del concetto jeffersoniano di democrazia era il governo per consenso e l’idea che più piccola sarà l’unità di governo, il più vicino all’unanimità sarà anche quel consenso. La regola della maggioranza non era quella comunemente intesa come espressione della volontà della maggioranza, bensì come una procura per consenso, un modo imperfetto per simulare il consenso quando il consenso unanime era impossibile da stabilire. &lt;br /&gt;Quindi, trasformare tutti i governi in assemblee comunali fondate sul principio della democrazia diretta è un passo nella direzione giusta. L’ulteriore passaggio è quello di privare le assemblee comunali del potere di esigere il pagamento per servizi non richiesti consentendo così la libera competizione tra fornitori. A questo punto avremmo completato il cammino e ci troveremo nel punto in cui anarchia e democrazia radicale coincidono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il che significa che, almeno secondo i mutualisti, ciò di cui avremmo bisogno è: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a) che il processo di decisioni politiche sia fondato sul consenso collettivo di quelli che sono sottoposti all’autorità di quel &lt;br /&gt;    corpo collettivo; &lt;br /&gt;b) il diritto di secessione; &lt;br /&gt;c) l’attrattiva (?) che la nostra voce conti qualcosa nel processo delle decisioni;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A mio modo di vedere però, il riconoscimento del diritto di secessione individuale fa si che subordinarsi alle decisioni di un corpo collettivo rappresenti l’eccezione rispetto alla condizione di natura; cioè, se già in partenza ho la facoltà di non sottostare all’autorità del collettivo, allora in cosa consiste realmente l’autorità del collettivo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certo, in una società libera, non è escluso che ci saranno organizzazioni internamente gerarchiche ed autoritarie. E se la partecipazione a tali organizzazioni è volontaria, allora è così che dovrà essere. Ma va da sé che queste organizzazioni non rappresentano l’ideale dei valori anarchici ed antiautoritari.&lt;br /&gt;Spesso, a destra e a sinistra, si pensa erroneamente alla società come ad una grande organizzazione. I left-anarchists che compiono quest’errore è perchè vedono la società come un insieme di lavoratori autonomi, di collettivi autogestiti, in breve, una democrazia diretta. E finché la democrazia è diretta (senza rappresentanti), questo sarà l'assetto desiderabile per la società secondo quegli anarchici. &lt;br /&gt;Ma la società non è organizzata, né “organizzabile”. Trattandosi di un ordine spontaneo, la sua condizione naturale non è la democrazia, ma l’anarchia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37127547-5498496327430163917?l=azioneumana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://azioneumana.blogspot.com/feeds/5498496327430163917/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37127547&amp;postID=5498496327430163917&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/5498496327430163917'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/5498496327430163917'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://azioneumana.blogspot.com/2007/01/democrazia-diretta-e-anarchia.html' title='#DEMOCRAZIA DIRETTA: E&apos; ANARCHIA?'/><author><name>H.I.M.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03325005079914510507</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_cq_MioufJ4c/R4kJaXS957I/AAAAAAAAAI8/KkZHF1IzVuI/S220/avatar9659_3.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_cq_MioufJ4c/RaTIGG1KclI/AAAAAAAAABQ/2w1KeRnHTt8/s72-c/MA.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37127547.post-689343226123177415</id><published>2007-01-05T17:40:00.000+01:00</published><updated>2007-01-08T09:06:12.582+01:00</updated><title type='text'>#ANARCHIA E ONERE DELLA PROVA</title><content type='html'>Le rare volte che mi capita di parlare di politica con chi conosce le mie opinioni (chi le conosce generalmente parla con me del tempo, della famiglia e cose così) pesa sempre su di me l’onere della prova. Essendo l’anarchia estranea alle società moderne e opponendosi alle più diffuse convinzioni stataliste è curioso il fatto che spetti all’anarchico dimostrare come il suo sistema possa funzionare e, di fronte ai celebri fallimenti dello stato, nessuno dei suoi sostenitori senta il dovere di motivarne l’esistenza. &lt;br /&gt;Ad ogni modo, quando un anarchico parla con un non-anarchico, il passatempo preferito di quest’ultimo diventa quello di passare al setaccio ogni dettaglio di quanto dice il primo, nella speranza di trovare qualcosa a cui egli non sappia rispondere. Un modo pigro di condurre una discussione, privo di sostanza e di originalità nonché un tantino maleducato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comunque, a chi spetta l’onere della prova? La regola vuole che chiunque faccia un’affermazione positiva a riguardo della realtà (ad esempio, l’esistenza di qualcosa di specifico) abbia poi il dovere di dimostrarlo. Se la verità di quell’affermazione viene dimostrata, allora la sua negazione è quella che si fa carico della prova. Ad esempio, supponiamo che io dica che c’è un albero sulla luna. Non sarebbe un’affermazione straordinaria giacché l’esistenza di quell’albero non stravolgerebbe, almeno momentaneamente, le leggi della fisica, ed inoltre la mia affermazione non sarebbe supportata dall’evidenza empirica. Sarebbe, pertanto, un’affermazione immaginaria che qualsiasi persona assennata dovrebbe rifiutare per la sua debolezza intrinseca. In questo caso sarei io a dovermi fare carico di dimostrare che sulla luna c’è un albero.&lt;br /&gt;Ma supponiamo che quell’albero sia stato piantato da degli astronauti, supponiamo di avere la prova che sia così e l’esistenza dell’albero sia confermata da una successiva missione spaziale. Ora, l’onere della prova spetta a chi nega che l’albero esista. In pratica, chi ha fatto l’affermazione positiva ora può dire che l’onere della prova è stato soddisfatto.&lt;br /&gt;Allo stesso modo, anarchismo e statalismo rappresentano affermazioni opposte. Lo statalista crede ed afferma che lo stato sia desiderabile, indispensabile e necessario, l’anarchico pensa il contrario.&lt;br /&gt;La domanda è: lo statalista ha soddisfatto l’onere della prova?&lt;br /&gt;Ci sono due modi per dimostrare un’affermazione: il primo è mediante osservazioni personali, i secondo mediante principi da cui successivamente si deducono una serie di osservazioni.&lt;br /&gt;Lo statalista fallisce su entrambi i fronti.&lt;br /&gt;Se lo statalismo fosse desiderabile e necessario, allora osservando la storia degli stati-nazione, dovremmo scoprire che i sistemi statalisti favoriscono l’espressione dei valori individuali, della vita e delle ambizioni delle persone. In realtà vediamo tutt’altro: vediamo che nei tempi quelle città, quei paesi e quegli imperi sono stati più oppressivi e violenti, mentre le pochesocietà anarchiche ad oggi conosciute risultano essere meno violente e più progredite (in termini di diritti individuali). Dovremmo anche costatare che le dinamiche dello statalismo dovrebbero condurre ad una sostanziale pace sociale più efficacemente delle società anarchiche. Ma ancora una volta troveremo che Monarchie, Democrazie e Dittature hanno sempre sostenuto le classi ed i ceti che le supportavano, favorendo privilegi particolari anziché perseguire un sistema di valori universale.&lt;br /&gt;Del resto, come per gli latri monopoli, anche quello della forza, impedisce il confronto, la cooperazione, la concorrenza e quindi il progresso sociale e politico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le premesse dello statalismo sono immorali. Le versioni più estreme dello statalismo sostengono che l’egoismo innato dell’uomo debba essere soppresso in nome di un astratto “bene comune” (che nella pratica si traduce “ciò che la maggioranza ritiene buono”). Le versioni più soft invece sono quelle che affermano che lo stato deve soddisfare quei bisogni che i singoli individui privati non potrebbero soddisfare. Entrambe le posizioni però si fondano su un assunto trascendente: lo stato, mi si perdoni il bisticcio di parole, gode di uno status ontologico speciale che gli consente di imporsi sulla libera azione individuale. Si tratta di un palese nonsenso. Come può agire nell’interesse degli individui un soggetto che si impone sulla loro volontà?&lt;br /&gt;Lo stato è foriero di malvagia, di corruzione e parassitismo, basta guardare la realtà per accorgersene e pertanto finchè gli argomenti a favore dello stato non vengono dimostrati empiricamente dai fatti, per logica è l’anarchia la nostra condizione naturale. È lo statalista che deve dimostrare la validità delle sue convinzioni e non l’anarchico, ed è sempre lui, casomai, che deve essere giudicato come complice di un’organizzazione che uccide, ruba e distrugge e non l’anarchico accusato di essere il fautore del tutti contro tutti.&lt;br /&gt;Gli argomenti degli statalisti, possono essere facilemente rispediti al mittente e questo, in ultima analisi, rappresenta il difetto fatale del tentativo di giustificare la natura trascendente dello stato.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37127547-689343226123177415?l=azioneumana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://azioneumana.blogspot.com/feeds/689343226123177415/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37127547&amp;postID=689343226123177415&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/689343226123177415'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/689343226123177415'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://azioneumana.blogspot.com/2007/01/anarchia-e-onere-della-prova.html' title='#ANARCHIA E ONERE DELLA PROVA'/><author><name>H.I.M.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03325005079914510507</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_cq_MioufJ4c/R4kJaXS957I/AAAAAAAAAI8/KkZHF1IzVuI/S220/avatar9659_3.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37127547.post-4310632167643426680</id><published>2007-01-05T11:58:00.000+01:00</published><updated>2008-12-09T13:40:59.859+01:00</updated><title type='text'>#CONTRO-ECONOMIA: UNA EXIT STRATEGY</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_cq_MioufJ4c/RZ4wY8TODMI/AAAAAAAAAA4/oaGSkzEmnZM/s1600-h/smug.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_cq_MioufJ4c/RZ4wY8TODMI/AAAAAAAAAA4/oaGSkzEmnZM/s400/smug.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5016500239999044802" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La Contro-Economia è la somma di tutta l’Azione Umana non aggressiva che è proibita dallo stato. Di conseguenza, le contro-scienze economiche sono lo studio delle Contro-Economia e delle sue pratiche. La Contro-Economia include il libero mercato, il mercato nero, l’economia sommersa, tutti gli atti di disobbedienza civile, l’associazione proibita (a sfondo politico, religioso etc) e qualunque altra cosa che lo stato, sempre ed ovunque, sceglie di vietare, regolare o tassare. La Contro-Economia esclude invece tutte le azioni approvate dallo stato e le aggressioni non approvate dallo stato.&lt;br /&gt;Un contro-economista è sia uno studioso di contro-scienze economiche o, molto più spesso, un professionista o un normale lavoratore. In poche parole, siamo tutti contro-economisti. Difatti, impossibile obbedire a tutte le leggi dello stato e rimanere vivi e del resto è anche proibito morire senza il permesso dello stato. In verità, chi pratica la Contro-Economia non deve necessariamente esserne consapevole o conoscere a fondo le implicazioni delle proprie azioni. La storia dimostra che non è mai stato così e tuttavia, la Contro-Economia si pratica da sempre. Anzi, da quando esiste lo stato.&lt;br /&gt;Un mercante d’armi, apparentemente, potrebbe anche sostenere la polizia che combatte il traffico di droga ed una ostetrica femminista votare leggi che proibiscono l’uso dei cellulari ai camionisti che collaborano con lo stato nel controllo delle frontiere; ma un venditore di bibbie in Arabia Saudita non chiamerà all’improvviso la polizia per essersi trovato in compagnia di una prostituta nell’ombra di un portico.&lt;br /&gt;Quelli che credono che la pratica della Contro-Economia sia morale – cioè che lo stato non ha alcun diritto di proibire o intervenire nelle spontanee e non coercitive interazioni tra individui – sono libertari.&lt;br /&gt;La definizione comune di stato (governo involontario) è “monopolio della coercizione legittimato”, non legittimo. &lt;br /&gt;Lo stato non può controllare tutti e sempre, pertanto la Contro-Economia sarà con noi finché esisterà lo stato. Se lo stato cessasse di esistere la Contro-Economia diverrebbe semplicemente l’Economia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come funziona la Contro-Economia?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Supponiamo che si riescano ad incassare diecimila euro per ogni spedizione (o qualsiasi altra azione contro-economica) e che riusciamo a fare 10 spedizioni al mese. Ogni mese, qualcuno del nostro entourage viene arrestato. Abbiamo 23 concorrenti, metà di questi è condannata e obbligata a pagare un multa di mezzo milione di euro e a scontare sei mesi di carcere.&lt;br /&gt;In un anno, guadagneremmo 1.200.000 euro. In due anni rischiamo di essere presi, in media, una volta. In tal caso, perderemmo la metà del guadagno e dunque avremmo 1.800.000 euro per due anno di lavoro che al netto della multa diverrebbero 1.300.000 euro.&lt;br /&gt;Potremmo anche spendere parte di questi soldi in avvocati e venire condannati una sola volta ogni otto anni,&lt;br /&gt;pagando 100.000 euro gli avvocati con un’addizionale di 225,000 euro/anno otterremmo:&lt;br /&gt;1.200.000 x 8 = 9.600.000 -500.000 - 100.000 = 9.000.000 ÷ 8 = 1.125.000/ anno  contro 900.000/anno.&lt;br /&gt;In tutti gli affari contro-economici, alcuni ricevono più di quanto scambiano e sono guidati dal mercato. I migliori a battere le imposizioni dello stato sul mercato prosperano e si moltiplicano. Quasi tutti riescono a realizzare profitti in un determinato segmento del mercato, chi non riesce può comunque passare ad un’altra area dove ritiene di poter operare meglio.&lt;br /&gt;La descrizione qui sopra è vera in termini generali per la Contro-Economia. Alcune persone sono disposte a rischiare di più, altre meno: il grado di rischiosità varia, ma il principio delle contro-scienze economiche non scambia il rischio con il profitto.&lt;br /&gt;La Contro-Economia, parla lingue di tutti i colori e credi.&lt;br /&gt;Non tutti i profitti sono monetari, alcuni hanno incentivi immateriali nel compiere azioni contro-economiche. Né il furto è una forma di profitto: somiglia troppo alle tasse e le tasse meglio lasciarle ai ladri legittimati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Contro-Economia, include ciò che noi abbiamo bisogno di fare o vogliamo fare: il suo studio consente l’aumento delle chances di “farla franca” e lavorare in una rete di contro-economisti riduce i rischi, aumenta le informazioni, i contatti i partners commerciali e quindi i profitti. Comprendere a fondo quello che facciamo ed affinare tale conoscenza aumentando le informazioni ed espandendo la nostra area operativa, in altri termini, aumentando la nostra proprietà ed il nostro capitale è l’unico modo per avere il controllo ultimo della nostra vita, che poi è la definizione di libertà.&lt;br /&gt;Quante più persone convertono il proprio lavoro in attività contro-economiche tanto più lo stato perderà il controllo su di esse. Perdendo il controllo sugli individui, lo stato perde anche il suo sostentamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Contro-Economia praticata consciamente diviene quindi l’Agorà e il contro-economista l’agorista. La società senza stato che deriva da questi due soggetti è storicamente conosciuta come Anarchia e l’ultimo tentativo feroce e violento da parte degli statalisti di riguadagnare il potere è la Contro-Rivoluzione, dato che la rivoluzione altro non è che l’iniziale e pacifico rifiuto delle persone a farsi governare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37127547-4310632167643426680?l=azioneumana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://azioneumana.blogspot.com/feeds/4310632167643426680/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37127547&amp;postID=4310632167643426680&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/4310632167643426680'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/4310632167643426680'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://azioneumana.blogspot.com/2007/01/contro-economia-una-exit-strategy.html' title='#CONTRO-ECONOMIA: UNA EXIT STRATEGY'/><author><name>H.I.M.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03325005079914510507</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_cq_MioufJ4c/R4kJaXS957I/AAAAAAAAAI8/KkZHF1IzVuI/S220/avatar9659_3.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_cq_MioufJ4c/RZ4wY8TODMI/AAAAAAAAAA4/oaGSkzEmnZM/s72-c/smug.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37127547.post-3496472483188904725</id><published>2006-12-22T17:10:00.001+01:00</published><updated>2008-12-09T13:41:00.079+01:00</updated><title type='text'>#WISHING A STATELESS NEW YEAR</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_cq_MioufJ4c/RYwEC4tFCZI/AAAAAAAAAAk/h4FezhInwHw/s1600-h/hny.gif"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_cq_MioufJ4c/RYwEC4tFCZI/AAAAAAAAAAk/h4FezhInwHw/s400/hny.gif" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5011384932984228242" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37127547-3496472483188904725?l=azioneumana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://azioneumana.blogspot.com/feeds/3496472483188904725/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37127547&amp;postID=3496472483188904725&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/3496472483188904725'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/3496472483188904725'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://azioneumana.blogspot.com/2006/12/hopin-stateless-new-year_22.html' title='#WISHING A STATELESS NEW YEAR'/><author><name>H.I.M.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03325005079914510507</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_cq_MioufJ4c/R4kJaXS957I/AAAAAAAAAI8/KkZHF1IzVuI/S220/avatar9659_3.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_cq_MioufJ4c/RYwEC4tFCZI/AAAAAAAAAAk/h4FezhInwHw/s72-c/hny.gif' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37127547.post-1264952685542011817</id><published>2006-12-12T17:13:00.000+01:00</published><updated>2008-12-09T13:41:00.172+01:00</updated><title type='text'>#JUST A SILLY SHORT TALE</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_cq_MioufJ4c/RX7VqIseffI/AAAAAAAAAAM/6qupDGoE8vg/s1600-h/monolith2001a.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_cq_MioufJ4c/RX7VqIseffI/AAAAAAAAAAM/6qupDGoE8vg/s200/monolith2001a.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5007674755547823602" /&gt;&lt;/a&gt;Una mattina, stando in piedi fuori della sua caverna, Org il cavernicolo si godeva beatamente il tepore di un sole caldo e luminoso. "Uargh"! egli il grugnì, stiracchiandosi mollemente nella fresca aria mattutina. Ma subito si fermò, come colto da una strana consapevolezza. Cos’era questo nuovo suono che iniziando nel profondo della gola gli fuggiva dalla bocca? "Uargh"! brontolò ancora Org, per rimettersi alla prova. "Uargh"! "Uargh"! Continuò a ripetere e, compiaciuto della neo trovata abilità verbale, rientrò nella grotta per informare la moglie della novità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Irg sedeva su una roccia, indaffarata a rosicchiare un grande pezzo di carne di antilope e non fece caso al marito che rientrava tutto esaltato. "Uargh"! esclamò allora Org prima battendosi fieramente il torace peloso con il pugno possente e poi agitando le mani verso l’esterno della grotta. Irg smise di colpo di rosicchiare l’osso e si fermò diffidente a scrutare Org. Da quando l'aveva vinta in una disputa matrimoniale contrp gli altri maschi del suo clan, per poi tenerla con sé nella caverna, Org si era sempre dimostrato un uomo forte e caparbio, ma anche mite e silenzioso. Da dove gli veniva ora quello strano suono, si chiedeva Irg fissando il vuoto con sguardo confuso? Poi si accanì nuovamente sulla carne di antilope ricordando ad Org di essere affamato per non aver toccato cibo dalla sera prima. "Uargh"! disse indicando bruscamente la carne e ordinando con lo sguardo a Irg di dividere il pasto con lui. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Irg, confusa e irritata, fissava Org chiedendosi cosa fosse accaduto. Primo, Org aveva emesso il nuovo suono indicando a sé, il che portava a pensare che o Org aveva solamente emesso un nuovo suono oppure che "Uargh"! significava effettivamente Org.&lt;br /&gt;Poi si ricordò che Org, mentre grugniva, indicava con le mani l’esterno della caverna sicché "Uargh"! poteva anche significare, “c’è una splendida giornata fuori", o “ero giusto fuori casa”, o anche “andiamo fuori e fare una passeggiata?” Poi alla fine, Org iniziò a pronunciare il nuovo suono indicando lei, come se le stesse chiedendo vigorosamente qualcosa. Che voleva? Irg non sapeva più cosa pensare. Insolitamente adirata, Irg ingoiò gli ultimi bocconi di antilope lanciando l'osso ripulito a Org e, spingendolo indietro con violenza, uscì a passo pesante fuori dalla caverna. Affamato e sconcertato, Org rimase solo nella caverna a contemplare gli uomini che da allora hanno imparato che le donne sono creature strane e confuse che vanno oltre l’umana comprensione. "Uargh"! sospirò Org sconsolato mentre, nella Valle Primordiale, un grande monolite nero perfettamente rettangolare ridacchiava dolcemente di sé stando dritto come una sentinella accarezzata dal sole caldo del mattino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Gli amanti di Arthur C. Clarke riconosceranno certamente i riferimenti al monolite misterioso nel classico sci-fi “2001: Odissea nello Spazio”. Il monolite, nel racconto reso celebre dal capolavoro cinematografico di Kubrick, rappresentava l’elemento da cui scaturì la scintilla dell’ intelligenza pre-umana sulla Terra il quale, attirando su di sé l'attenzione dei primati terrestri li iniziò al loro viaggio evolutivo, come parte di un esperimento alieno con l’obiettivo di estendere la vita intelligente in ogni parte l'universo. Il dibattito sulla questione se l’esperimento abbia avuto successo continua ancor oggi…&lt;/i&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37127547-1264952685542011817?l=azioneumana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://azioneumana.blogspot.com/feeds/1264952685542011817/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37127547&amp;postID=1264952685542011817&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/1264952685542011817'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/1264952685542011817'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://azioneumana.blogspot.com/2006/12/just-silly-short-tale.html' title='#JUST A SILLY SHORT TALE'/><author><name>H.I.M.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03325005079914510507</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_cq_MioufJ4c/R4kJaXS957I/AAAAAAAAAI8/KkZHF1IzVuI/S220/avatar9659_3.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_cq_MioufJ4c/RX7VqIseffI/AAAAAAAAAAM/6qupDGoE8vg/s72-c/monolith2001a.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37127547.post-5831786864481711587</id><published>2006-12-07T16:34:00.000+01:00</published><updated>2006-12-07T17:31:34.764+01:00</updated><title type='text'>#LOTTA AL TERRORE: È LO STATO IL PROBLEMA</title><content type='html'>Il terrorismo globale e l’eventualità che i così detti paesi canaglia si dotino di armi nucleari dovrebbero avere definitivamente chiarito che la funzione di difesa e protezione solitamente attribuita allo stato è un inganno bell’e buono. &lt;br /&gt;Il governo degli Stati Uniti, unica superpotenza al mondo, si è fatto trovare impreparato e indifeso di fonte a Kim Jong Il che gli detonava un ordigno atomico sotto il naso. L’Iran di Ahmadinejad procede imperterrito nel suo programma di sviluppo nucleare beffandosi delle condanne e degli ammonimenti della comunità internazionale. Nel frattempo, altri governi perseguono obiettivi simili. C’è poco da fare. L’ONU, ha approvato le solite sanzioni contro la Corea del Nord, ma com’è noto, il Consiglio di Sicurezza non otterrà nulla perché le iniziative non sono mai ratificate unanimemente e soprattutto perché sul mercato nero è possibile reperire tutto ciò che necessita per la costruzione di una bomba nucleare senza il bisogno di avvalersi di forniture legali soggette all’approvazione preventiva delle Nazioni Unite. Questo significa anche che in caso di guerra, a fronte di migliaia di vittime innocenti, non è nemmeno certo che le armi nucleari siano completamente distrutte. Quindi, l’opera di dissuasione può anche dirsi immorale dato che minaccia la vita degli innocenti senza garantire alcun risultato concreto in cambio. Stando così le cose è legittimo chiedersi: cos’hanno comprato finora i governi con le vagonate di quattrini spesi alla voce “difesa”? Nulla, solo illusione di sicurezza, che è molto peggio di nessuna sicurezza. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I conservatori dicono che i tempi oscuri in cui viviamo dimostrano quanto, oggi più che mai, si senta il bisogno di un governo forte, capace di difenderci, che abbia le mani libere di affrontare le minacce esterne ed interne con la massima risolutezza possibile. Peccato sia vero il contrario. Lo stato non può proteggerci. È inetto, è corrotto, ma soprattutto, nella sua agenda, la sicurezza dei cittadini non sta in cima all’elelenco delle priorità. Tuttavia, è inutile nasconderlo, i conservatori hanno ragione, quelli che attraversiamo sono tempi decisamente brutti. Ma se lo stato non può proteggerci, noi cosa possiamo fare? Cominciamo seriamente a pensare di fare a meno dello stato. La bestia che ci succhia i denari, non solo ci impoverisce ogni giorno di più, ma ci rende anche sempre più vulnerabili agli occhi di quanti sono intenzionati a nuocerci. Inoltre, benché non ci sia ragione per mutare i nostri rapporti con Washington, è assurdo confidare solo nei buoni uffici USA, o nel progetto bushiano di esportazione della democrazia (una vaccata come poche), al fine di difendere la società. Negli ultimi decenni gli Stati Uniti hanno preso la cattiva abitudine di mettere il naso negli affari altrui condizionando la politica interna di diversi paesi, talvolta combinando disastri epocali o trescando con personaggi alquanto discutibili. Non sarà quindi un cambiamento di amministrazione a ridimensionare rancori e risentimenti che molte persone nutrono nei confronti degli americani, ingiustamente identificati coi loro governanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allora che fare? Chi deve prendere il posto dello stato nello svolgimento delle mansioni di difesa?&lt;br /&gt;L’imprenditoria privata, le agenzie private di sicurezza o le compagnie di assicurazioni, ovvio. Abbiamo bisogno di soluzioni innovative. Non sono un esperto di tattica bellica, ma da quel poco che so, posso dire con certezza che l’effetto sorpresa è decisivo per la vittoria di una battaglia, e l’abbandono dello stato sarebbe sicuramente efficace per spiazzare l’avversario; per confonderlo, sorprenderlo ed infine sconfiggerlo. Qualunque stato ha il monopolio della difesa - dell’uso “legittimo” della forza - nel suo territorio e verso il suo popolo. Questo significa che tale funzione diviene menage burocratico, con tutta l’inefficienza, l'incompetenza, e la corruzione che ciò comporta. E il problema della burocrazia è la tassazione: i governi costringono gli individui a pagare le tasse minacciandoli con la carcerazione e una simile forma di profitto garantito neutralizza l’innovazione e l’efficienza, notoriamente attributi della competizione. Condizione, quest’ultima, che richiede massima libertà di azione affinché imprenditori e consumatori possano produrre, offrire, comprare, rifiutare beni e servizi in accordo con le proprie reali esigenze. Come fece notare Hayek, il mercato veramente libero, cioè quel sistema imprenditoriale competitivo, libero dai condizionamenti governativi, è in realtà un continuo processo di scoperta. In buona sostanza, per trovare una soluzione innovativa ad un problema è più sicuro contare su un imprenditore in cerca di profitto piuttosto che su di un apparato burocratico che si alimenta passivamente, e in quanto tale privo di un fine ultimo. Sarebbe davvero interessante vedere gli effetti di questa forza creativa applicata alla difesa della società, specialmente contro le armi nucleari. Nessuno può dire quale sarebbe il livello di sicurezza garantito se la difesa fosse lasciata al mercato. E nessuno potrà dirlo finché non verrà quel giorno, questo è il punto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Due obiezioni generalmente vengono mosse alla teoria della spoliticizzazione della difesa. Sono entrambe legittime, ma sbagliate. La prima è quella secondo cui, quando ad un certo punto le persone capiranno che è possibile beneficiare indirettamente del servizio di difesa a spese altrui, molti smetteranno di pagare e il servizio diverrà inefficiente o per pochi e a prezzi carissimi. È una supposizione errata per due motivi. Innanzitutto, gli imprenditori affrontano ogni giorno problemi di questo genere e non è credibile che un business come quello della difesa possa fallire perché qualcuno non paga. Sarebbe come dire che da domani non si produce più il pane perché capita spesso che qualcuno lo rubi. Secondo, il sistema politico è afflitto dagli stessi problemi, solo che nel suo caso, a causa della coercizione nei confronti di chi comunque paga, il parassitismo tende a calcificarsi ed in ogni caso lo stato non ha incentivi a migliorarsi se il suo sostentamento è garantito dallo sforzo di altri. La seconda obiezione riguarda invece i così detti valori della società occidentale: le agenzie private non sarebbero in grado di salvaguardare la nostra cultura. Ma la comunità ebraica della diaspora sta lì a dimostrare il contrario. Non c’è apparato statale che possa salvaguardare un modello culturale meglio della volontà individuale. Se è nell’interesse degli individui difendere tale modello, allora lo faranno, anche se sottoposti alle peggiori persecuzioni. Se invece non lo desiderano, imporlo con la forza sarebbe l’ennesima violenza coercitiva di cui non si sente davvero il bisogno.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37127547-5831786864481711587?l=azioneumana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://azioneumana.blogspot.com/feeds/5831786864481711587/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37127547&amp;postID=5831786864481711587&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/5831786864481711587'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/5831786864481711587'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://azioneumana.blogspot.com/2006/12/lotta-al-terrore-lo-stato-il-problema.html' title='#LOTTA AL TERRORE: È LO STATO IL PROBLEMA'/><author><name>H.I.M.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03325005079914510507</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_cq_MioufJ4c/R4kJaXS957I/AAAAAAAAAI8/KkZHF1IzVuI/S220/avatar9659_3.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37127547.post-9081393192950515388</id><published>2006-11-30T09:48:00.000+01:00</published><updated>2006-11-30T09:56:43.009+01:00</updated><title type='text'>#DISCRIMINARE È UN DIRITTO</title><content type='html'>Acquistereste qualcosa che non volete? Offrireste il vostro lavoro, la vostra abilità o il vostro denaro per qualcosa che non avete scelto? Spendereste del tempo con qualcuno che non vorreste o non vi piacerebbe conoscere?&lt;br /&gt;Se avete risposto “no” a tutte le domande, allora siete a favore della discriminazione. Discriminare significa fare delle valutazioni, dare dei giudizi, fare distinzioni ed agire conseguentemente a tali scelte. Il diritto di discriminare - di scegliere quello che si accorda con i nostri valori - è un diritto fondamentale. Esso rappresenta la base per scegliere come impiegare il nostro tempo, il nostro capitale e la nostra proprietà, ed è anche ciò che sottende al diritto alla libertà di associazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Proprio come abbiamo il diritto di non comperare un bene in un negozio, allo stesso modo il negoziante ha diritto di non venderci la sua merce, se lo ritiene opportuno. &lt;br /&gt;C’è chi rifiuta di bere Pepsi e c’è chi affigge nel proprio ristorante targhe tipo “Si richiede un abbigliamento decoroso”. Sarebbe ingiusto infilare un tubo in gola ad uno che si rifiuta di bere Pepsi per ingozzarlo con l’odiata cola, come sarebbe ingiusto imporre a Gualtiero Marchesi di servire persone che entrano nel suo locale in canottiera ed infradito. &lt;br /&gt;Dunque, dov’è la giustizia nell’imporre a qualcuno di assumere nella propria impresa persone non volute? Se un datore di lavoro non intende assumere persone perchè nere, bianche, femmine, gay, musulmane o zoroastriane, ha il diritto di farlo. Assumere una persona significa acquistarne tempo, manodopera e intelletto, ma se abbiamo detto che si ha il diritto di acquistare solo ciò che si vuole, allora dov’è la differenza tra acquistare un bene non voluto ed assumere una persona non desiderata? Nessuna.&lt;br /&gt;Ovviamente qui non si fa apologia del razzismo, del sessismo o dell’intolleranza religiosa, atteggiamenti che personalmente trovo non solo idioti, ma spesso antieconomici. Soprattutto queste sono tutte questioni che si possono risolvere con la libertà di contrattazione. Il mio intento è solo quello di ribadire che ognuno ha diritto ad operare le proprie scelte ed il dovere di assumersi la responsabilità delle conseguenze che queste comportano (se impedisco ai magrebini di entrare nel mio negozio che si trova in una quartiere ad alta densità di immigrati, poi non posso lamentarmi se gli affari vanno male).&lt;br /&gt;Essere contrari a questo principio significa essere favorevoli all’associazione forzata e l’associazione forzata tra individui assomiglia molto alla prigione. Un’immagine, quest’ultima, che decisamente non si abbina a quella della tolleranza e della fratellanza universale con cui gli “antidsicriminatori” di professione amano riempirsi la bocca.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37127547-9081393192950515388?l=azioneumana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://azioneumana.blogspot.com/feeds/9081393192950515388/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37127547&amp;postID=9081393192950515388&amp;isPopup=true' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/9081393192950515388'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/9081393192950515388'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://azioneumana.blogspot.com/2006/11/discriminare-un-diritto.html' title='#DISCRIMINARE È UN DIRITTO'/><author><name>H.I.M.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03325005079914510507</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_cq_MioufJ4c/R4kJaXS957I/AAAAAAAAAI8/KkZHF1IzVuI/S220/avatar9659_3.gif'/></author><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37127547.post-4767861362946898567</id><published>2006-11-30T08:35:00.000+01:00</published><updated>2006-11-30T10:46:04.223+01:00</updated><title type='text'>#M.A.I.</title><content type='html'>Si sente parlare di grande coalizione o di tavoli dei volenterosi, tattiche che secondo alcuni sarebbero le uniche ragionevoli (si dice così?) e possibili per tentare di riformare l'irriformabile. Chi come me diffida profondamente di tutti gli artifizi demmogradigi-repubblicani, però, farebbe meglio ad appoggiare il M.A.I. (Movimento Anarchico Individualista): &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Per un governo dei pigri e degli svogliati&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;In sintonia con la massima jeffersoniana: "Il miglior governo è quello che governa meno"&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;CONTRO L'IPERATTIVITA' MINISTERIALE DEL CENTROSINISTRA&lt;br /&gt;CONTRO L'IMPRENDITORIALITA' FACCENDIERA DELLA DESTRA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;RIVOLUZIONE!&lt;br /&gt;ELEZIONI SUBITO  E NATURALMENTE VOTATE M.A.I.&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(da un'idea di Renzo Audisio)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37127547-4767861362946898567?l=azioneumana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://azioneumana.blogspot.com/feeds/4767861362946898567/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37127547&amp;postID=4767861362946898567&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/4767861362946898567'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/4767861362946898567'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://azioneumana.blogspot.com/2006/11/mai.html' title='#M.A.I.'/><author><name>H.I.M.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03325005079914510507</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_cq_MioufJ4c/R4kJaXS957I/AAAAAAAAAI8/KkZHF1IzVuI/S220/avatar9659_3.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37127547.post-2939673711424391286</id><published>2006-11-29T17:30:00.000+01:00</published><updated>2006-11-29T17:37:49.050+01:00</updated><title type='text'>#DI DESTRA</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/1403/4532/1600/361377/3rights.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger2/1403/4532/200/980283/3rights.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;L'anarchico "right-wing", Joseph Sobran, convertito dal conservatorismo di W. F. Buckley al libertarismo radicale di M.N. Rothbard dice:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Chiedo spesso ai liberals di spiegarmi significato ha per loro “di destra”, una definizione che applicano a tutto ciò che a loro non piace, anche a principi che non hanno niente in comune, come anarchia (l’opposizione allo stato in quanto tale) e fascismo (lo stato senza limiti), o conservatorismo (lo stato entro limiti definiti),  per non citare monarchismo, l'oligarchismo, la plutocrazia, il primitivismo, il militarismo, il capitalismo laissez-faire, la teocrazia, il libertarismo, il feudalesimo, il neo-conservatorismo e una miriade di altre cose reciprocamente incompatibili. &lt;br /&gt;Qual è il denominatore comune di tutte queste cose? Come possono essere tutte “di destra” se sono visibilmente in contraddizione tra di loro? Ad oggi, nessun liberal è stato in grado di rispondere.&lt;/i&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37127547-2939673711424391286?l=azioneumana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://azioneumana.blogspot.com/feeds/2939673711424391286/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37127547&amp;postID=2939673711424391286&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/2939673711424391286'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/2939673711424391286'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://azioneumana.blogspot.com/2006/11/di-destra.html' title='#DI DESTRA'/><author><name>H.I.M.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03325005079914510507</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_cq_MioufJ4c/R4kJaXS957I/AAAAAAAAAI8/KkZHF1IzVuI/S220/avatar9659_3.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37127547.post-116427746383579983</id><published>2006-11-23T11:22:00.000+01:00</published><updated>2006-11-23T12:21:32.473+01:00</updated><title type='text'>#L'ASSURDITA' DELL'EMPIRISMO INFINITO</title><content type='html'>&lt;i&gt;“L'atteggiamento intransigente è sintomo più di un’incertezza che di profonde convinzioni e la posizione implacabile serve più a celare il dubbio che la sua assenza. Se non siamo disposti ad accettare la critica come un’opportunità per valutare e riflettere sulle nostre convinzioni, allora non faremo mai alcun progresso.”&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci sono due categorie di persone che fanno affermazioni come questa: quelli che lo pensano realmente e quelli che lo dicono ma non lo pensano. Generalmente, entrambi si contraddicono qualche istante dopo aver espresso tali concetti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Faccio una dichiarazione rivoluzionaria: gli esseri umani agiscono. Ora, questa non è un’affermazione particolarmente controversa ed essa è non solo facilmente dimostrabile nella realtà, ma impossibile da confutare, giacché per farlo si è costretti a ricorrere all’enunciato che si intende negare. Alla luce di questo, a me pare chiaro che possono esserci delle affermazioni che sono vere e che non richiedono la costante prova empirica per stabilire la loro validità.&lt;br /&gt;Scegliere di accettare una critica come opportunità di riflettere su tali verità mi pare perciò abbastanza stupido. Sarebbe forse più utile valutare l’opportunità di erudire chi tali principi ignora.&lt;br /&gt;Come pure potrebbe servire dedicare del tempo a rivelare la pochezza di argomentazioni di chi ritiene che invece queste verità debbano essere continuamente verificate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infatti, io ritengo che un simile approccio alla realtà a conduca ad uno scetticismo radicale che compromette la capacità di comprendere le cose.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Esisto? Beh, sì.”, “Fluttuerò lontano se mi alzo dalla sedia? Mmmhh, no” ,“L'acqua è bagnata oggi? Lo è, tuttavia…”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che senso ha farsi continuamente domande simili?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'assurdità di questo atteggiamento è dovuta al fatto poche persone (forse nessuna) riescono ad essere coerenti con lo scetticismo filosofico. Basta fare un po’ di pressing su chi si definisce scettico e si evidenzierà subito che molti fra questi, in realtà, credono irremovibilmente in alcune verità (tipo la soggettività) suscettibili di critica, ma che non sono disposti a verificare continuamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi sostiene che non possiamo sapere niente per certo cade in una enorme contraddizione: pretende infatti di affermare una verità assoluta che solo perché derivata dall’atteggiamento scettico dovrebbe essere accettata da tutti come il risultato di un esperimento di laboratorio. E si contraddice continuamente quando nella vita non si ferma a verificare ogni affermazione che incontra e lascia che la realtà gli scorra sotto i piedi senza preoccuparsi di confutarla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certo, “essere aperti alla critica” può essere inteso nel senso di prestarsi alla obiezioni senza esplodere in una litania di insulti ed accuse, di diversivi e fallacie. Io per esempio ho scelto di essere paziente e dare credito di buonafede ad ogni persona che incontro che si definisce scettica. Ma mi rendo conto di essere molto più disponibile alle critiche di chi sostiene che non esiste una verità oggettiva e che anzi mi accusa di essere assolutista. Io sono preparato a rinunciare alla mia filosofia se qualcuno può provare che è inesatta. Finora non è successo e francamente, non vedo come potrebbe, ma sono altrettanto disponibili gli scettici ad abbandonare la loro?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37127547-116427746383579983?l=azioneumana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://azioneumana.blogspot.com/feeds/116427746383579983/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37127547&amp;postID=116427746383579983&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/116427746383579983'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/116427746383579983'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://azioneumana.blogspot.com/2006/11/lassurdita-dellempirismo-infinito.html' title='#L&apos;ASSURDITA&apos; DELL&apos;EMPIRISMO INFINITO'/><author><name>H.I.M.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03325005079914510507</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_cq_MioufJ4c/R4kJaXS957I/AAAAAAAAAI8/KkZHF1IzVuI/S220/avatar9659_3.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37127547.post-116413300718636477</id><published>2006-11-21T19:10:00.000+01:00</published><updated>2006-11-21T20:54:40.950+01:00</updated><title type='text'>#PER IL LIBERO AZZARDO</title><content type='html'>&lt;a href="http://atroce.blogspot.com/2006/11/blog-per-il-libero-azzardo.html#links"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/4730/4156/200/490427/roulettebanner.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Campagna lanciata da &lt;a href="http://atroce.blogspot.com/"&gt; Joey Atroce&lt;/a&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37127547-116413300718636477?l=azioneumana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://azioneumana.blogspot.com/feeds/116413300718636477/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37127547&amp;postID=116413300718636477&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/116413300718636477'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/116413300718636477'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://azioneumana.blogspot.com/2006/11/per-il-libero-azzardo.html' title='#PER IL LIBERO AZZARDO'/><author><name>H.I.M.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03325005079914510507</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_cq_MioufJ4c/R4kJaXS957I/AAAAAAAAAI8/KkZHF1IzVuI/S220/avatar9659_3.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37127547.post-116410711761761449</id><published>2006-11-21T11:52:00.000+01:00</published><updated>2006-11-21T12:23:02.336+01:00</updated><title type='text'>#MANIFESTO LIBERTARIO</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/4730/4156/1600/921022/LogoML.gif"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/4730/4156/200/970660/LogoML.png" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Sul sito &lt;a href="http://www.libertari.org"&gt;Libertari.Org&lt;/a&gt; è possibile scaricare il manifesto del Movimento Libertario - Proprietà e Libertà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inutile dire che lo sottoscrivo interamente senza la minima esitazione ed invito tutti i libertari a cui non sfiora nemmeno l'idea di entrare in una cabina elettorale a fare lo stesso. Beh, anche gli altri possono sottoscriverlo, magari la smettono di perdere tempo a scarabocchiare inutili cartacce. :D&lt;br /&gt;(A dire la verità non c'è nulla da sottoscrivere, diciamo che è possibile aderire idealmente).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;NÉ A DESTRA, NÉ A SINISTRA LOTTA ANTISTATALISTA!&lt;/STRONG&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37127547-116410711761761449?l=azioneumana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://azioneumana.blogspot.com/feeds/116410711761761449/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37127547&amp;postID=116410711761761449&amp;isPopup=true' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/116410711761761449'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/116410711761761449'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://azioneumana.blogspot.com/2006/11/manifesto-libertario.html' title='#MANIFESTO LIBERTARIO'/><author><name>H.I.M.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03325005079914510507</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_cq_MioufJ4c/R4kJaXS957I/AAAAAAAAAI8/KkZHF1IzVuI/S220/avatar9659_3.gif'/></author><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37127547.post-116403056216111872</id><published>2006-11-20T14:47:00.000+01:00</published><updated>2006-11-20T21:23:48.810+01:00</updated><title type='text'>#INDOVINA CHI</title><content type='html'>&lt;i&gt;&lt;br /&gt;"Sul palco è un vero showman, ha cambiato la legge elettorale, canta, fa le linguacce ai bambini, racconta barzellette, autografa decine e decini di magliette. È dimagrito e usa il botox, la tossina che spiana le rughe. È un animale da campagna elettorale salta da una parte all’altra della scena come fosse un giovane rockettaro. Riguardo agli scandali che lo toccano dice che sono un invenzione dell’opposizione e che sarà il popolo a giudicare. Di chi stiamo parlando? "&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a "href=http://www.libertari-italiani.com/riservato/libertari-writings/new-libertari-writings.asp?id=83"&gt;Qui la risposta.&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37127547-116403056216111872?l=azioneumana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://azioneumana.blogspot.com/feeds/116403056216111872/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37127547&amp;postID=116403056216111872&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/116403056216111872'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/116403056216111872'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://azioneumana.blogspot.com/2006/11/indovina-chi.html' title='#INDOVINA CHI'/><author><name>H.I.M.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03325005079914510507</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_cq_MioufJ4c/R4kJaXS957I/AAAAAAAAAI8/KkZHF1IzVuI/S220/avatar9659_3.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37127547.post-116401774861708617</id><published>2006-11-20T11:04:00.000+01:00</published><updated>2006-11-20T11:44:12.223+01:00</updated><title type='text'>#FUZZY BORDERS</title><content type='html'>Ispirato da un interessante &lt;a "href=http://astrolabio.splinder.com/post/9906642#comment"&gt;post&lt;/a&gt;, di &lt;a "href=http://astrolabio.splinder.com/"&gt;Astrolabio&lt;/a&gt; vorrei provare ad esporre, per grandi linee, la mia teoria in merito ai temi affrontati sul suo blog, anche se attraverso una lettura differente e più imperniata sul concetto di realtà.&lt;br /&gt;Spero che la discussione potrà proseguire quando mi deciderò a convertire in post i miei Moleskine. ☺&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Realtà oggettiva e realtà soggettiva non sono antitetiche, ma la prima “contiene” la seconda.&lt;br /&gt;La realtà soggettiva è la dimensione delle percezioni in cui quello che "incontriamo" è influenzato dai nostri pensieri. Questo non significa che noi siamo in grado di mutare concretamente la realtà, solo che la interpretiamo secondo il nostro grado di conoscenze.  &lt;br /&gt;Le diverse realtà soggettive sono interconnesse tra loro e questo spiega il perché proviamo sentimenti nei confronti degli altri: siamo in grado cioè di vedere altre realtà soggettive che possono piacerci, o meno. &lt;br /&gt;La realtà oggettiva, invece, oltre alle singole realtà soggettive (quindi “oggettivamente soggettive”), contiene il mondo materiale ed i principi primi, immutabili ed immanenti, le &lt;i&gt;so called&lt;/i&gt; leggi di natura. &lt;br /&gt;Ragione e processi cognitivi sono i "corridoi" che, dalla realtà soggettva, consentono di raggiungere la realtà oggettiva, quindi la verità. A sbarrare la strada della via alla verità vi sono tuttavia atteggiamenti mentali (soggettivi, incoerenti ed irrazionali) come scetticismo, relativismo ed olismo.&lt;br /&gt;Paradossalmente, tali approcci risultano del tutto inutili in una realtà soggettiva (la sola riconosciuta da chi non crede nella realtà oggettiva) perchè non ha alcun senso "sperimentare" conoscenze che già in partenza sappiamo essere parziali e relative. Insomma, è l’eterna questione: se si è relativisti allora va relativizzato anche il relativismo, se si è scettici si deve dubitare anche dello scetticismo, se si è olistici… la medicina può essere d’aiuto. ;)&lt;br /&gt;Di fatto, questo genere di attitudini nascono principalmente dalla paura: paura di passare per creduloni, paura di commettere errori, paura di vivere stupidamente, PAURA CHE RICONOSCERE IL GENIO DI SAN TOMMASO COMPORTI L’OBBLIGO DI DIRSI CATTOLICI. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il fuzzy-border, quel confine indefinito su cui le opinioni degli individui sembrano non poter convergere mai, è quell'area di contiguità tra realtà soggettive da dove intravediamo le cose che stanno nella realtà oggettiva, ma, dal "contenitore" in cui tutto è suscettibile di essere condizionato dalle nostre conoscenze, non ne afferriamo completamente la natura (specie se si tratta dei principi primi che, per comodità di figurazione, si potrebbero collocare su un livello più alto rispetto al mondo materiale). &lt;br /&gt;A dire il vero, la natura delle cose ha davvero poca importanza: che i principi primi abbiano origine divina, extraterrestre oppure da radiazioni solari cambia poco, l’importante è riuscire ad individuarli ed affermarli. L’operazione peraltro è molto più semplice di quanto si pensi, i principi, difatti, sono generalmente autoevidenti e solo chi fonda la propria esistenza sul nulla ha grosse difficoltà a vederli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per venire all'esempio dell'uomo-tabacco: io mi sentirei di definire Uomo l'essere che possiede tutti i geni umani, non uno di meno. Questo non significa che, ammesso sia in grado di esercitarli, non sia possibile riconoscergli dei diritti. Tuttavia, il problema dei diritti lo trovo fuorviante. Concedere diritti implica la necessità che vi siano delle autorità preposte a riconoscerli. Ma se anziché fondare la libertà sui diritti, la considerassimo come un principio primo oggettivo a cui si accede tramite la ragione, allora, se l’uomo/marlboro ne fosse dotato, potrebbe accedere alla libertà senza bisogno di qualcuno che glielo consenta e soprattutto a prescindere dal suo bagaglio genetico.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37127547-116401774861708617?l=azioneumana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://azioneumana.blogspot.com/feeds/116401774861708617/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37127547&amp;postID=116401774861708617&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/116401774861708617'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/116401774861708617'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://azioneumana.blogspot.com/2006/11/fuzzy-borders.html' title='#FUZZY BORDERS'/><author><name>H.I.M.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03325005079914510507</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_cq_MioufJ4c/R4kJaXS957I/AAAAAAAAAI8/KkZHF1IzVuI/S220/avatar9659_3.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37127547.post-116375857865505762</id><published>2006-11-17T11:08:00.000+01:00</published><updated>2006-11-17T11:16:18.663+01:00</updated><title type='text'>#MA CHE BEL GIAVAZZI</title><content type='html'>Un membro del newsgroup anarchico a cui sono iscritto ha rivolto la seguente domanda al prof. Giavazzi:&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;Egregio prof. Giavazzi,&lt;br /&gt;qualche sera fa mi è capitato di vederla ospite alla puntata di "Infedele" condotta da Gad Lerner.&lt;br /&gt;In particolare, ha colpito la mia curiosità un suo intervento nel quale sosteneva che chiunque sappia guidare ed abbia gomme buone deve poter ottenere la licenza per poter svolgere un servizio di taxi. Così, ha aggiunto, il compito dello stato dovrebbe essere solo quello di controllare che il beneficiario della licenza abbia questi requisiti minimi di qualità.&lt;br /&gt;Ora, io mi sono chiesto e le chiedo se ogni funzione di controllo di qualità, compresi i requisiti minimi anzidetti, non potrebbero essere svolti più efficientemente dal mercato stesso piuttosto che dallo stato.&lt;br /&gt;Qualche minuto dopo questo suo intervento lei ha infatti accennato all'efficienza che libere associazioni di professionisti potrebbero avere nel garantire la qualità dei propri associati.&lt;br /&gt;Ma queste libere associazioni non potrebbero meglio svolgere qualsiasi controllo di qualità oggi affidato allo stato?&lt;br /&gt;Mi spiego meglio con un esempio.&lt;br /&gt;Se lo stato deve controllare la presenza di requisiti minimi di qualità, significa che vi saranno dei burocrati dotati di un certo potere discrezionale e che quindi avranno il potere di concedere o meno le licenze in base a propri giudizi che potrebbero essere influenzati, ad esempio, anche da fattori diversi dalla qualità in sè (volendo pensare al peggio anche corruzione, scambi di favori, clientelismo). In altre parole, non essendo il rilascio delle licenze completamente automatico, rimarrebbe un certo potere discrezionale in mano al burocrate di turno, mentre l'aspirante tassista potrebbe avere l'interesse ad ottenere la licenza con sotterfuggi atti ad evitargli controlli seri, magari anche corrompendo il burocrate.&lt;br /&gt;Se invece il rilascio delle licenze fosse automatico (ovvero sarebbero aboliti il valore legale e l'obbligo delle licenze) l'utenza potrebbe valutare la qualità del tassista in base alla sua appartenenza a libere associazioni che la garantissero. In questo caso, i tassisti avrebbero tutto l'interesse ad entrare in un'associazione solo se questa garantisse un certo prestigio presso l'utenza, ovvero se  controllasse la vera qualità dei propri associati. Questo perchè le libere associazioni, al contrario dei burocrati, sarebbero chiamate a rispondere direttamente al mercato. Se, infatti, ad esempio, un associato dimostrasse di non sapere guidare o di avere le gomme liscie, agli occhi dell'utenza ne risentirebbe il prestigio di tutta l'associazione, con conseguente danno economico per tutti gli associati i quali preferirebbero quindi sottoporsi a controlli più seri in un'altra associazione più prestigiosa.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Spero di non averla annoiata e le porgo i miei più cordiali saluti.&lt;br /&gt;xxxx xxxxxxx&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;La risposta del professore&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;Lei e' ancor piu' liberista di me. confesso di esser affascinato dall'idea di togliere di mezzo anche il controllo di qualita' pubblico.  Non credo accada in nessuna parte del mondo, ma questo non e' un buon motivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;fg&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anarcocapitalisti in nuce di tutto il mondo, unitevi (e fatevi sentire).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37127547-116375857865505762?l=azioneumana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://azioneumana.blogspot.com/feeds/116375857865505762/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37127547&amp;postID=116375857865505762&amp;isPopup=true' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/116375857865505762'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/116375857865505762'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://azioneumana.blogspot.com/2006/11/ma-che-bel-giavazzi.html' title='#MA CHE BEL GIAVAZZI'/><author><name>H.I.M.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03325005079914510507</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_cq_MioufJ4c/R4kJaXS957I/AAAAAAAAAI8/KkZHF1IzVuI/S220/avatar9659_3.gif'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37127547.post-116370154728590758</id><published>2006-11-16T18:51:00.000+01:00</published><updated>2006-11-16T19:44:18.033+01:00</updated><title type='text'>#POLITICAL CORRECTNESS</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/4730/4156/1600/freaks.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4730/4156/320/freaks.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;A Hollywood, stanno realizzando il remake del classico di Tod Browning, &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Freaks_(film)"&gt;Freaks&lt;/a&gt; (1932), la toccante e cruda storia dei fenomeni da baraccone che si coalizzano per torturare e sfregiare ed infine rendere come loro, la ragazza "normale" che, nell'equipe del circo, attirava su di sé tutte le attenzioni. Si trattò di un tentativo come molti di indagare il problematico rapporto fra diversità e normalità. &lt;br /&gt;Ebbene, la vulgata politically correct ha imposto un nuovo titolo per il film, questo:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Disabled Special Little Victims of American Indifference Towards National Healthcare.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non ci sono parole.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37127547-116370154728590758?l=azioneumana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://azioneumana.blogspot.com/feeds/116370154728590758/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37127547&amp;postID=116370154728590758&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/116370154728590758'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/116370154728590758'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://azioneumana.blogspot.com/2006/11/political-correctness.html' title='#POLITICAL CORRECTNESS'/><author><name>H.I.M.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03325005079914510507</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_cq_MioufJ4c/R4kJaXS957I/AAAAAAAAAI8/KkZHF1IzVuI/S220/avatar9659_3.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37127547.post-116369835150870965</id><published>2006-11-16T18:24:00.000+01:00</published><updated>2006-11-16T18:32:31.516+01:00</updated><title type='text'>#HOBBES E LA GUERRA DI LIBERTYFIRST</title><content type='html'>Il lavoro che ha fatto &lt;a href="http://2909.splinder.com/"&gt;LibertyFirst&lt;/a&gt; con 4 post quattro su Hobbes e la guerra è notevole e merita di essere letto con attenzione. Io commenterò dopo averlo fatto, forse dirò qualcosa, magari un pugno di minchiate :), ma pazienza. Per ora non posso che invitare a leggerlo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37127547-116369835150870965?l=azioneumana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://azioneumana.blogspot.com/feeds/116369835150870965/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37127547&amp;postID=116369835150870965&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/116369835150870965'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/116369835150870965'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://azioneumana.blogspot.com/2006/11/hobbes-e-la-guerra-di-libertyfirst.html' title='#HOBBES E LA GUERRA DI LIBERTYFIRST'/><author><name>H.I.M.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03325005079914510507</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_cq_MioufJ4c/R4kJaXS957I/AAAAAAAAAI8/KkZHF1IzVuI/S220/avatar9659_3.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37127547.post-116358676049812290</id><published>2006-11-15T11:15:00.000+01:00</published><updated>2006-11-15T14:20:26.193+01:00</updated><title type='text'>#CONTRO IL NOBEL</title><content type='html'>Il mese scorso, la Grameen Bank ed il suo fondatore, il banchiere ed economista bengalese Muhammad Yunus, sono stati unitamente insigniti del Premio Nobel per la pace “per i loro sforzi volti a creare sviluppo economico e sociale dal basso”. Il comitato del Nobel per la pace è certamente nel giusto quando afferma che la pace richiede che le popolazioni siano sottratte alla povertà ed è altresì lapalissiano che, come abbiamo visto nei decenni passati, riversando fiumi di quattrini nelle mani di gerarchie politiche corrotte, inefficienti e svincolate da ogni criterio di controllo, tutto si fa fuorché “aiuto allo sviluppo”. Quindi, pur con la diffidenza che mi assale quando sento esprimere concetti tipo “dal basso”, “partecipazione diretta” ed altre amenità eque e solidali, diciamo che si può essere d’accordo con la motivazione data dal comitato per il Nobel all’assegnazione del premio a Yunus e la sua banca. &lt;br /&gt;Ma la Grameen Bank ha contribuito veramente in maniera così decisiva a questo tipo di sviluppo e alla fine della povertà e della guerra nel paese?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come sappiamo, le cause della guerra e della povertà possono, nella maggioranza dei casi, essere identificate come uno degli esisti delle attività dello stato (a tal proposito mi riprometto di scrivere un post su Randolph Bourne, un anarchico individualista americano, un po’ leftist a dire il vero, ma di quei sinistri che piacciono a me: quelli che vedono nella proprietà la roccaforte dove difendersi dal sistema).&lt;br /&gt;Nel caso del Bangladesh, nessuna eccezione. La guerra di liberazione, che ha condotto alla nascita del Bangladesh nel 1971 e che secondo alcune stime ha fatto tre milioni di vittime civili, è il risultato del colonialismo inglese in India. Dopo che l'India guadagnò l'indipendenza dal Regno Unito, le aree del paese a maggioranza islamica vennero separate per dar vita al Pakistan. Ma il neonato governo pakistano riservò un trattamento peggiore alla zona orientale del paese e questo, in estrema sintesi, scatenò la guerra di liberazione. Raggiunta l’indipendenza dal Pakistan, nei decenni successvi il Bangladesh attraversò fasi di assestamento politico caratterizzate dai soliti colpi e contro colpi di stato, più o meno sanguinosi.&lt;br /&gt;Oggi, alcuni degli ostacoli principali alla crescita economica del Bangladesh sono rappresentati dalle inefficienti imprese statalizzate, dalla lenta implementazione delle riforme economiche, da lotte politiche intestine e dall’immancabile corruzione. L'agricoltura, inoltre, è anche minacciata da assurde leggi sulla proprietà intellettuale delle semenze biotech che favoriscono le corporazioni transnazionali a spese dei contadini locali. Si consideri anche che, come in tutto il subcontinente indiano, anche in Bangladesh la conservazione dei cibi è pressoché sconosciuta e pertanto, di fronte ad una relativamente buona produzione agricola (almeno in potenza), le opportunità economiche che tale attività offrirebbe non sono sfruttate in quanto l’eccedenza del prodotto non consumato viene distrutta (noi italiani, da quel che ricordo, dovremmo essere uno dei paesi maggiormente avanzati sul fronte della conservazione, del packaging e dello stoccaggio… ma forse viene più facile invocare dazi). &lt;br /&gt;Questo dimostra, ancora una volta, come lo stato non possa essere il soggetto adatto in cui riporre fiducia quando si tratta di difendere pace e prosperità. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad ogni modo, contrariamente a quanto si dice, la Grameen Bank è un’istituzione che si avvale pesantemente delle sovvenzioni di stato ed i suoi metodi non sono, come uno spererebbe, un alto esempio di sviluppo dal basso.&lt;br /&gt;La Grameen Bank ha ricevuto il suo primo prestito di 3,4 milioni di dollari dal Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo, dell’ONU a cui si sono aggiunte concessioni sovvenzionate dai governi di Canada, Germania, Norvegia, Svezia, dal Fondo Monetario Internazionale e dalla Banca Mondiale.&lt;br /&gt;Gli alti tassi di rimborso richiesti ai debitori sono conseguiti attraverso metodi che potrebbero essere definiti coercitivi. Funziona pressappoco così: i mutuatari vengono accorpati in gruppi di cinque soggetti indipendentemente dal fatto di essere legati o meno da vincoli parentali o societari. I prestiti futuri vengono concessi solo se ogni membro del gruppo ha ripagato il suo precedente debito. &lt;br /&gt;Questo dovrebbe creare un incentivo per ogni membro ad assicurare che tutti ripaghino i loro prestiti – come faranno a persuadere gli inadempienti è affar loro. E' vero che il tasso per i prestiti successivi al primo sono inferiori ripetto a questo, ma a rendere fin troppo invasiva la cosa è il capillare controllo che gli impiegati della banca effettuano sui debitori. &lt;br /&gt;Questi, infatti, vengono visitati settimanalmente a domicilio dai funzionari anche prima del termine di scadenza per la restituzione, così a mo' di promemoria. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oltre a questi singolari metodi di “fidelizzazione” dei clienti , i debitori della banca hanno anche l’obbligo di cantare, durante le parate nazionali, le “Sedici Decisioni”, inno che esprime la “worldview” della Grameen Bank. L’inno, che potremmo definire degno di un qualsiasi romanzo distopico, inizia più o meno così: “Daremo il nostro contributo a tutte le attività sociali collettive” e prosegue con altri mantra orwelliani che riguardano l’emancipazione delle donne e dalle famiglie patriarcali. Questo apparente spirito di emancipazione e di indipendenza economica è però contraddetto dalla banca stessa qualora pretende di essere riconosciuta più come oggetto di culto che come istituzione finanziaria.&lt;br /&gt;Yunus e la sua banca, quindi, non rispondono precisamente alla spiegazione del comitato per il Nobel; più che dal basso, infatti, sembra che l’immagine che il banchiere vuole dare di sé e della sua banca, provengano da molto, molto in alto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo l'assegnazione del premio a Dario Fo, ecco un altro buon motivo per diffidare dei premi Nobel.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37127547-116358676049812290?l=azioneumana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://azioneumana.blogspot.com/feeds/116358676049812290/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37127547&amp;postID=116358676049812290&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/116358676049812290'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/116358676049812290'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://azioneumana.blogspot.com/2006/11/contro-il-nobel.html' title='#CONTRO IL NOBEL'/><author><name>H.I.M.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03325005079914510507</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_cq_MioufJ4c/R4kJaXS957I/AAAAAAAAAI8/KkZHF1IzVuI/S220/avatar9659_3.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37127547.post-116316668509083423</id><published>2006-11-10T14:37:00.000+01:00</published><updated>2006-11-12T19:33:05.450+01:00</updated><title type='text'>#UNIONE COSMOPOLITA</title><content type='html'>Quella che segue è la traduzione di un articolo apparso su un giornale in lingua tedesca nel 1931.&lt;br /&gt;L'Unione Cosmopolita venne poi sciolta dal regime nazional-socialista ma la cosa curiosa è che, a detta di uno degli autori, anche se l’associazione era esistita per un certo numero di anni, molti componenti del gruppo si mostrarono stupiti quando realizzarono che il suo manifesto sosteneva l’esistenza di più sistemi politici in concorrenza con lo stato.&lt;br /&gt;Insomma, buona parte dei soci dell'associazione davano per scontato che uno stato territoriale avrebbe continuato ad esistere, perpetrando la sua missione di fornitore di disservizi. &lt;br /&gt;La proposta dei Cosmopoliti si innesta perfettamente nell'idea panarchica di Emile De Puydt, idea peraltro implicita nella teoria libertaria rothbardiana.&lt;br /&gt;Ulrich von Beckerath, il fondatore del gruppo, sembra fosse un pensatore ricco di idee, propositivo e costruttivo e questa è probabilmente la ragione per cui è rimasto sconosciuto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;"Chiunque può liberamente aderire all’Unione Cosmopolita. I suoi membri condividono – senza alcuna imposizione personale – le seguenti richieste di base dell’Unione Cosmopolita:&lt;br /&gt;&lt;br&gt;&lt;br /&gt;I.      Ogni individuo gode del diritto di secessione dallo stato (come il diritto di abbandonare la propria chiesa).&lt;br /&gt;&lt;br&gt;&lt;br /&gt;II.     I Cosmopoliti (cioè le persone che hanno rinunciato di loro volontà a far parte di uno stato) hanno il diritto di emigrare, stabilirsi e svolgere una attività dappertutto nel mondo.&lt;br /&gt;&lt;br&gt;&lt;br /&gt;III.   Coloro che hanno perso la nazionalità contro la loro volontà possono, su semplice richiesta, diventare o Cosmopoliti o membri di uno stato.&lt;br /&gt;&lt;br&gt;&lt;br /&gt;IV.   Lo stato accetta che le persone possano non appartenere ad alcuno stato e riconosce i Cosmopoliti come una minoranza transnazionale in base alle norme moderne del diritto internazionale.&lt;br /&gt;&lt;br&gt;&lt;br /&gt;V.    Lo stato rispetta l’indipendenza di una associazione per la protezione dei Cosmopoliti e riconosce il diritto di questa associazione a stipulare patti. Questa associazione di protezione può aprire sedi in vari paesi.&lt;br /&gt;&lt;br&gt;&lt;br /&gt;VI.   Passaporti cosmopoliti e documenti personali emessi dall’associazione di protezione ai suoi membri sono riconosciuti da tutti i settori dello stato.&lt;br /&gt;&lt;br&gt;&lt;br /&gt;VII.  In caso di guerra i Cosmopoliti debbono essere considerati come persone estranee al conflitto e non belligeranti. Lo stato non ha mai, né in tempo di pace né in tempo di Guerra, il diritto di attentare alla libertà e ai diritti di proprietà dei Cosmopoliti. I Cosmopoliti non possono essere arruolati nelle forze armate o forzati a prestare il loro servizio a supporto bellico di uno stato, né costretti a pagare tasse o a sostenere spese connesse con la guerra.&lt;br /&gt;&lt;br&gt;&lt;br /&gt;VIII. Nessuno può essere costretto sotto qualsiasi forma e sotto qualsiasi pretesa a conservare la sua nazionalità, nemmeno in tempo di guerra.&lt;br /&gt;&lt;br&gt;&lt;br /&gt;IX.   Lo stato rispetta l’indipendenza delle associazioni cosmopolite di benevolato e di mutua assistenza quali le compagnie di assicurazione, le istituzioni di prestito, quelle per la protezione legale, le istituzioni educative e di formazione, gli ospedali, le case per anziani, ecc. Lo stato non imporrà ai Cosmopoliti nessuna istituzione o servizio che essi sono in gradi di far funzionare da sé o che essi non desiderano.&lt;br /&gt;&lt;br&gt;&lt;br /&gt;X.     Lo stato esaminerà ulteriori richieste che possano derivare dai principi fondamentali sopra elencati dell’Unione Cosmopolita. Su domanda della loro associazione di protezione condurrà negoziati per una estensione dei patti conclusi tra le parti. Regole concernenti l’applicazione precisa dei summenzionati principi, incluse quelle riguardanti il periodo transitorio, saranno oggetto di trattativa tra lo stato e l’Unione Cosmopolita.”&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora, se lo stato democratico e repubblicano dice di fondarsi sul "principio della regola della maggioranza nel rispetto dei diritti della minoranza" l'idea di costituirsi in una minoranza riconosciuta non potrebbe aiutare ad aprire un varco nella coltre del torpore statalista?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37127547-116316668509083423?l=azioneumana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://azioneumana.blogspot.com/feeds/116316668509083423/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37127547&amp;postID=116316668509083423&amp;isPopup=true' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/116316668509083423'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/116316668509083423'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://azioneumana.blogspot.com/2006/11/unione-cosmopolita.html' title='#UNIONE COSMOPOLITA'/><author><name>H.I.M.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03325005079914510507</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_cq_MioufJ4c/R4kJaXS957I/AAAAAAAAAI8/KkZHF1IzVuI/S220/avatar9659_3.gif'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37127547.post-116315140224578688</id><published>2006-11-10T10:36:00.000+01:00</published><updated>2006-11-12T19:32:44.026+01:00</updated><title type='text'>#STRADE LIBERTARIE</title><content type='html'>A volte, specie negli ultimi tempi, dall’Olanda giungono notizie che mettono angoscia. Grazie al cielo, altre volte l’Olanda ci ricorda che, almeno per certi aspetti, quello dei mulini è ancora un paese da prendere ad esempio.&lt;br /&gt;I residenti della città del nord olandese di Drachten sono stati usati come cavie (e forse, qui qualcosa da ridire ci sarebbe) in un esperimento che ha visto quasi tutte le strade cittadine liberate dai semafori. &lt;br /&gt;Ne rimangono solo tre (in una città di 50.000 abitanti) ma saranno eliminati entro un paio di anni. &lt;br /&gt;Il progetto è il frutto dell’immaginazione del Sig. Monderman, grazie al quale la città ha visto alcuni eccezionali risultati. Si pensi che normalmente la città vedeva cadere sulle sue strade in media una vittima ogni tre anni, ma da quando è iniziata la rimozione (circa sette anni fa) più nessuno è deceduto a causa di incidenti stradali.&lt;br /&gt;Ci sono state alcune piccole collisioni, che quasi sembrano incoraggiare il Sig. Monderman che spiega: “Vogliamo incidenti piccoli, per  prevenire quelli in cui la gente si ferisce gravemente”.&lt;br /&gt;Non vedo il nesso, ma tant’è. &lt;br /&gt;La teoria alla base dell’esperimento è la seguente: non vogliamo rendere la strada più sicura, ma più pericolosa. Infatti, sostiene Monderman che togliendo i semafori per il conducente la percezione del pericolo aumenta, ma sottraendo allo stato l’onere di “tutelare i cittadini” egli sentirà su di sé la responsabilità della salvaguardia della sua vita e degli eventuali passeggeri e sarà indotto a correre più prudentemente.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Geniale.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37127547-116315140224578688?l=azioneumana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://azioneumana.blogspot.com/feeds/116315140224578688/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37127547&amp;postID=116315140224578688&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/116315140224578688'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/116315140224578688'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://azioneumana.blogspot.com/2006/11/strade-libertarie.html' title='#STRADE LIBERTARIE'/><author><name>H.I.M.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03325005079914510507</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_cq_MioufJ4c/R4kJaXS957I/AAAAAAAAAI8/KkZHF1IzVuI/S220/avatar9659_3.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37127547.post-116314992650148771</id><published>2006-11-10T10:08:00.000+01:00</published><updated>2006-11-12T19:32:26.776+01:00</updated><title type='text'>#SECESSIONE IN AMERICA</title><content type='html'>La Prima Convenzione Secessionista nordamericana si è tenuta a Burlington, in Vermont la settimana scorsa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla riunione, da annoverare come la prima riunione di secessionisti dai tempi della Guerra Civile, ha incluso una miscela eclettica di conservatori, liberals, libertarians, fanatici del partito di sinistra dei Verdi e attivisti di destra cristiani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Interessante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sembra che i partecipanti abbiano definito “naturale” questo avvicinamento, ma forse a causa della oggettiva eterogeneità del gruppo nulla di definitivo è stato raggiunto, eccetto un nome “Dichiarazione di Burlington”. Dalla Dichiarazione di Indipendenza invece si è preso liberamente a prestito il payoff con cui si afferma “qualunque entità politica ha il diritto di secedere da un corpo più grande e a stabilire pacificamente la sua indipendenza.”&lt;br /&gt;&lt;a href="http://blogs.usatoday.com/ondeadline/2006/11/secession_isnt_.html"&gt;Qui&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37127547-116314992650148771?l=azioneumana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://azioneumana.blogspot.com/feeds/116314992650148771/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37127547&amp;postID=116314992650148771&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/116314992650148771'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/116314992650148771'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://azioneumana.blogspot.com/2006/11/secessione-in-america.html' title='#SECESSIONE IN AMERICA'/><author><name>H.I.M.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03325005079914510507</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_cq_MioufJ4c/R4kJaXS957I/AAAAAAAAAI8/KkZHF1IzVuI/S220/avatar9659_3.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37127547.post-116310745590482962</id><published>2006-11-09T22:04:00.000+01:00</published><updated>2006-11-12T19:32:09.576+01:00</updated><title type='text'>#LA LIBERTA' SUPERFLUA</title><content type='html'>Se una sostanziale libertà economica si stabilizzasse, libertà individuali e politiche ne deriverebbero automaticamente. Ma in assenza di questa condizione la libertà non può affermarsi. Quindi si spiega perchè lo stato non tollererà mai la completa libertà economica. In uno spirito di consapevole e trasparente frode, lo stato potrà concedere due, quatto o otto libertà, ma sulla libertà economica non cederà. Se lo facesse firmerebbe la sua condanna a morte come ha giustamente osservato Lenin quando disse: "è una terribile sciocchezza avanzare qualsiasi pretesa di riconciliare stato e libertà". E viste le condizioni del nostro sistema economico e politico la verbosità di massa sui "popoli liberi" e le "libere democrazie" sono solo un'oscena buffonata.&lt;br /&gt;&lt;br&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/4730/4156/1600/superfluousman.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/4730/4156/320/superfluousman.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt; Albert Jay Nock (1870-1945),&lt;br /&gt;MEMOIRS OF A SUPERFLOUS MAN (1943),&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.mises.org/books/nockmemoirs.pdf"&gt;ebook disponibile in PDF&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;gratuito su &lt;a href="http://www.mises.org"&gt;Mises.org&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37127547-116310745590482962?l=azioneumana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://azioneumana.blogspot.com/feeds/116310745590482962/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37127547&amp;postID=116310745590482962&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/116310745590482962'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/116310745590482962'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://azioneumana.blogspot.com/2006/11/la-liberta-superflua.html' title='#LA LIBERTA&apos; SUPERFLUA'/><author><name>H.I.M.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03325005079914510507</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_cq_MioufJ4c/R4kJaXS957I/AAAAAAAAAI8/KkZHF1IzVuI/S220/avatar9659_3.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37127547.post-116306584515778324</id><published>2006-11-09T10:46:00.000+01:00</published><updated>2006-11-12T19:31:45.826+01:00</updated><title type='text'>#NONSENSE COLLETTIVISTA</title><content type='html'>In alcuni ambienti libertari, circola un liet-motiv, in verità poco liet, che vorrebbe non ci sia alcuna possibilità di coesistenza tra occidente e islam, in quanto quest’ultimo sarebbe intrinsecamente violento e determinato a distruggerci.&lt;br /&gt;In rete, ho trovato diverso materiale in cui, più o meno esplicitamente, si sostiene vi sia addirittura un fattore psicologico a determinare tale incompatibilità. &lt;br /&gt;Io penso che voler sostenere che esistano tratti psicologici collettivi a caratterizzare le diverse società umane prefiguri in buona sostanza una concezione appunto collettivista dell’umanità e perciò, sulla base di questo assunto, rigetto in tronco tale convinzione.&lt;br /&gt;Sono sorpreso e deluso che molti libertari trovino convincente questo tipo di analisi semplicemente perché l’accettazione di una tale sciocchezza è di fatto una negazione delle differenze individuali, uno dei cardini dell’individualismo metodologico.&lt;br /&gt;Non solo, ma se si rifiuta il relativismo, allora l’esistenza di un solo &lt;a href="http://www.minaret.org/"&gt;musulmano dichiaratamente libertario&lt;/a&gt;, impedisce di dire che i musulmani sono anti-liberali e, per converso, l’esistenza di &lt;a href="http://www.nkusa.org"&gt;ebrei filo-arabi&lt;/a&gt; impedisce di sostenere che tutti gli ebrei siano filo-occidentali.&lt;br /&gt;I musulmani non sono una personalità unificata più di quanto lo siano i cristiani, gli ebrei, gli atei, i pagani, buddisti, i confuciani, o qualunque altro gruppo religioso. Si sente anche dire che gli iraniani non erano islamici fino al 1979, anno in cui i musulmani sarebbero discesi sul paese come le locuste. Peccato che la grande maggioranza degli iraniani sia stata musulmana per secoli ed anche lo scià Reza Pahlavi, brutalmente deposto ’79 dalla rivoluzione khomeinista, era musulmano. Del resto, non è perché in Italia c’è un governo statalista che domina dall’Unità d’Italia che possiamo dire che gli italiani sono tutti statalisti.&lt;br /&gt;Inoltre, visto che essere amici degli USA non significa non vedere anche i gravi errori che le amministrazioni americane hanno commesso nel corso degli anni (e i libertari americani su questo punto sembrano molto più sensibili di quelli nostrani, talvolta impegnati in una stucchevole difesa degli Stati Uniti per partito preso), allora è bene ricordare che il capo di stato più laico del Medio Oriente, tra 1979 e 1991, era Saddam Hussein. Infatti, è ampiamente documentato che la sua ascesa al potere negli anni 70 fu incoraggiata dal governo americano il quale, durante la Guerra Fredda ha preferito avere nel terzo mondo alleati facilmente corruttibili e funzionali ai progetti di montaggio delle democrazie nel mondo o quantomeno strumentalizzabili ai propri fini. Fini che all’epoca consistevano nel contenimento dell’islamismo propugnato dai pasdaran iraniani e nella guerra globale al comunismo, quest’ultima, guardacaso, anch’essa inizialmente criticata dai libertari (tranne i randiani).&lt;br /&gt;Purtroppo, a volte personaggi fedeli diventano figure inaffidabili che una volta alzatesi sulle proprie gambe rifiutano di onorare il patto di ubbidienza e pertanto di loro ci si deve sbarazzare. Ed è con una certa costernazione che tocca prendere atto che negli ambienti libertari pochi dimostrano il loro dissenso verso una generale e passiva accettazione del concetto di “utili idioti” –a tal proposito si dovrebbe parlare anche dei falchi neocons che ad uno sputo dalle elezioni di midterm si sono premurati di dare dell’incapace a Bush dalle pagine di Vanity Fair- ed anzi si procede acriticamente ad assimilare un dettagliato e complesso profilo psicologico collettivo (e quindi scientificamente falso) di un gruppo di individui di circa un miliardo e duecentomilioni di unità. E’ una sciocchezza collettivista che ricorda molto le tattiche di propaganda staliniane. &lt;br /&gt;Ma soprattutto questo atteggiamento rischia di non farci vedere quale sia la vera natura dell’islamofascismo: quella di un movimento nazionalista reazionario in lotta per il potere che usa i classici strumenti delle rivoluzioni fasciste: sindrome da accerchiamento, la creazione a tavolino di un nemico diabolico causa delle abominevoli condizioni di vita in cui versa la popolazione, revanscismo, generalmente affiancati dalla volontà di ritornare a modelli sociali tradizionali (i miti della civiltà rurale, dello strapaese, della forza che deriva dalla grettezza e dall’ignoranza anziché dalla ricchezza e dalla capacità di analisi, o gli idilli agropastorali di Arminio e Tusnelda erano i traguardi a cui Mussolini e Hitler promettevano di condurre i loro popoli una volta sconfitto definitivamente il nemico).&lt;br /&gt;Ahimè, non voler prendere in considerazione il fatto che l’islam sia potenzialmente “riformabile” o che possa conoscere anch'esso la sua fase illuminista, sottende alla funesta convinzione che con esso siamo destinati a scontrarci per sempre, perché la struttura antropologica musulmana è sostanzialmente incompatibile con quella occidentale. La conclusione logica di questo assunto è che per essere sicuri di non esporre la nostra civiltà alle minacce dell’islam dobbiamo annientare i musulmani, portatori sani di virus letale per il nostro mondo. Ripeto, sono un miliardo e duecentomilioni di persone.&lt;br /&gt;Neanche il comunismo è riuscito in un’impresa simile.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37127547-116306584515778324?l=azioneumana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://azioneumana.blogspot.com/feeds/116306584515778324/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37127547&amp;postID=116306584515778324&amp;isPopup=true' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/116306584515778324'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/116306584515778324'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://azioneumana.blogspot.com/2006/11/nonsense-collettivista.html' title='#NONSENSE COLLETTIVISTA'/><author><name>H.I.M.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03325005079914510507</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_cq_MioufJ4c/R4kJaXS957I/AAAAAAAAAI8/KkZHF1IzVuI/S220/avatar9659_3.gif'/></author><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37127547.post-116292659200185825</id><published>2006-11-07T20:03:00.000+01:00</published><updated>2006-11-16T21:18:55.770+01:00</updated><title type='text'>#VELO SI O VELO NO?</title><content type='html'>Ne parlo anche da &lt;a href="http://www.italianlibertarians.splinder.com/post/9822036#comment"&gt;Jinzo&lt;/a&gt;,&lt;br /&gt;io non lo vieterei.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37127547-116292659200185825?l=azioneumana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://azioneumana.blogspot.com/feeds/116292659200185825/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37127547&amp;postID=116292659200185825&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/116292659200185825'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/116292659200185825'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://azioneumana.blogspot.com/2006/11/velo-si-o-velo-no.html' title='#VELO SI O VELO NO?'/><author><name>H.I.M.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03325005079914510507</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_cq_MioufJ4c/R4kJaXS957I/AAAAAAAAAI8/KkZHF1IzVuI/S220/avatar9659_3.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37127547.post-116273860191225803</id><published>2006-11-05T15:50:00.000+01:00</published><updated>2006-11-12T19:31:02.176+01:00</updated><title type='text'>#LEFTLIBERTARIANS</title><content type='html'>Su Il Foglio di sabato (&lt;a href="http://www.ilfoglio.it/pdfdwl/11254800_1.pdf"&gt;qui&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://www.ilfoglio.it/pdfdwl/11254800_16.pdf"&gt;qui&lt;/a&gt;) Christian Rocca offre una personale visione di quello che accade in seno alla componente "libertaria" dei Democrats americani che si preparano alle elezioni di martedì.&lt;br /&gt;La Sinistra Libertaria però sembra pensarla &lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/4539/502/1600/Manifesto.jpg"&gt;diversamente&lt;/a&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37127547-116273860191225803?l=azioneumana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://azioneumana.blogspot.com/feeds/116273860191225803/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37127547&amp;postID=116273860191225803&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/116273860191225803'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/116273860191225803'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://azioneumana.blogspot.com/2006/11/leftlibertarians.html' title='#LEFTLIBERTARIANS'/><author><name>H.I.M.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03325005079914510507</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_cq_MioufJ4c/R4kJaXS957I/AAAAAAAAAI8/KkZHF1IzVuI/S220/avatar9659_3.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37127547.post-116266492203381067</id><published>2006-11-04T19:24:00.000+01:00</published><updated>2006-11-12T19:30:40.506+01:00</updated><title type='text'>#PROVARE PER CREDERE</title><content type='html'>Lo diceva anche Mordecai Richler in chiusura del suo "Quest'anno a Gerusalemme" che se nella città santa ci fossero più bar forse palestinesi ed israeliani avrebbero meno voglia di ammazzarsi in continuazione:&lt;br /&gt;La &lt;a href="http://it.news.yahoo.com/28102006/2/mo-hashish-per-tutti-soluzione-conflitto.html"&gt;proposta&lt;/a&gt; è bizzarra, ma vi pare?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37127547-116266492203381067?l=azioneumana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://azioneumana.blogspot.com/feeds/116266492203381067/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37127547&amp;postID=116266492203381067&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/116266492203381067'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/116266492203381067'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://azioneumana.blogspot.com/2006/11/provare-per-credere.html' title='#PROVARE PER CREDERE'/><author><name>H.I.M.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03325005079914510507</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_cq_MioufJ4c/R4kJaXS957I/AAAAAAAAAI8/KkZHF1IzVuI/S220/avatar9659_3.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-37127547.post-116265259500555943</id><published>2006-11-04T16:03:00.000+01:00</published><updated>2006-11-12T19:30:22.060+01:00</updated><title type='text'>#SI COMINCIA</title><content type='html'>Mi sono deciso, dopo tanto un lungo pellegrinaggio tra i forum più disparati apro anch'io un blog.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/37127547-116265259500555943?l=azioneumana.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://azioneumana.blogspot.com/feeds/116265259500555943/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=37127547&amp;postID=116265259500555943&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/116265259500555943'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/37127547/posts/default/116265259500555943'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://azioneumana.blogspot.com/2006/11/si-comincia.html' title='#SI COMINCIA'/><author><name>H.I.M.</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03325005079914510507</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp1.blogger.com/_cq_MioufJ4c/R4kJaXS957I/AAAAAAAAAI8/KkZHF1IzVuI/S220/avatar9659_3.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
